{"id":89,"date":"2017-07-24T20:16:51","date_gmt":"2017-07-24T20:16:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=89"},"modified":"2017-07-24T20:34:43","modified_gmt":"2017-07-24T20:34:43","slug":"il-dio-del-credente-biblico-29-ottobre-1998","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=89","title":{"rendered":"Il Dio del credente biblico &#8211; 29 ottobre 1998"},"content":{"rendered":"<p>29.10.98<\/p>\n<h2>Il Dio del credente biblico<\/h2>\n<p>non \u00e8 solo Dio = Elohim, un nome comune, bens\u00ec JHWH Adonaj = il Signore, il mio Signore Gn 13,4; 4,26. Prima di cercarlo e di trovarlo negli uomini-in se stesso, nel fratello nel povero-o nel creato, il credente si \u00e8 lasciato incontrare da lui in persona, distinto da se\u2019 e ben pi\u00f9 importante e interessante di se\u2019. Il Signore della fede non \u00e8 scoperto dall\u2019uomo come il termine di una sua ricerca, come qc davanti a noi, che si sia finalmente raggiunto dopo averlo lungamente inseguito At 17,26-28. Da lui, piuttosto, l\u2019uomo si sente conosciuto e creato da sempre, ma adesso scoperto e afferrato di sorpresa, come alle spalle, e abbracciato con forza e con infinita tenerezza amicale Fil 3.8-14. Il nome con cui il Signore ci chiama nella fede, non \u00e8 semplicemente \u201cuomo\u201d, ma il nostro nome proprio: Abram 15,2. Anzi l\u2019incontro con il Signore ci individualizza singolarmente, ci personalizza in modo cos\u00ec irripetibile e inconfondibile, che d\u00e0 un senso completamente nuovo al nostro stesso nome e lo lascia segnato per sempre: Avraham, Avraham 22,I.II cfr 17,5. La parola di Dio entra nell\u2019esistenza dell\u2019uomo con una \u201crivelazione\u201c una \u201cprimizia\u201d assoluta: irrompe nell\u2019esistenza di colui che \u00e8 chiamato a, attraverso di lui, nella storia di tutta l\u2019umanit\u00e0 e del mondo: trascende ogni preparazione e ogni attesa precedente.<br \/>\nLa fede sorprende, sconvolge, rivoluziona anche la \u201creligiosit\u00e0\u201d dell\u2019uomo, precedendola ormai e condizionandola radicalmente Gn 24,2-3 ; Gdt 5,7-9. Lungi dal farsi riassorbire e reintegrare nella \u201creligione\u201d, la fede la ridimensiona, la relativizza e la subordina integralmente alla parola del Signore: \u201cio anzi vi dico\u2026 Mt 5,22 ecc.<br \/>\nEssa tira fuori l\u2019uomo dalla situazione precedente, soprattutto da quella che viene comunemente sperimentata e rientra come una condizione \u201cnaturale\u201d, \u201clogica\u201d, \u201cproporzionata\u201d. E lo proietta sui sentieri di un pellegrinaggio che va al di l\u00e0 della scena di questo mondo 1 Cor7,31: Gn 12.1 .<br \/>\nApparentemente si potrebbe dire che, se la fede viene a redimere, a restaurare, a salvare la creazione, essa dovrebbe procedere nel modo pi\u00f9 naturale e consono ad essa, dal momento che il Dio della salvezza \u00e8 lo stesso Dio della creazione. Non \u00e8 cos\u00ec! Tra la creazione e la salvezza, infatti, c\u2019\u00e8 il regno del peccato. Le medicine non possono sempre rispettare tutti i ritmi naturali dei nostri organismi. La violenza con cui esse possono annunciarsi nel malato non dipendono dall\u2019 \u201cinnaturalit\u00e0\u201c della cura, bens\u00ec dalla \u201c innaturalit\u00e0 \u201c del male. La fede che salva non \u00e8 semplicemente una provvidenza \u201comeopatica\u201d. Essa scaturisce dalla fede di Ges\u00f9 e dal suo mistero pasquale di croce\/resurr. L\u2019ordine di immolare il figlio Isacco, su di un monte nel territorio di Moria 22,1-2 pu\u00f2 \u201capparire\u201d disumano e violento. Ma infinitamente pi\u00f9 disumana e violenta \u00e8 la pseudo-sapienza che ha libero corso nel mondo del peccato. E si pu\u00f2 accettare, nella fede, che il Signore sappia servirsi della stoltezza della croce del Figlio-che \u00e8 stata ben lontana dall\u2019essere \u201capparente\u201d &#8211; per operare la riconciliazione del mondo in lui 2 Cor 5,18-21; si tratta di ricondurre l\u2019uomo depravato e alienato a trattare Dio da Dio e se stesso da uomo. 1Cor 1,21-25<br \/>\nL\u2019elezione,<br \/>\na cui fa seguito il dono della fede, \u00e8 totalmente gratuita e chiama l\u2019uomo a partecipare alla santit\u00e0 (=messa a parte, individuazione della trascendenza) propria di Dio: \u201c Siate santi&#8221; Lv 11,44-45. Per essere stato scelto da Dio, Israele \u00e8 gi\u00e0 un popolo santo Dt. 7,6-8. La prima risposta dell\u2019uomo a una tale elezione \u00e8 \u201ceccomi\u201d (hinneni 22,1.11.) che \u00e8 una specie di Amen, S\u00ec= sono disponibile per te, va bene cos\u00ec , accolgo questa tua proposta, mi fido e mi abbandono totalmente ad essa e, in tale abbandono in Te, io mi sento interamente sicuro) 2 Cor 1,19-20. Questa accoglienza \u00e8 la fede che giustifica l\u2019uomo 15,6 Rom 4,3.9.22. Difatti il titolo + proprio che il Signore riconosce ad Abramo \u00e8 : \u201c Il mio amico\u201d ohavi Is 41,8. La fede di Abramo non consiste in primo luogo, in un suo atto, o \u2026., con cui egli creda a certe verit\u00e0 rivelate da Dio, ma nel suo consentire a stabilirsi abitualmente in una relazione interpersonale, in un\u2019amicizia con il suo Signore (Tu-io) che nulla pu\u00f2 infrangere, perch\u00e8 \u201cnessuno pu\u00f2 disgiungere ci\u00f2 che Dio ha unito Mt 19,6b. La Bibbia utilizza diverse metafore per indicare tale rapporto : ospitalit\u00e0 , alleanza, patto, appartenenza (= segullah Es 19,5 ecc..) eredit\u00e0 Dt 4,20, passione amorosa, amore sponsale, filiazione\u2026ecc . Anche se queste similitudini, tutte per se\u2019 inadeguate vanno prese sempre insieme, senza privilegiarne una sola a esclusione delle altre, il NT indica che la filiazione e spiritualit\u00e0 sono quelle meno lontane della realt\u00e0 indicibile del mistero di Dio-Amore 1 Gv 4,8.16. Ges\u00f9, infatti, \u00e8 per natura il \u201dFiglio\u201d unico del Padre Gv 1,14.19; 3,16-18; Rom 1,3. Tutti gli altri uomini e donne sono nati una prima volta per poi \u201cdiventare figli di Dio Gv 1,12;3,3-8, accogliendo lui e credendo nel mio nome Ges\u00f9 Messia \u00e8 l\u2019Amen, il Si del Padre agli uomini 2 Cor 1,19-20,e, insieme, l\u2019amen (il si) dell\u2019 umanit\u00e0 a Dio. Gli uomini che, in lui, si offrono come un Amen che sale a Dio 2 Cor 1,20b, diventano Gerusalemme, Tenda citt\u00e0 di Dio con gli uomini. \u201c La fidanzata dell\u2019Agnello\u201d \u201c La Sposa\u201d del Xto, tutta gloriosa, santa e immacolata Ef 5,25-27.\u00a0 La fede che il Signore chiede ad Abramo, per\u00f2 \u00e8 una fede particolarmente difficile. Si tratta infatti di una fede medicinale e salvifica del peccato. E\u2019 questa fede che trover\u00e0 il proprio compimento finale e perfetto nella fede filiale di Ges\u00f9 ed \u00e8 perci\u00f2 anche la nostra. Come quella chiesta a No\u00e8 il cui pio timore doveva condannare il mondo Eb 11,7, e ancor pi\u00f9 di essa, la fede di Abramo (e di Ges\u00f9) \u00e8 una fede folle. Abramo \u00e8 il cavaliere di questa fede (Kirgaard) che solo gradualmente verr\u00e0 appresa da colui che dovr\u00e0 diventare \u201c il Padre di tutti i credenti \u201c Rom 4.11.22. Folle \u00e8 credere fino a partire da se stessi, senza sapere dove si va Eb 11,8. Folle \u00e8 credere, soggiornando semplicemente attendati come in una regione straniera nella terra promessaci Eb 11.9. Folle \u00e8 credere che si otterr\u00e0 una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia\u2026quando non si \u00e8 riusciti a generare nemmeno un figlio da una sposa sterile Eb 11,11-12. Folle \u00e8 credere ancora nei beni promessi quando si giunge a morire senza averli conseguiti Eb 11,13. Folle soprattutto \u00e8 continuare a credere alla presenza della discendenza persino quando si \u00e8 pronti a sacrificare, sull\u2019ordine di Dio, il figlio della promessa, l\u2019unico e l\u2019amato Eb. 11,17-19. La nascita di Ismaele prudentemente pianificata da Sarai e da Abram per \u201cdare una mano\u201d al Signore, \u201cinvitandolo\u201d a tener fede alla sua promessa , mostra quanto difficile sia per Abramo e per Sara credere totalmente alla parola di Dio. Lo stratagemma di procurare un figlio a Sarai, sia pure ricorrendo a legittimi costumi di quel tempo, facendolo cio\u00e8 generare dalla sua schiava egiziana &#8211; la madre- padrona si prolunga in tutto il suo gruppo Gn 30,3-13; 35,22b-26- nasce nel tentativo intraprendente di mettere il Signore di fronte al fatto compiuto di un intervento umano che adempia la sua parola. Una specie di \u2026\u2026.fai da te! Dal momento che sembra che Dio non si muova. Si cerca con le \u201cmigliori intenzioni\u201d, di manipolare la sua volont\u00e0, come se quella parola e questa volont\u00e0 non fossero esclusivamente di Dio Gn 16. Se Dio mi da\u2019 una vocazione io non posso fabbricarmene un\u2019altra ne\u2019 aggiustare la prima sulla seconda che sopravvenga a piacermi in modo alternativo, per dire poi, magari una volta che abbia cambiato le carte in tavola :\u201dormai le cose per me sono cambiate. La volont\u00e0 di Dio su di me ormai \u00e8 questa nuova situazione che io ho creato!\u201d Una cosa infatti \u00e8 la fede pura e nuda : altri \u00e8 la rappresentazione , l\u2019immagine che di essa l\u2019uomo si fa. Una cosa \u00e8 la pura volont\u00e0 di Dio: altra \u00e8 la coscienza che di essa gradualmente l\u2019uomo va prendendo, e l\u2019interpretazione che di essa vada elaborando. Appena, infatti, \u00e8 chiamato a partecipare all\u2019opera di Dio per cooperarvi, l\u2019uomo mostra subito una pretesa di dirigere le operazioni secondo la propria \u201c prudenza\u201d, interpretando l\u2019agire divino entro gli schemi del proprio agire : smania di interferire e intervenire a modo suo nell\u2019opera di Dio, mettendoci le mani pesantemente; presume di correggere il tiro secondo i propri punti di vista, dicendo: \u201c Io,Io\u2026\u201d ( 15,2 ; 16,2; 17,17-18;18,12) e dimenticando il primato del Tu=fede; nemmeno Mos\u00e8 sfuggir\u00e0 a questa tentazione Num 20,7-13,20; 27,13-14; Dt 32,50-52. Ismaele e\u2019 il frutto della carme e della prudenza carnale di Sarai ed Abram. Con lui \u201cDio ha ascoltato (=Ismael) la filiazione di Agar 16,11. Ma \u201cquel che \u00e8 nato dalla carne \u00e8 carne\u201d rimane carne e non pu\u00f2 diventare spirito a forza di espedienti e di stratagemmi carnali Gv 3,6; 6,3 \u2013su ci\u00f2 il Signore non transige. Il figlio della promessa \u00e8 Isacco, il figlio dell\u2019impossibile, il figlio non della carne ma, nella carne, dell\u2019impotenza della carne 17,15-22;18,11-14. In lui \u201cDio sorride\u201d (Yitzchag) su tutto il ridere dell\u2019uomo e della donna, che cos\u00ec spesso e per tanta parte caricarne le loro facolt\u00e0 generative 17,17.19,18,12-15. La vicenda di Ismaele \u00e8 il segno di quanto graduale sia stato per Abram, l\u2019apprendistato per giungere ad una fede perfetta Gn 22 e di quanto dolorosamente egli abbia dovuto accettare le conseguenze della propria incredulit\u00e0 Gn 21,8-21. &#8211;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>29.10.98 Il Dio del credente biblico non \u00e8 solo Dio = Elohim, un nome comune, bens\u00ec JHWH Adonaj = il Signore, il mio Signore Gn 13,4; 4,26. Prima di cercarlo e di trovarlo negli uomini-in se stesso, nel fratello nel povero-o nel creato, il credente si \u00e8 lasciato incontrare da lui in persona, distinto da se\u2019 e ben pi\u00f9 importante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-89","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-anni-90"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89\/revisions\/95"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}