{"id":415,"date":"2020-10-25T21:43:37","date_gmt":"2020-10-25T21:43:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=415"},"modified":"2020-10-25T21:43:37","modified_gmt":"2020-10-25T21:43:37","slug":"il-concetto-di-rivelazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=415","title":{"rendered":"Il concetto di rivelazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Il concetto di rivelazione<\/p>\n\n\n\n<p>Abr. J. Heschel<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo con la Tor\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non siamo + gli stessi dal giorno in cui la voce di Dio ci ha sopraffatto nel Sinai. Ci \u00e8 sempre impossibile ritornare a un\u2019epoca anteriore all\u2019evento. E\u2019 accaduto qc senza precedenti: Dio ci ha rivelato il suo nome, e noi abbiamo appreso il nome di Lui. Dt. 28,10.<\/p>\n\n\n\n<p>In ebraico vi sono 2 parole che significano ebreo: Yehudi le cui prime (3) lettere sono le prime del Nome Ineffabile e Israel, la cui finale el, in ebraico significa Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le altre religioni possono essere definite come un rapporto fra l\u2019uomo e Dio, l\u2019ebraismo pu\u00f2 essere definito come un rapporto fra l\u2019uomo con la Tor\u00e0 e Dio. L\u2019ebreo non \u00e8 mai solo di fronte a Dio: la Tor\u00e0 \u00e8 sempre con lui. Un ebreo senza Tor\u00e0 non ha seguito lo sviluppo del suo popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La Tor\u00e0 non \u00e8 la sapienza, ma il destino di Israele; non la nostra letteratura, ma la nostra essenza. Si dice che essa non \u00e8 venuta alla luce per via di speculazione ma attraverso profezia e rivelazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 facile dire profezia e rivelazione, ma ci rendiamo conto di quello che diciamo? Comprendiamo che significa? Alludiamo a una certezza o a una fantasia, a un\u2019idea o a un fatto, a un mito o a un mistero quando parliamo di profezia o di rivelazione? E\u2019 mai accaduto che Dio abbia rivelato la sua volont\u00e0 ad alcuni uomini per il bene di tutti?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 studiare il problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 la curiosit\u00e0 storica che suscita il nostro interesse per il problema della rivelazione. Fosse solo uno dei tanti eventi del passato che hanno lasciato una qualche impronta nel successivo corso della civilt\u00e0, la rivelazione non attrarrebbe l\u2019attenzione dell\u2019intelletto moderno + della batt. Di Maratona o del congresso di Vienna. Se essa ci interessa, ci\u00f2 non \u00e8 dovuto all\u2019impressione che ha lasciato nel passato, ma al fatto che si tratta di qc che pu\u00f2 avere o non avere un\u2019importanza perenne, che non viene mai meno. Nell\u2019affrontare questo discorso, non evochiamo l\u2019ombra di un fenomeno arcaico, ma cerchiamo di domandarci se bisogna credere che vi \u00e8 una voce nel mondo che ci implora nel nome di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto non si tratta solo di un problema personale, ma di un problema che interessa la storia dell\u2019uomo dall\u2019inizio dei tempi fino alla fine dei giorni. Nessuno che abbia, almeno una volta in vita sua, sentito la gravit\u00e0 della storia umana o la seriet\u00e0 dell\u2019esistenza individuale pu\u00f2 permettersi di ignorare il problema. Bisogna decidersi, bisogna scegliere per il s\u00ec e il no.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo dimenticato l\u2019interrogativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il + grave ostacolo che gli uomini moderni incontrano, quando si accingono a discutere della rivelazione, non nasce dal fatto che essi dubitano che i resoconti dei profeti intorno alle loro esperienze non siano completi e autentici. Una difesa critica (anche se fosse possibile) non avrebbe molta importanza. Il problema + grave \u00e8 l\u2019assenza del problema. Perch\u00e9 una risposta abbia significato \u00e8 necessario che vi sia la consapevolezza della domanda, ma il clima in cui viviamo oggi non \u00e8 congeniale a che continuino a svilupparsi interrogativi che hanno stimolato sec. di studio. La Bibbia \u00e8 una risposta all\u2019interrogativo supremo: che cosa richiede Dio da parte nostra? Ma l\u2019interrogativo \u00e8 uscito dal mondo. Dio viene rappresentato come qc di indistinto, che si nasconde dietro un velo di enigmi, e la sua voce \u00e8 diventata estranea alla nostra mente, al nostro cuore. Abbiamo imparato a prestare ascolto a ogni \u201cio\u201d, tranne che all\u2019io del Signore .<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo del nostro tempo pu\u00f2 dichiarare orgogliosamente: nessuna cosa animale mi \u00e8 aliena, ma ogni cosa divina lo \u00e8. Questa \u00e8 la condizione della Bibbia nella vita moderna: essa \u00e8 una risposta sublime, ma noi non conosciamo + la domanda. Se non troviamo la domanda, non vi \u00e8 speranza di comprendere la Bibbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dogma dell\u2019autosufficienza dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rifiuto della Riv. Ai nostri giorni \u00e8 scaturito da 2 concezioni del mondo diametralmente opposte:<\/p>\n\n\n\n<p>a) l\u2019uomo \u00e8 troppo grande per aver bisogno della guida divina.<\/p>\n\n\n\n<p>b) \u00e8 troppo piccolo per esserne degno.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima concezione deriva dalle scienze sociali<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda concezione deriva dalle scienze naturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019epoca dei deisti, ci si \u00e8 valsi dell\u2019auto sufficienza umana per mettere in dubbio la credenza nella Riv. La certezza nella capacit\u00e0 dell\u2019uomo di trovare la pace, la perfezione e il significato dell\u2019esistenza ha trovato crescente importanza con l\u2019avanzare della tecnologia. Il destino dell\u2019uomo, cos\u00ec dicevano, dipende solo dallo sviluppo della sua consapevolezza sociale e dallo sfruttamento delle sue capacit\u00e0. Corso della storia = costante progresso di cooperazione, armonia di interessi. L\u2019uomo \u00e8 troppo buono per aver bisogno di una guida soprannaturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Autosuff. \u2013 esagerata consapevolezza di s\u00e9 si basava su di una generalizzazione: poich\u00e9 la tecnologia poteva risolvere alcuni problemi se ne deduceva che potesse risolvere tutti. Le riforme sociali avrebbero curato tutti i mali e fatti scomparire. Ma alla fine abbiamo compreso ci\u00f2 che i profeti e i santi hanno sempre saputo: il pane e la potenza, da soli, non salveranno l\u2019umanit\u00e0. Vi \u00e8 una passione e un\u2019inclinazione alla crudelt\u00e0, che solo il timore di Dio possono reprimere; vi \u00e8 nell\u2019uomo un egoismo soffocante, a cui solo la santit\u00e0 pu\u00f2 dare respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni dogma fondato sull\u2019autosuff. Umana \u00e8 destinato a fallire.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra comprensione dell\u2019uomo ha subito profonde trasformazioni. Il problema \u00e8 + grave di quanto potessimo pensare una generazione fa. Ci\u00f2 che intuivamo nei peggiori momenti di apprensione \u00e8 diventato un\u2019utopia, in confronto di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto ai nostri giorni. La ragione pu\u00f2 essere perversa, la scienza non \u00e8 garanzia di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>E la libert\u00e0? Non vi \u00e8 libert\u00e0 senza santit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea dell\u2019indegnit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Progresso nelle scienze naturali: l\u2019uomo trascurabilmente piccolo in rapporto all\u2019universo e quanto sono vani i suoi tentativi di stabilire un sistema di valori universalmente valido.<\/p>\n\n\n\n<p>In tale spirito di umilt\u00e0, l\u2019uomo moderno trova assurdo supporre che lo spirito infinito scenda a comunicare con la mente debole e limitata dell\u2019uomo; che l\u2019uomo possa essere un orecchio per Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di assoluto \u00e8 cos\u00ec lontano dalla sua comprensione che l\u2019uomo \u00e8, nel migliore dei casi, sconcertato di fronte alle affermazioni dei profeti. Con il suo relativismo morale, con la mente condizionata dalle circostanze e costretta ad aggrapparsi al frammentario, lui che continuamente fallisce nei suoi tentativi nello stabilire un sistema di idee di portata universale, come pu\u00f2 immaginare che l\u2019uomo \u00e8 mai stato capace di comprendere l\u2019assoluto?<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 inoltre difficile che l\u2019intelletto riesca a credere che un membro della specie che pu\u00f2 organizzare o anche solo assistere all\u2019assassinio di milioni di uomini senza provarne rimorso, possa essere dotato della capacit\u00e0 di ricevere un pensiero da Dio. Se l\u2019uomo pu\u00f2 rimanere sensibile all\u2019orrore dello sterminio di milioni di uomini, donne e bambini; se egli pu\u00f2 macchiarsi di sangue e considerarsi + giusto degli altri, distorcere ci\u00f2 che gli dice la coscienza, fare sapone con la pelle umana, come possiamo pensare che egli che egli \u00e8 degno di essere avvicinato e guidato da un Dio infinito?<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 necessario un mutamento della concezione del posto e del ruolo dell\u2019uomo nello schema divino. Se questo nostro mondo non \u00e8 una sciocchezza agli occhi di Dio, se il Creatore si interessa alla creazione, allora l\u2019uomo \u2013 che ha la capacit\u00e0 di produrre cultura, ma anche crimine, ma che pu\u00f2 essere un agente della giustizia divina \u2013 \u00e8 abbastanza importante da poter ricevere la luce spirituale nelle rare aurore della sua storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Almeno che la storia non sia un capriccio senza senso, vi deve essere qc che si oppone all\u2019immenso potere che l\u2019uomo ha di distruggere, vi deve essere una voce che dica no all\u2019uomo, una voce che non sia indistinta, debole, interiore, come gli scrupoli di coscienza, ma che abbia una forza spirituale corrispondente al potere di distruzione dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa voce parla allo spirito degli uomini profetici nei singoli momenti della loro vita e grida alle masse attraverso gli orrori della storia. I profeti rispondono, le masse disperano.<\/p>\n\n\n\n<p>La Bibbia, parlando in nome di un essere che insieme unisce equit\u00e0 e onnipotenza, \u00e8 un incessante grido di No all\u2019umanit\u00e0. Mentre noi applaudiamo i trionfi della civilt\u00e0, la B. si scaglia come un coltello, sferzando la nostra compiacenza, ricordandoci che anche Dio ha una voce nella storia.<\/p>\n\n\n\n<p>La distanza fra l\u2019uomo e Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rifiuto della Riv.: concezione di Dio \u2013 dimora a una assoluta distanza dall\u2019uomo. Come parlare di comunicazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Paziente e sottomesso \u00e8 il mondo della natura, ma anche ostinatamente silenzioso. Noi ne adoriamo la ricchezza e con lentezza ne decifriamo i segni, ma essa non ci parla mai. O aspettiamo forse che le stelle ci comprendano o che il mare sia persuaso?<\/p>\n\n\n\n<p>La comunicazione \u00e8 un atto che dipende da cos\u00ec tante condizioni intricate e complesse che non si riesce nemmeno a concepire l\u2019idea che la natura si rivolga all\u2019uomo. Ci\u00f2 presuppone non solo che essa sia dotata di un\u2019anima, ma che l\u2019uomo abbia la capacit\u00e0 mentale di comprendere i suoi particolari segni di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivendicazione profetica del Dio che parla, \u00e8 contraria alla ragione? La stessa struttura della materia \u00e8 resa possibile dal modo in cui l\u2019infinito si cristallizza nel minuscolo. Il flusso di energia racchiuso nel sole si incanala in uno stelo d\u2019erba. Perch\u00e9 escludere a priori che Dio \u00e8 penetrato nella mente umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 una tale distanza fra un fiore e il sole! Pu\u00f2 un fiore cos\u00ec infinitamente distante dalla fonte di energia, avere una percezione della sua origine? E una goccia d\u2019acqua pu\u00f2 librarsi in aria per contemplare, anche per un solo istante, la lontana sorgente del fiume?<\/p>\n\n\n\n<p>Nella profezia \u00e8 come se il fiore comunicasse con il fiore, come se la fonte emettesse una corrente per raggiungere la goccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Cfr interazione fra somatico e psichico. Difficile descrivere come avviene questa interazione. Ma allora per il fatto che la Riv. \u00c8 indescrivibile, siamo fonte giustificati nel rifiutare a priori come non vera l\u2019affermazione dei profeti, che in certe ore storia d\u2019Israele, il divino \u00e8 venuto a contatto di alcuni spiriti eletti?<\/p>\n\n\n\n<p>Che la sorgente creatrice del nostro io si \u00e8 rivolta all\u2019uomo?<\/p>\n\n\n\n<p>Se vi sono momenti in cui il genio parla per tutti gli uomini, perch\u00e9 dovremo negare che vi sono momenti in cui una voce parla per Dio?<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 vero: a noi sembra incredibile di poter avere sotto gli occhi delle parole che contengono il soffio di Dio. Ma dimentichiamo che in questo momento stiamo respirando ci\u00f2 che \u00e8 creato da dio, che proprio di fronte a noi abbiamo delle opere che riflettono la sua infinita saggezza, la sua infinita bont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dogma dell\u2019assoluto silenzio di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molti il non conoscere Dio \u00e8 un abisso, su cui corre voce di un essere supremo, di cui si sa solo che \u00e8 un\u2019immensa, inconscia massa di mistero. E\u2019 in questa prospettiva conoscitiva che le affermazioni dei profeti sembrano assurde.<\/p>\n\n\n\n<p>Esaminiamola. Attribuendo estrema misteriosit\u00e0 all\u2019essere supremo, noi affermiamo di conoscerlo. Allora l\u2019essere supremo non \u00e8 un Dio ignoto, ma un Dio noto. In altre parole: un Dio che noi conosciamo ma che a sua volta non conosce, il grande Non Conoscitore. Proclamiamo l\u2019ignoranza di Dio e insieme la nostra conoscenza del fatto che \u00e8 ignorante.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra un retaggio dell\u2019eredit\u00e0 pagana: diciamo che l\u2019Ente supremo \u00e8 un assoluto mistero, e pur avendo accettato il Dio della Creazione, continuiamo a supporre che colui che ha il potere di creare il mondo non \u00e8 capace di esprimere una parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 dovremmo supporre che Dio \u00e8 sempre imprigionato nel silenzio. Perch\u00e9 dovremmo escludere a priori che l\u2019ente assoluto ha il potere di espressione? Se il mondo \u00e8 opera di Dio, non \u00e8 forse concepibile che vi sarebbero stati nella sua opera i segni della sua espressione?<\/p>\n\n\n\n<p>Noi continuiamo a proclamare il dogma dell\u2019assoluto silenzio di Dio e agiamo come se Dio non avesse mai parlato e come se avesse fatto l\u2019uomo troppo sordo per sentire. Ma talvolta, alcuni di noi rabbrividiscono: questo dogma non \u00e8 forse un terribile insulto?<\/p>\n\n\n\n<p>Effettivamente la pretesa dei profeti \u00e8 sconcertante, quasi incredibile. Ma per noi che viviamo in questo mondo terribilmente bello, il profondo silenzio di Dio \u00e8 incomparabilmente + sconcertante e assolutamente incredibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concetto di rivelazione Abr. J. Heschel L\u2019uomo con la Tor\u00e0. Non siamo + gli stessi dal giorno in cui la voce di Dio ci ha sopraffatto nel Sinai. Ci \u00e8 sempre impossibile ritornare a un\u2019epoca anteriore all\u2019evento. E\u2019 accaduto qc senza precedenti: Dio ci ha rivelato il suo nome, e noi abbiamo appreso il nome di Lui. Dt. 28,10. 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