{"id":433,"date":"2020-10-25T22:21:46","date_gmt":"2020-10-25T22:21:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=433"},"modified":"2020-10-25T22:21:46","modified_gmt":"2020-10-25T22:21:46","slug":"problemi-teologici-delle-tradizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=433","title":{"rendered":"Problemi teologici delle tradizioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Problema teologico dello Jahvista<\/p>\n\n\n\n<p>3 fonti narrative: 200 anni di studi.<\/p>\n\n\n\n<p>Gn \u2013 Giosu\u00e8 sono formati da pi\u00f9 fonti intersecantesi che furono a loro volta fuse + o \u2013 bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Jahvista &#8211; 950 J<\/p>\n\n\n\n<p>Elohista 2 sec + tardi E<\/p>\n\n\n\n<p>Deuteronomista (a parte) D<\/p>\n\n\n\n<p>Sacerdotale P Priesterschrift.<\/p>\n\n\n\n<p>Non valore assoluto alle datazioni<\/p>\n\n\n\n<p>Nella P materiali antichi e antichissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Genialit\u00e0 dello (J) \u2013 una delle maggiori affermazioni della storia ingegno umano di tutti i tempi. La descrizione varie scene stupenda limpidezza ed estrema semplicit\u00e0. Con sorprendente esiguit\u00e0 di mezzi l\u2019opera abbraccia l\u2019intero arco della vita umana con le sue altezze e miserie.<\/p>\n\n\n\n<p>Descrive con concretezza ineguagliabile l\u2019uomo e il suo mondo, gli enigmi w i conflitti delle sue opzioni come pure gli smarrimenti del suo cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i narratori biblici \u00e8 il + grande psicologo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019uomo che egli studia non si sente solo al mondo con i suoi desideri e disperazioni; sente che nella sua vita si \u00e8 manifestato il Dio vivente e sa di essere l\u2019oggetto di un discorso, di un\u2019azione divina.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, nella preistoria, considera i maggiori problemi dell\u2019uomo alla luce della Rivelazione: creazione e natura, peccato e dolore, uomo e donna, discordia fra i fratelli, confusione fra i popoli ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto ama descrivere le vie che Dio ha seguito ai primordi di Israele, costellandole di miracoli manifesti e di misteri nascosti. Coglie quanto vi \u00e8 di incomprensibile nell\u2019elezione della comunit\u00e0 dell\u2019AT e in Gn 12,3 reagisce con potenza profetica al mistero di questa provvidenza divina: \u201cJahv\u00e8 \u00e8 il Dio del mondo, ovunque la sua presenza \u00e8 sentita con profonda venerazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione \u00e8 piena di arditi antropomorfismi. Jahv\u00e8 passeggia nel giardino al fresco della sera, chiude l\u2019arca, scende a vedere la torre di Babele ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tutto ci\u00f2 non \u00e8 prodotto dell\u2019ingenuit\u00e0 e della rozzezza di un narratore arcaico; si tratta piuttosto di quella semplicit\u00e0 che sono l\u2019indice di una grande spiritualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tentativo di spiegazione appare fragile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera dell\u2019Eloista: intrecciata con l\u2019(J) si distinguono chiaramente fra loro. In genere l\u2019(E) non raggiuge maestria dello (J). I singoli materiali sono intrecciati in modo raffinato; es. vi si accentua + fortemente aspetto appariscente dei miracoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Non esige grandi sforzi dal lettore; \u00e8 + popolare, rappresenta l\u2019antica tradizione sacra del popolo in una forma meno ritoccata e spiritualizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Non conosce una preistoria, inizia con Abramo<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono chiari elementi di riflessioni teologica.<\/p>\n\n\n\n<p>2 Peculiarit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>1) I contatti diretti fra Dio e l\u2019uomo, le sue apparizioni, il suo intrattenersi sulla terra vengono rigorosamente ridotti; l\u2019angelo di Jhav\u00e8 non cammina + sulla terra, ma parla dal cielo Gn 21,17; 22, 11 . 15.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo distacco di Dio dall\u2019uomo e dal terrestre sar\u00e0 causa del grande valore che viene attribuito ai sogni. Sono essi, ora, il piano spirituale sul quale si svolge la rivelazione di Dio all\u2019uomo; la zona franca del sogno \u00e8 in un certo modo il terzo spazio nel quale Dio incontra l\u2019uomo. Neppure qui per\u00f2 \u00e8 dato all\u2019uomo di accedere alla rivelazione direttamente; solo una speciale rivelazione che viene da Dio pu\u00f2 infatti rendere possibile l\u2019interpretazione dei sogni Gn 40,8; 41,15 sg.<\/p>\n\n\n\n<p>2) Questa perdita dell\u2019immediatezza nel rapporto con Dio e con la sua parola rivelata giustifica la grande importanza che l\u20190pera elohistica attribuisce al profeta e alla sua missione. Il profeta \u00e8 colui che ha ricevuto una vocazione speciale di mediatore tra Dio e l\u2019uomo; da Dio riceve la rivelazione e a lui, intercedendo, presenta le preghiere degli uomini Gn 20,7 .17; Es 15,20; 20,19.<\/p>\n\n\n\n<p>La simpatia dell\u2019E. per il profetismo e la sua missione \u00e8 cos\u00ec spiccata, da rendere assai suggestiva l\u2019ipotesi che l\u2019intera sua opera sia sorta da antichi circoli profetici.<\/p>\n\n\n\n<p>Redazione sacerdotale:<\/p>\n\n\n\n<p>Anche un profano ne pu\u00f2 riconoscere i testi, tanto le caratteristiche di forma e contenuto sono accentuate. In genere questo documento non \u00e8 un\u2019opera narrativa. Esso \u00e8 un vero scritto sacerdotale, cio\u00e8 dottrinale, e trascrizione d\u2019un pensiero densissimo e teologicamente articolato. La forma pertanto di un genere a s\u00e9 stante. La lingua \u00e8 densa e pesante, meticolosa, per nulla artistica. Solo nei punti principali la dizione, di solito estremamente concisa, si stempera e diventa + particolareggiata, in modo da poter pienamente concettualizzare l\u2019oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Come nello J abbiamo trovato una narrazione di alta semplicit\u00e0, senza alcuna concessione al dottrinale (nel senso stretto del termine), cos\u00ec nella redazione sacerdotale non troviamo che un minimo di narrazione viva e di commozione artistica: ogni ornamento a effetto \u00e8 stato abbandonato. In verit\u00e0, \u00e8 proprio in questa rinuncia che si pu\u00f2 scoprire la sua grandezza; questa scarna oggettivit\u00e0 \u00e8 infatti altissima partecipazione, altissima concentrazione sulla rivelazione divina. Qui tutto \u00e8 pensato in funzione teologica; in quest\u2019opera possediamo l\u2019essenza del lavoro teologico di molte generazioni di sacerdoti. Invano si cercherebbe in essa uno sforzo per descrivere gli uomini di fronte alla rivelazione, le loro situazioni, i loro conflitti e la loro problematicit\u00e0 spirituale e sociale. Da questo punto di vista la descrizione sacerdotale \u00e8 del tutto incolore e schematizzata. L\u2019interesse \u00e8 concentrato esclusivamente su ci\u00f2 che procede da Dio, sulla sua parola, i suoi disegni, i mandati, gli ordinamenti. La storia \u00e8 vista unicamente in funzione delle decisioni e degli statuti comunicati da Dio, dalle istituzioni con cui, in misura crescente, egli fonda e garantisce la salvezza del suo popolo. Non \u00e8 una storia degli uomini, ma solo la storia degli ordinamenti divini sulla terra.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201credazione\u201d dato lo sviluppo incredibilmente lento delle tradizioni sacre, non pu\u00f2 essere stata completata nel giro di un anno e neppure di un secolo. La sua forma definitiva pu\u00f2 averla avuta (sin?) in epoca postesilica; per\u00f2 accanto a materiali + recenti e fortemente elaborati dal punto di vista teologico, essa conserva ancora materiale antichissimo, che riporta quasi intatto, nella sua veste molto arcaica.<\/p>\n\n\n\n<p>La forma dell\u2019Esateuco \u00e8 opera di redattori che si sono lasciati condizionare dalla particolare testimonianza che i singoli documenti rendevano alla fede. E\u2019 indubbio che l\u2019Esateuco, cos\u00ec com\u2019\u00e8, richiede molta intelligenza da parte del lettore. Quest\u2019opera immensa, infatti, \u00e8 frutto di molte epoche, di molti uomini, molte tradizioni e teologie. Solo chi ne coglie la dimensione profonda sapr\u00e0 ascoltare la voce delle rivelazioni e delle esperienze di fede, che sale dal fondo di molte et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti nessuno studio della lunga gestazione di quest\u2019opera \u00e8 propriamente superato; di ogni fase qc \u00e8 rimasto ed \u00e8 entrato stabilmente nella stesura finale dell\u2019Esateuco.<\/p>\n\n\n\n<p>Jhavista<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire lo J ( e anche l\u2019E) bisogna farsi ancora una domanda. Una grande quantit\u00e0 di tradizioni particolari antiche, nate dal culto, \u00e8 entrata a far parte di quest\u2019opera; sono materiali che il culto ha foggiato e che lunghe et\u00e0 hanno conservato. Ora per\u00f2 questo legame e questa ispirazione cultuale, senza dei quali un tempo, come abbiamo visto, queste tradizioni non erano neppure immaginabili, sono scomparsi completamente. E\u2019 come se questi materiali avessero formato la loro crisalide e ne fossero usciti con una forma nuova, indipendente; si sono liberati dalla loro matrice sacrale e si muovono in una atmosfera del tutto o in parte estranea al culto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fiorire di tradizioni fuori dal loro ambito originario non fosse una via obbligata di una loro secolarizzazione oppure se quello che avevano perduto, in un primo tempo disancorandosi dal culto, non sia stato sostituito da un nuovo legame teologico d\u2019altro genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 allora inutile mettersi alla ricerca del fatto divino che ha permesso allo (J) di concepire tutta la sua opera. L\u2019antico Israele era abituato a considerare la parola di Dio e la sua opera salvifica come intimamente connesse con le intuizioni sacre e particolarmente con l\u2019ambito + strettamente cultuale del sacrificio e dei responsi divini a opera dei sacerdoti; tuttavia l\u2019esperienza della azione provvida e salvatrice di Dio si poteva avere anche nella sfera cultuale intesa in senso + largo, per es. nella guerra santa, nel carisma di un condottiero inviato da Dio, nel terrore sacro che colpiva i nemici, o negli altri prodigi operati alla presenza dell\u2019Arca. Lo (J) invece vede l\u2019azione di Dio in maniera essenzialmente diversa. Non che egli contesti la possibilit\u00e0 dell\u2019intervento di Dio su cui i suoi predecessori particolarmente si fondavano, ma ne supera le condizioni religiose. La mano di Dio che guida egli la vede tanto negli avvenimenti della grande storia quanto nello svolgimento silenzioso della vita umana, nelle cose profane non meno che in quelle sacre, nei grandi prodigi come nel segreto del cuore. (Nella storia di Giacobbe e Giuseppe ad es., ci viene quasi suggerita l\u2019idea che Dio operi persino nel peccato dell\u2019uomo e x esso). Insomma per la prima volta si pone il centro di gravit\u00e0 dell\u2019azione divina al di fuori delle istituzioni sacre; in tal modo essa risulter\u00e0 evidente allo sguardo comune, dato che \u00e8 all\u2019opera anche in tutta la sfera profana; ma certo viene concepita in forma + integrale, meno discontinua, + coerente. Lo (J) ci presenta la storia unitaria delle provvidenze e degli interventi divini che investono tutti i campi della vita, pubblici e privati.<\/p>\n\n\n\n<p>Una concezione siffatta, che non vede + l\u2019azione di Dio legata alle antiche istituzioni sacrali, ma non si perita di ravvivare le tracce nella complessit\u00e0 delle sorti politiche e personali, era evidentemente rivoluzionaria nei confronti delle antiche concezioni cultuali e patriarcali.<\/p>\n\n\n\n<p>In pratica poi essa \u00e8 in strettissimo rapporto con i grandi fatti storici dell\u2019epoca, specie et\u00e0 di David. L\u2019antica confederazione sacra delle trib\u00f9 (epoca Giudici) si \u00e8 sciolta e la vita del popolo ha cominciato a uscire dalle vecchie forme in cui era stata incanalata e a secolarizzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 con Saul la ragione di stato s\u2019era emancipata dagli antichi ordinamenti cultuali e questo movimento deve aver fatto grandi progressi nell\u2019organizzatissimo apparato statale di David nella corte come nell\u2019esercito.<\/p>\n\n\n\n<p>I vari settori capitali della vita del popolo diventano sempre + indipendenti e retti da esigenze proprie; in ogni caso \u00e8 tramontato per sempre il tempo che aveva visto l\u2019ordinamento sacrale imporsi a tutte le altre norme di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, in questo modo, Israele \u00e8 forse caduto fuori dell\u2019orbita del suo antico Dio, del Dio dei Padri e di Mos\u00e8? E\u2019 uscito dal raggio di salvezza e dalla sua guida. Questo \u00e8 il grande problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo (J) risponde. Il suo modo di raccontare spira una fiduciosa e fermissima persuasione che Jahv\u00e8 \u00e8 vicino e governa direttamente il suo popolo e che \u00e8 possibile, usando il nuovo linguaggio religioso, parlare di tutto nel modo + semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo per cogliere l\u2019intero mondo di idee dello (J) bisogna appellarsi non solo alle storie patriarcali, ma anche ai racconti di Mos\u00e8, Sinai, Esodo, Numeri (racconti). L\u00ec si comprende pienamente quanto fossero lontani i tempi antichi compresa l\u2019et\u00e0 dei giudici. Dalla situazione storica che l\u2019opera dello (J) suppone si pu\u00f2 almeno rilevare che essa \u00e8 nata nei primi tempi dopo la costituzione dello stato. E\u2019 sintomatico che le trib\u00f9 non abbiano + una vita politica propria ma che d\u2019altra parte non sia possibile trovare in nessun punto la scissione in 2 regni.<\/p>\n\n\n\n<p>I mutamenti politici che si possono arguire sono il cambiamento delle idee religiose che sono diventate + moderne (confr. Giudici).<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro l\u2019opera dello (J) si intuisce una nuova esperienza di Dio, e nella singolare storia che egli scrive tutta tessuta di meravigliosi interventi e provvidenze divine nascoste, par di poter cogliere ancora la fresca gioia di uno scopritore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Problema teologico dello Jahvista 3 fonti narrative: 200 anni di studi. Gn \u2013 Giosu\u00e8 sono formati da pi\u00f9 fonti intersecantesi che furono a loro volta fuse + o \u2013 bene. Jahvista &#8211; 950 J Elohista 2 sec + tardi E Deuteronomista (a parte) D Sacerdotale P Priesterschrift. 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