Incontri 26 febbraio 1982

26.02.1982

Dott. Parruccini:

Sessualità e contraccettivi.

Sessualità e salute

e cultura

26.02.1982

Prof. S. Zaninelli

Mondo del lavoro – Pastorale

Introduce il Vescovo:

Pericolo nella predicazione di renderlo troppo orizzontale. Non perdere di vista l’essenziale

Pericolo che l’annuncio sia fatto in forma troppo astratta. Liberazione dell’uomo dalla schiavitù.

E’ un messaggio forte – giustizia sociale. Ringrazia Pastorale della Chiesa. Promozione dell’uomo. Primato dell’uomo nel lavoro, del lavoro sul capitale.

Destinazione universale dei beni.

S. Zaninelli

3 piste:

1) Il lavoro e i suoi problemi – contesto società industrializzate

2) Evoluzione magistero. Accoglimento e no nella pratica

3) Il lavoro oggi e domani: Prospettive della e nella “Laborem exercens”.

Riflessione di natura storica per cogliere le radici e i collegamenti. Evoluzione società italiana. Spesso ottica troppo rivolta al presente. Sociologismo. Sono questioni radicate nel passato.

– Punto di partenza – chiave di lettura:

squilibrio fra la popolazione e le risorse naturali e riprodotte(capitale) è sempre stato molto accentuato. Nella industrializzazione grosso equilibrio.

Prendere atto = a metà 800 drammatico squilibrio. Situazioni ancora oggi non superate. Lavoro più remunerato – emigrazione spia dello squilibrio.

Momenti felici con prezzi precisi). Tensioni sociali molto accentuate: lotta per la terra – scioperi ecc. Quadro di un paese fortemente conflittuale. Esasperata tendenza all’individualismo. Non è fenomeno razziale. E’ la lotta per la vita. Difesa del territorio. Fenomeni non solo negativi. Realtà economica sommersa. Legato solo alla iniziativa individuale. Implicazioni di costume.

– Scontro con inadeguatezza politica e culturale:

Politica = modo di intendere la gestione del potere. Non affronta i problemi. Le realtà si muovono selvaggiamente e da sole. Rinuncia a intervenire. Risale all’800. Sostanziale inettitudine a intervenire. Mai si arriva alle cause.

Culturale = non attenzione problemi del lavoro. Alla rilevanza umana. Imputabile agli uomini di cultura. Agenzie proposte: università, giornali ecc…. Questioni affrontate in termini di potere politico. Ha impedito una soluzione più confacente. Cfr. perché non è possibile riformare gradualmente le cose – lavoro spersonalizzato; parcellizzato in altri paesi questo lavoro è

Scomparso con nuove formule organizzative.

Il lavoro è diventato diverso. In Italia niente è cambiato. Non si è sperimentato empiricamente, ma la rivoluzione. Inadeguatezza culturale. Il PCI ha paura del termine riformismo che implica una cultura diversa. Gestita da letterati, giuristi non ha contatto con la realtà vera. Cfr. Colletti radici idealiste, filosofia della storia.

Qui siamo a un punto delicato. Le soluzioni non si mettono sui binari giusti né in politica, né nel sindacato. Cultura media povera di conoscenza sulla realtà lavoro. Povera perché l’ha ritenuto inutile. Corpo sociale italiano affidato a esperti che non conoscono i problemi veri.

Inadeguatezza della borghesia imprenditoriale. Scarso interesse alla trasformazione. Non ha svolto funzione di rottura culturale e politica.

Conclusione. Ci fu crescita ’55 – ’65 economica.

Nascono diversi modi di vivere. Però nonostante questo niente è cambiato rispetto alla carenza di prima. Stesse inadeguatezze culturali. Progresso quantitativo. E’ certo finita la lotta per la sopravvivenza. Maggiori disponibilità di risorse. Ancora tutte le inadeguatezze di sempre.

Attenzione e riflessione per chi ha responsabilità educative alle cose che vanno superate. Cultura che deve uscire dall’ambiguità.

Ambiguità di fronte all’industrializzazione. Usiamo dei vantaggi, rifiutiamo i prezzi. Dal modulo di vita agricolo a quello industriale. Modo per risolvere squilibrio fra uomini e risorse. Trasformare il prodotto = industria. Affrontarne i costi da ripartire. Non Amen e quello che si è fatto.

Certa disciplina, rischi, intelligenza che si forma nella scuola. Qui la scuola non è cambiato.

E’ creato per un paese agricolo, è rimasto in un paese industriale.

Polemica (cattolica) sul consumismo. Educare chi è vissuto in povertà a consumare. Responsabilità educativa. Dominare l’abbondanza. Cultura del lavoro. Autodisciplina – serietà ecc.

Riferimento ad altre realtà. Area occidentale: qualità del lavoro è migliorata. Sostanziali miglioramenti. Di diverso c’è la continua sperimentazione di meccanismi di miglioramento.

Piccoli superamenti. Relazioni più solide. Governi più attenti e sensibili, una cultura più adeguata 2 condizioni per migliorare: a) economia di mercato b) pluralismo sociale e politico. Cfr. Fascismo, cfr. Polonia. Mercato + pluralismo = miglioramento.

Discussione:

Compatibilità fra riformismo e l’utopia.

Capacità di far vivere i valori. Non si può disegnare un tipo di società ideale. Rinunciare allo schema modello. Utilizzare meglio le risorse. Tendenza a essere meno condizionati dal mangiare una volta al giorno.

Rapporto azione sindacale e problemi del lavoro.

Dopo il ’68 massimo di ambiguità e di cultura antindustriale. Perché? Problematico…

Sconfinato nelle azioni politiche e non sindacali.

Azione sindacale impotente, quindi azione per cambiare l’assetto politico. Ora il sindacato è respinto su posizioni di sua competenza.

Partecipazione e conflittualità; partecipazione e lotta di classe. Cultura di guerra e di pace. Non vuol dire eliminare lo scontro. Cultura del lavoro partecipativa.

Accumulazione – mobilità

Memoria sindacalismo italiano è depositato + l’insuccesso che non il successo. Memoria collettiva + perdente. Frustrazione ricorrente ne è protagonista la classe dirigente sindacale cfr. ’68. Passare dalla situazione di debolezza a quella di forza.

Magistero e accoglimento e no nel contesto italiano

2 poli:

1) evoluzione del magistero. 1891 Rerum novarum – 1931 Quadragesimo anno – 1961 Mater et magistra – 1971 Octogesimo adveniens.

a) 1891 avvenne quando il processo di cambiamento del lavoro è molto avanzato. Fenomeno ristretto ma che colpiva come cambiamento del mondo contadino. Interviene a realtà matura. Si ritiene che quella situazione sia modificabile. Per 2 vie /intervento pubblico / libero agire. E’ possibile introdurre innovazioni per migliorare il lavoro – retribuzione, sicurezza.

Poi i messaggi sono in una realtà che si trasforma. C’è una legislazione sociale. Due limiti: magistero che contiene precetti, capitoli di politica sociale e qualche volta anche economica. Quello che andrebbe fatto; poi finisce per indirizzarsi ai governanti che in qualche modo sono su questa strada o per lo meno parallela. Dopo la crisi del ’29 il messaggio si accompagna con una realtà che vanno per la stessa direzione. Fuori la dittatura di destra e la Russia

b) grado di accoglimento. Distinguere situazione italiana e di altri ambienti. Conflitto Chiesa e stato provoca l’emergere di una classe dirigente che rifiuta ogni messaggio che viene da Roma. Non solo: il paese resta agricolo e l’influenza cattolica è prevalente nelle campagne. Geografia della presenza: triangolo industriale influenza della borghesia e del socialismo.

Patrimonio di attività promananti dal mondo cattolico in risposta alle esigenze del mondo agricolo e artigianale. Punto importante nella storia del paese.

Nel ’50 si trova in difficoltà. Indifferenza classe politica, della cultura, le risposte vengono dal mondo cattolico. Nel ’18 grande successo del partito popolare. ’48 borghesia conservatrice ma anche dalla base rurale. Risposta organizzata a certi bisogni.

Nella versione italiana c’è una rispondenza al messaggio. Erano gli esclusi? Forse! Titolo storico.

Convergenza cfr. Costituente. Magistero mediato da intellettuali cattolici. Non tradotti in termini operativi. Oggi siamo di fronte alle degenerazioni.

Interventismo di tipo sociale – oggi lottizzato – ’50 – ’65 in campo sindacale. Cfr. CISL poi sconfitta = tradurre in termini moderni – partecipazione, sostegno lavoro ecc… Poi oscurata e sconfitta.

Magistero di tipo riformistico. Con il ’66 – ’68 entra in conflitto con il socialismo rivoluzionario. E’ ricorrente. Movimento cattolico è esperienza riformista.

+ progrediti + accolti.

Pomeriggio 26.02

La realtà italiana più arretrata della Rerum novarum. Allora i problemi sono del lavoro agricolo. E’ lì che si muove il movimento cattolico.

Usura – casse rurali – movimento cooperativistico – opere assistenziali- azione sindacale.

Traduzione nel lavoro agricolo del messaggio pontificio.

Conoscenza storiografica: nonostante posizione di minoranza il m.c. riesce a conseguire risultati.

Opera dei congressi – Unione popolare – Azione cattolica ecc…

Non è espressione di tutti i cattolici italiani.

Capacità di incidere sostanziale ma in una realtà economica ritardata. Ha attenuato le contraddizioni.

Non ha risolto. Non ha dimensioni politiche e solo sociale. I canali culturali sono in altre mani.

Radicamento nel lavoro rurale ha reso il movimento non adeguato al lavoro industriale.

Difficoltà che nascono dalla impreparazione culturale.

La Chiesa gerarchica fatica a cogliere le grandi “novità”. – Nel caso italiano a guidare il movimento cattolico si pose una nobiltà fondiaria arretrata. Ha certamente nociuto.

Altissimo tasso di analfabetismo. Il mov. Socialista era guidato da avvocati e medici. Impostazione di tipo borghese. Anticlericalismo di provenienza borghese.

Il mov. catt. è guida dell’intelligenza che sa leggere e scrivere.

– Storico dissidio Chiesa mondo moderno. Viene aggravato dal modo con cui la borghesia italiana vive lo scontro. Traduzione italica degradante. In Francia i contendenti sono a livello più alto.

In tempi lunghi la dottrina della Chiesa ha ragione. Nei tempi brevi bisogna farsi carico di emarginazioni e minoranze.

Laborem exercens” Giovanni Paolo II°

Fortemente innovativo pur nella tradizione. Ha un suo linguaggio.

1) Precisa consapevolezza che il lavoro umano vicino a una svolta epocale. Cfr. R. novarum. Sono in corso grossi cambiamenti. E’ la chiave interpretativa della questione sociale. Nuove forme di automatizzazione e di organizzazione del lavoro. Informatica e nuovo modo di produrre. Aumento prezzo energia ecc.

2) Significato del lavoro. Rifiuti assenteismi- schizofrenie. Pedaggio da pagare per vivere. Lavoro dissociato dalla vita. Scoperta del suo significato. Lottare perché il lavoro abbia un significato. Non è solo che si traduce in ricchezza e prodotto.

Rivalutazione del lavoro educativo.

E’ il punto centrale.

3) Collegamento con la tradizione. Presenza dei cattolici nella vita sociale. Diritti attraverso i quali la persona può rivendicare….

4) Parte economica

5) Il lavoro è anche limite, pena, sacrificio. Anche quando è umanizzato il più possibile. E’ anche mezzo di ascesi. Ti realizzi, vivi e vivendo devi pagare consapevolmente il tuo prezzo.

Spunti per la pastorale:

– Innalzare il livello culturale. Società di massa. Problemi di convivenza di plagio. Battaglia preliminare. Questo tipo di analfabetismo – più grave – senza antidoti – perché non conosce i meccanismi elementari. Manca una cultura basica.

– Far leva sui valori. Serietà – disciplina – impegno sono dei valori.

– Consapevolezza che oggi il lavoro e la sua efficacia può umanizzarsi a condizione che trovi il suo significato. Grande occasione per santificarsi.

Non occorre essere esperti in problemi sociali ma maestri di vita. Non si richiedono conoscenze tecniche. Tornare alle sorgenti al di là delle competenze specifiche.

Conclusione del Vescovo G. Gargitter

Arricchiti di problematiche nuove. Fuori dallo schema ideologico. Problemi del lavoro e dell’uomo. Si vive non solo di teorie e di movimenti.

Proposta di divulgazione, riunioni decanali, presbiteriali per approfondire quanto detto. Affinché nasca un’iniziativa pastorale per mettere al centro l’uomo nelle sue esigenze più concrete e sostanziali. Non problemi ideologici ma l’uomo – Dio – prossimo. Rivelazione e parola di Cristo.