{"id":96,"date":"2017-07-24T20:42:08","date_gmt":"2017-07-24T20:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=96"},"modified":"2020-10-24T09:22:49","modified_gmt":"2020-10-24T09:22:49","slug":"caino-e-abele-8-ottobre-1998","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=96","title":{"rendered":"Caino e Abele &#8211; 8 ottobre 1998"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">08.10.1998<\/p>\n<p align=\"justify\">Caino non sopporta <u>l\u2019alterit\u00e0 <\/u>del fratello che la Bibbia giustamente, e con grande profondit\u00e0 teologica, attribuisce al modo <u>differente<\/u> con cui il Signore Dio ama Abele 4,4-5 e Caino. Il Signore <u>ama anche Caino<\/u>, e lo consola con la sua parola contro lo scoraggiamento e la tentazione fratricida 4,6-7. L\u2019invidia per la diversit\u00e0 del fratello, in realt\u00e0, manifesta in Caino un rifiuto di se stesso. Tale rifiuto, per\u00f2 ,\u00e8 , finalmente, un rifiuto del Signore Dio il quale ha pensato, amato e creato <u>l\u2019altro come altro da me<\/u>. Rigettare l\u2019altro \u00e8 rigettare il modo con cui il Creatore distribuisce il suo pensiero e il suo amore nella creazione. La <u>differenza<\/u> dell\u2019amore di Dio per ciascuno dei due fratelli <u>\u00e8 la ragione stessa <\/u><u>della sua, e,<\/u> <u>quindi della loro esistenza e reciproca diversit\u00e0<\/u> . Come potrebbe esistere una cosa, o conservarsi nella sua singolarit\u00e0, se Dio non l\u2019amasse di un amore singolarissimo? Sap 11,24-17-2. Amare tutte le cose (creature) equivarrebbe a ridurle tutte a una sola e medesima.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche in questo caso, alla <u>tentazione<\/u> 4,5L-7 e alla caduta 4,8 di Caino, fa seguito la <u>punizione immanente del peccato<\/u>: la voce del sangue di Abele grida al Signore dalla Terra 4,10L Ebr 11,4d. C\u2019\u00e8 poi <u>l\u2019intervento<\/u> di Dio che questa conseguenza viene a sanzionare, rivelandone la malizia. Il fratricidio dunque ha sconvolto anche il rapporto di caino con Dio e con la terra 4,9-14. <u>Un gesto<\/u> <u>redentore e salvifico del Signore<\/u> conclude la vicenda 4,15-16.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il peccato del disprezzo dell\u2019altro continua e prolifica nella discendenza di Caino: la donna comincia ad essere considerata come un oggetto di propriet\u00e0 e uno strumento di produzione di discendenza e di lavoro 4,19; Es 20,17L; Dt 5,21; si instaura un regime di violenza di illimitata vendetta 4,23-24.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le nascite di Set e Enos, per\u00f2, proiettano un raggio di speranza nella creazione di Dio devastata dal peccato.<\/p>\n<p align=\"justify\">La terza sorgente del peccato: lavoro umano\/progresso tecnico<\/p>\n<p align=\"justify\">Asserviti orgoglio prometeico dell\u2019umanit\u00e0 che pretende di autopromuoversi autorealizzarsi Gn 11,1-9<\/p>\n<p align=\"justify\">La costruzione della Torre di Babele introduce sulla terra e nelle cose della terra un disordine violentemente imposto dalla superbia umana. Gli uomini decidono di \u201cdarsi un nome\u201d 11,4 invece di riceverlo dal Creatore 5,1-2; 1,26-27; 2,18-25; Mt 1,21,23,25. Per realizzare questa impresa titanica i costruttori della Torre pretendono di utilizzare i beni della terra fino alle pi\u00f9 recenti invenzioni della tecnica umana: i mattoni cotti al fuoco e il bitume 11,3-4.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo terzo peccato costituisce un tradimento , da parte dell\u2019uomo, della missione affidatagli da Dio, di \u201cpermeare il mondo di significato\u201c, \u201cdando un nome\u201d alle creature al di sotto di lui 2,19-20=<u>interpretando la verit\u00e0 della creazione <\/u>cominciata da Dio e, con il suo lavoro e con il dominio responsabile sulle cose-in obbedienza al creatore-facendola evolvere e conducendola fino alla rivelazione di tutti i suoi segreti, delle sue possibilit\u00e0 e dei suoi significati, <u>a gloria e lode del Signore<\/u> 1,28-29; 2,15-17.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il peccato dei costruttori della torre consiste nella pretesa laicista e atea di usare la terra e le sue potenzialit\u00e0 prescindendo dal piano di Dio-che appare ignorato- e persino contro il Signore, pretendendo stoltamente di farsi come lui 3,4; Is 14,3 Babilonia; Ez 28,1-19; Ap 13,1-8.<\/p>\n<p align=\"justify\">Babele \u00e8 il luogo della menzogna e della \u201cconfusione\u201d, l\u2019opposto della separazione creatrice tra Dio e il Creato 1,3,6-7, come Sodoma e Gomorra e l\u2019Egitto Dt 29,21-28; Ger 50,33-40; Ap 11,8; un segno del regresso caotico della creazione <u>TOV <\/u>come il diluvio Gn 6,1-8,22. E\u2019 questo il peccato collettivo dell\u2019umani\u00e0\u2019, quello che sottomette la creazione alla caducit\u00e0 spogliandola del suo vero senso datole dal Creatore, e presumendo di attribuirle e di caricarla di un altro senso, falso, costruito dalla mente dell\u2019uomo e artefatto dalle sue mani. Per questo la creazione geme e soffre, come per doglie di parto, in attesa di essere liberata dalla corruzione per divenire l\u2019ambiente in cui si riveli la gloria degli uomini <u>diventati figli di Dio nel Figlio. <\/u>Questi infatti, e solo lui \u00e8 l\u2019Uomo che sa vivere nel mondo in verit\u00e0\u2019. Egli \u00e8 la Verit\u00e0 Gv 4,23-24.<\/p>\n<p align=\"justify\">I 5 tempi della catechesi biblica sul peccato sono riconoscibili anche in 11,1-9 dove la menzogna dell\u2019autonomia umana dal Signore e dal nome che egli le ha dato produce, inoltre, tra gli uomini, una confusione di linguaggio \u2013 e dunque di interpretazione delle cose e di se stessi \u2013 che potr\u00e0 essere guarita solamente dallo Spirito dell\u2019ultima Pentecoste At 1,4-5,8; 2,1-13.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non si da\u2019 un peccato insomma, che sia solo peccato contro Dio o contro l\u2019uomo o contro le cose. Da qualunque parte incominci, la menzogna si estende a tutta la struttura umana, il cui centro unificatore \u00e8 appunto la coscienza menzognera del soggetto peccatore che interpreta falsamente se stesso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il diluvio: proliferazione dinamica del peccato e inquinamento globale del Creato 6,1-9,17<\/p>\n<p align=\"justify\">Il triplice modello di peccato come <u>in \u2013 giustizia<\/u> nei confronti del creato buono\/bello di Dio, \u00e8 arricchito, in Gn 5,3-32 dalla lista dei <u>patriarchi prediluviani<\/u>, l\u2019et\u00e0 dei quali decresce anche nella discendenza buona di Set: Adamo muore a 930 anni; Set a 912; Enos a 905; Lamech a 777\u2026Abramo a 175 25,7; Isacco a 180 35,28; Giacobbe a 147 47,28; Giuseppe a 110 50,26. Si giunge cos\u00ec, pi\u00f9 o meno, all\u2019et\u00e0 delle generazioni che hanno fissato le tradizioni bibliche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il decrescere e regredire della vita umana, per\u00f2, viene attribuito dalla Bibbia alla prolificazione dinamica del peccato 6,3. Peccando l\u2019umanit\u00e0 si autodistrugge; una conferma del fatto che la \u201cpena-punizione\u201d del peccato viene sul peccator, non direttamente da Dio ma dal peccato stesso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella lista dei patriarchi prediluviani si prester\u00e0 attenzione al caso singolare di <u>Enoch <\/u>5,18-27, figlio di<\/p>\n<p align=\"justify\">Jared=discesa 962 anni, e padre di Matusalemme 969, \u201csettimo dopo Adamo\u201d da Gd 14. Tra il padre e il figlio (i pi\u00f9 longevi della serie) Enoch vive una vita eccezionalmente breve 365 anni, ma piena come il numero dei giorni anno solare. Bisogna considerare, poi, che la vita di un padre continua in quella del primogenito. Enoch \u201ccammina con Dio\u201d (vv 22.24 Halakah = condursi \/e a lui gradito, non conobbe la morte, perch\u00e8 Dio \u201clo prese\u201d (in alto lo assunse) come poi sar\u00e0 Elia 2 Re 2,11-12; come gi\u00e0 Set ed Enos 4,25-26 e No\u00e8 5,29; Enoch \u00e8 un altro segno di speranza all\u2019interno umanit\u00e0 decaduta, sotto la maledizione Sir 44,16; Gb 11,5.<\/p>\n<p align=\"justify\">A lui si riferisce probabilmente Lc con la sua teologia dell\u2019 <u>\u201cAssunzione\u201d<\/u> (analempsis) di Ges\u00f9 il Messia in <u>cammino <\/u>(poremomemis), il F. assunto dal Padre da Yefaret a Gerusalemme e al cielo Lc 9,51; At 1,9. 10-11<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche Dio quando termina di parlare con l\u2019uomo \u201csi congeda da lui salendo in alto Gn 17,22; 35,13 Gdc 13,20.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dentro alla prolificazione universale del peccato e delle sue conseguenze \u2013 che giunge a diventare un regno ed un\u2019economia globale (Ges\u00f9 parler\u00e0 di \u201cimpero delle tenebre\u201d Lc 22,53 &#8211; viene dedicato, in Gn 6,1-9,17 l\u2019intero ciclo di racconti sul <u>diluvio.<\/u><\/p>\n<p align=\"justify\">Il tema del diluvio appartiene ad una ricca e varia eredit\u00e0 della storia, della leggenda, letteratura, miti Medio Orientale, e l\u2019ispirazione divina delle Scritture bibliche, con l\u2019inserzione di questo ciclo narrativo nella Torah di Israele, ne ha fatto un cap. dell\u2019insegnamento teologico sull\u2019origine dell\u2019inquinamento del creato sulla sua prolificazione dilagante e sul conseguente regresso del mondo da cosmo terrestre a caos acquatico e fangoso (cfr 1,1 dal caos al cosmo\u2026)<\/p>\n<p align=\"justify\">Meglio che il solo racconto di Gn 3, il grande ciclo del diluvio converrebbe forse per illustrare biblicamente l\u2019insegnamento dogmatico cattolico sul \u201cpeccato originale\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche nel ciclo diluviale del peccato umano, che rischia di sommergere il mondo, \u00e8 possibile rintracciare i 5 tempi dell\u2019insegnamento biblico<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">Tentazione e caduta a (e) b<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">La vera punizione c d e<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">AB : Tentazione e caduta 6,1-6, 11-12. I <u>figli di dio<\/u> e le <u>figlie degli uomini<\/u> infrangono la <u>separazione<\/u> naturale stabilita dal Creatore tra i livelli del creato: qui una specie di empia magia mescola l\u2019umano e il divino, nella tentazione arrogante di <u>strumentalizzare il divino<\/u> e farlo servire a produrre un <u>gigantismo<\/u> immanentistico e autonomo delle creature che pretendono di <u>fare a meno<\/u> del Creatore e dell\u2019ordine stabilito. Cfr \u201c i giganti\u2026gli eroi dell\u2019antichit\u00e0, uomini famosi 6,7; \u201calti di statura, esperti nella guerra\u201d Bar 3,26, che, ribelli a causa della loro forza Sir 16,7 perirono per la loro insipienza Bar 3,27-28.<\/p>\n<p align=\"justify\">CDE : La vera punizione del sacrilegio \u00e8 in atto, da tempo, nella confusione <u>morale<\/u>, nel montare della malvagit\u00e0 e della perversione che la magia empia e sacrilega ha prodotto, fino al culmine, in tutte le coscienze e nella condotta universale degli uomini, prima ancora che il Signore intervenga Gn 6,5.11-12.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tale <u>diluvio morale<\/u>, infatti, non viene da Dio, ma al contrario a lui si impone, fino a farlo \u201cpentire\u201d, di aver creato l\u2019uomo. Lo straripamento del diluvio morale anche nell\u2019ordine fisico, nel <u>diluvio d\u2019acqua<\/u>, \u00e8 una conseguenza inevitabile, un fenomeno ecologico quasi \u201csacramentale\u201d di esplosione ambientale, di cui anche ai nostri giorni non mancano degli esempi impressionanti nell\u2019inquinamento\u2026epidemia AIDS\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">La narrazione biblica \u00e8 su questo punto molto efficace altamente poetica e drammatica, pi\u00f9 di ogni manuale catechistico. A una prima lettura sembra che, di fronte alla corruzione universale, Dio si comporti come uno schizofrenico esagitato. Pentito di aver fatto l\u2019uomo, che si \u00e8 rivelato un autentico \u201cguastatore\u201d della sua creazione 6,6 egli progetterebbe di sterminare tutti i viventi 6,7 .13.17; 7,4. Non cede, per\u00f2, a questa tentazione, e \u201cinventa\u201d No\u00e8 6,8: \u201cnon si trova grazia al cospetto del Signore\u201d senza che sia egli il primo a creare qu che gli piaccia come in Lc 1,30; Gn 18,16-33; Is 52,13-53; Ger 5,1; Mt 1,21.<\/p>\n<p align=\"justify\">Con No\u00e8 il Signore progetta pure la sua Arca, dove intende conservare in vita tutte le specie viventi appartenenti alla prima creazione: non solo le 7 paia di animali mondi, ma pure un paio di animali non mondi 6,13-7,3.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lungi per\u00f2 da essere uno scontato discorso schizofrenico, quello di Dio corrisponde al terzo, quarto e quinto momento dello schema del peccato, rivelato in Gen 3. E\u2019 chiaro, infatti, che tra quella di distruggere l\u2019umanit\u00e0 con il diluvio d\u2019acqua e quella di salvare tutte le specie viventi, benedette dal Creatore-compresi uomini e donne-la volont\u00e0 vera del Signore \u00e8 quella di salvare tutti da una distruzione che, dunque, si impone a lui stesso, come ineludibile conseguenza del diluvio morale, di cui gli uomini-e non Dio-portano tutta la responsabilit\u00e0. III punto<\/p>\n<p align=\"justify\">Il discorso di Dio rivela, infatti, la connessione necessaria fra i due diluvi, e sanziona ii fatti gi\u00e0 prodottisi e quelli che stanno per prodursi. IV punto<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019ultima mossa di Dio poi \u00e8 una trovata di salvezza: No\u00e8 e la sua arca. V punto<\/p>\n<p align=\"justify\">No\u00e8 \u00e8 l\u2019uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei che, come Enoch \u201ccammina con Dio\u201d 6,9 (gli unici di cui la Bibbia dica questo!). Di lui si ripete infatti il ritornello:\u201d No\u00e8 esegu\u00ec tutto, come Dio gli aveva comandato cos\u00ec fece\u201d 6,22 cfr 7,5.9.16; 8,18. L\u2019obbedienza di No\u00e8 risalta tra l\u2019altro, nel fatto che, mentre fa tutto come Dio gli ha comandato, \u00e8 il Signore che chiude la porta dell\u2019arca dietro di lui 7,16.<\/p>\n<p align=\"justify\">La tradizione ebraica moltiplica gli elogi di No\u00e8 Sir 44,17-18. Al peccato di Caino che sommerse la terra, la sapienza divina rispose \u201csalvandola pilotando il giusto e per mezzo di un semplice legno\u201d Sap 10,4. Anche il NT celebra No\u00e8 quale \u201cerede della giustizia secondo la fede\u201d Eb 11,7 e quale banditore di giustizia 2 Pt 2,5.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 naturale che gi\u00e0 i primi cristiani abbiano letto No\u00e8 e la sua arca come profezia di Ges\u00f9 e della sua Chiesa cfr alcune catacombe romane.<\/p>\n<p align=\"justify\">No\u00e8 \u00e8 l\u2019uomo di \u201calleanze eterne\u201d. Con lui simbolo rappresentante dell\u2019intera umanit\u00e0 post-diluviana, si introduce un secondo movimento nella sinfonia della creazione, quello dell\u2019alleanza e del suo segno-sacramento, l\u2019arcobaleno 8,15-9,17. Con essa all\u2019analogia originaria della creazione come \u201cgenerazione\u201d subentra la figura del <u>patto <\/u>tra adulti 2,16-17, con tutte le sue possibili connotazioni interpersonali che la storia andr\u00e0 rivelando progressivamente. Dio \u00e8 ormai l\u2019eterno alleato dell\u2019uomo e della terra: ubriacature sulle possibilit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0, apparentemente illimitate, invece di diffondere un senso di sicurezza, vanno spargendo fra noi paura e terrore, al pensiero che l\u2019uomo sia capace di distruggere il mondo la creazione \u00e8 di Dio. Certo lo schema presente del mondo (\u201cquesto\u201d mondo) passer\u00e0 (1 Cor 7,31), ma non l\u2019universo fatto da Dio. L\u2019ultimo arcobaleno-sacramento dell\u2019alleanza eterna di Dio con la terra \u00e8 il corpo glorioso e risorto dell\u2019ultimo No\u00e8: Ges\u00f9 Messia Rom 6,4-5; 1 Cor 15,20-24<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>08.10.1998 Caino non sopporta l\u2019alterit\u00e0 del fratello che la Bibbia giustamente, e con grande profondit\u00e0 teologica, attribuisce al modo differente con cui il Signore Dio ama Abele 4,4-5 e Caino. Il Signore ama anche Caino, e lo consola con la sua parola contro lo scoraggiamento e la tentazione fratricida 4,6-7. 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