{"id":377,"date":"2020-10-24T09:46:08","date_gmt":"2020-10-24T09:46:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=377"},"modified":"2020-10-24T09:46:08","modified_gmt":"2020-10-24T09:46:08","slug":"esegesi-esodo-14","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=377","title":{"rendered":"Esegesi Esodo 14"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Esegesi Es 14<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Rappresentazione drammatica in 3 atti<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Vv.1-14 Dio comanda e fa promesse cfr ci\u00f2 che promette non si avvera del tutto. V.4 Dio annuncia la soluzione del dramma. Israele per\u00f2 non avr\u00e0 piena percezione di questo lieto fine se non alla fine. Il popolo vedr\u00e0 e vivr\u00e0 la vicenda non come fatto automatico che va da s\u00e9, n\u00e8 esce salvato miracolosamente, quasi da un atto magico di Dio. Israele invece dovr\u00e0 passare per la grande paura.<\/li><li>Dopo il v.14 c\u2019\u00e8 una pausa del testo e il sipario si apre su una scena diversa. II atto del drmma quello in cui il popolo entra nel mare, nella morte vv.115-25.<\/li><li>Soluzione del dramma: gli egiziani che muoiono e gli Israeliti che vivono, salvati 26-31.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Il racconto \u00e8 scandito da ordini del Signore 1.15.26 \u201cIl Signore disse a Mos\u00e8\u2026\u201d Egli conduce l\u2019azione, \u00e8 il protagonista principale della vicenda poich\u00e9 lo \u00e8 della storia e della creazione. Tutto comincia con Dio che apre la bocca per parlare, con la sua parola efficace che fa quello che dice come nella creazione dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evento \u00e8 tutto talmente dominato da Dio che anche il cuore del faraone, paradossalmente, \u00e8 guidato da lui nella sua empia resistenza. L\u2019indurimento del cuore del faraone \u00e8 controllato da Dio + inserito nel suo piano vv. 4.8.17. Per fare salvezza Dio pu\u00f2 infatti servirsi di tutto, anche di ci\u00f2 che liberamente gli si oppone, e porta avanti il suo disegno, assorbendo ogni resistenza. Penetra le opposizioni e le resistenze cos\u00ec a fondo da trasformarle in luoghi in cui +tangibilmente si rende visibile la sua gloria e la sua salvezza. Le attraversa assorbendole nel suo amore e in tal modo ne cambia il senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Primo atto vv.1 -4<\/p>\n\n\n\n<p>Nei vv.1-22 la parola mare \u00e8 riceputata insistentemente. Il mare (acque = simbolo del male, forze minacciose che evocano potenze infernali + morte.<\/p>\n\n\n\n<p>In Gn 1-2 prima della creazione il testo dice che esisteva \u201ctehom\u201d = l\u2019abisso tenebroso delle acque = caos primordiale. Il mare \u00e8 uno dei protagonisti importanti del dramma, come nemico d\u2019Israele insieme agli egiziani. Il v.9 ci presenta gli Israeliti accampati presso il mare. Il faraone li aveva inseguiti mentre essi uscivano a mano alzata v.8. Questo gesto \u00e8 significativo: sembra segnalare un proposito deliberato, spavalderia, sicurezza, certezza di vittoria e senso di trionfo;\u2026.di chi pretenda di prendere in mano l\u2019iniziativa degli eventi, sicuro di potercela fare e di trionfare con le proprie forze Nm 15,30-31 ; 33,3; Dt 32,26-27. Dio non aveva annunciato a Israele tutto il dramma per cui avrebbe dovuto passare, questi era uscito dall\u2019Egitto sicuro di s\u00e9 + vittoria. Arrivato al mar Rosso, invece, la mano alzata si abbassa e comincia il grande terrore. Israele \u00e8 senza via d\u2019uscita, con il mare davanti, il faraone + esercito che lo incalza dietro; il deserto, luogo di serpenti velenosi ai lati v.10.<\/p>\n\n\n\n<p>Si noti nel testo l\u2019insistenza su alcuni termini e espressioni che suonano come un ritornello martellante e manifestano il pericolo di distruzione totale, rappresentato dall\u2019Egitto e dal dispiegamento di tutta la sua potenza minacciosa e distruttiva vv.6-7 9.17-18.23.<\/p>\n\n\n\n<p>Israele incalzato, braccato e messo alle strette ha paura e grida al Signore. Si tratta di un grido di protesta contro Mos\u00e8 e in qualche modo anche contro Dio, il quale ha diretto e provocato la situazione in cui il popolo si trova per colpa di Mos\u00e8. Israele cerca un appiglio per uscire dalla paura della morte che lo attanaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei vv.11-12 troviamo una interessante descrizione del fenomeno della paura, con le alterazioni psicologiche che si producono nell\u2019uomo quando \u00e8 spaventato. Si ha una alterazione della nostra percezione della realt\u00e0, un\u2019incapacit\u00e0 del discernimento del reale da parte della coscienza, che non sa pi\u00f9 distinguere e valutare dove si trova il vero pericolo, al punto che si pu\u00f2 giungere persino a chiamare nemico l\u2019amico\u2026 E\u2019 ci\u00f2 che fa Israele circondato dal pericolo dimentica Dio e forse implicitamente lo accusa non solo di non averlo liberato, ma di averlo fatto uscire dall\u2019Egitto per farlo morire nel deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>In preda all\u2019istinto di sopravvivenza generato dalla paura, anche il salvatore pu\u00f2 assumere per me la fisionomia distorta di un aguzzino che voglia uccidermi, mentre il nemico mi pu\u00f2 apparire improvvisamente come l\u2019unica ancora di salvezza. La paura getta in una menzogna da cui si \u00e8 assolutamente incapaci di uscire da soli . Vediamo il testo da vicino 11-12<\/p>\n\n\n\n<p>M. Buber ha osservato che questi due versetti constano di 7 frasi 5 delle quali terminano con la parola Egitto \u2013 Egiziani e 2 con la parola deserto. cfr antitesi: Egitto \u2013 Deserto come un\u2019 alternativa davanti alla quale Israele sente di essere posto: la vita da schiavi in Egitto sembra loro migliore della morte nel deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 vero che l\u2019accusa qui non \u00e8 rivolta direttamente contro Dio, ma contro Mos\u00e8. Israele sa, per\u00f2, che dietro Mos\u00e8 il motore di tutta l\u2019azione \u00e8 Dio, il quale facendogli uscire dall\u2019Egitto ha promesso salvezza e libert\u00e0. Nm. 14,1-4; Dt. 1,26. Israele, schiavo della paura, paralizzato davanti al pericolo comincia a provare nostalgia del nemico, e la sua coscienza \u00e8 cos\u00ec alterata e confusa che giunge persino a preferire la schiavit\u00f9 dell\u2019Egitto alla libert\u00e0 del deserto. Sente nostalgia del paese della schiavit\u00f9, pieno di sepolcri e di morte, che pure ora gli appare come un luogo di libert\u00e0 in cui preferirebbe tornare. Ricolto al passato, sia pure caotico e confuso, ma che almeno conosce si chiude al futuro ignoto del deserto e della libert\u00e0. Si noti alla duplice ripetizione della parola deserto, l\u2019insistenza sui termini Egitto-Egiziani, come un incubo ossessionante, che invade tutto il campo della coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto la parola di Mos\u00e8, che segue, \u00e8 decisiva per ricondurre la coscienza del popolo alla verit\u00e0 v.12\u2026tacere o astenersi dall\u2019intervenire=attesa non passivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La paura \u00e8 il nemico pi\u00f9 pericoloso in quel momento, Mos\u00e8 interviene sulla paura: \u201cNon temete\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>che ridona la capacit\u00e0 di avere fiducia in Dio. Ci si deve aprire alla fiducia\/speranza per permettere a Dio di combattere per noi e operare l\u2019impossibile. Quando la paura cessa, Israele pu\u00f2 trovare la propria identit\u00e0 rimanendo fermo in attesa silenziosa mentre Dio combatte per lui. Aprendosi alla fiducia, il popolo ricorda che Dio \u00e8 pi\u00f9 grande e combatte contro tutti i nemici potentissimi che sembrano schiacciarlo. Israele, forte della fiducia, pu\u00f2 vedere la salvezza che il Signore opera per lui perch\u00e9 quando riaprir\u00e0 gli occhi non vedr\u00e0 pi\u00f9 gli egiziani giacenti sulla riva del mare vv. 30-31. Il verbo vedere adoperato tre volte nel v. 13 e due volte fine vv. 30-31 che sono in parallelo con 13=il vero problema per gli israeliti \u00e8 di diventare capaci di vedere, saper discernere la verit\u00e0. Mos\u00e8 con le sue parole intende distogliere il loro sguardo dagli egiziani che li ossessionano 10-12 per rivolgerlo al Signore che li vede e li salva dall\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGiungere a vedere colui che gi\u00e0 ci vede\u201d Gn. 16,13-14 (Agar)\u00e8 lo scopo di tutto il pellegrinaggio biblico Sal. 84,8. Il Re deve prendere coscienza di un orizzonte pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 vero, che gli viene aperto davanti dalla presenza di YHWH che lo avvolge (il Nome ricorre qui 2 volte nella bocca di Mos\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole di Mos\u00e8 non significano per\u00f2 che nelle situazioni terrificanti Dio viene a metterci una mano sulla spalla\u2026: \u201cCoraggio, ora vengo io\u2026\u201d. Dio ci salva facendoci passare per la morte. Cos\u00ec si chiude il primo atto del dramma nel momento di massima paura per il popolo e con l\u2019invito di Mos\u00e8 di aprirsi alla fiducia in Dio il quale operer\u00e0 l\u2019impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Si deve notare qui che paradossalmente, anche la paura di Israele \u00e8 stata voluta e controllata da Dio perch\u00e9 Israele sperimenti fino in fondo la sua debolezza, precariet\u00e0, incapacit\u00e0 di salvarsi con le proprie mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel massimo della fragilit\u00e0 Israele, in fondo, si trova nella condizione privilegiata per aprirsi alla salvezza si un Altro l\u2019Unico che possa cambiare di segno l\u2019angoscia pi\u00f9 cupa. La paura voluta dal Signore, che ci insegna ad affidarci solo a Lui, anche quando siamo precipitati nell\u2019abisso tenebroso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>18.2.99<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo atto VV. 15-25<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo atto comincia con un nuovo ordine dato da Dio a Mos\u00e8 perch\u00e9 Israele riprenda il cammino. Qui il paradosso \u00e8 portato fino all\u2019estremo. Israele \u00e8 condotto a sperimentare l paura pi\u00f9 angosciosa: deve passare per il mare con tutto ci\u00f2 che questo significa 15-16.<\/p>\n\n\n\n<p>Il passato avviene di notte in silenzio. Dio fa percepire la Sua presenza in una colonna di nube. Il Signore c\u2019\u00e8, ma \u00e8 velato dalla nube. Nel v.20b il testo ebraico masoretico letteralmente va tradotto cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi fu la nube e l\u2019oscurit\u00e0 ed essa rischiar\u00f2 la notte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte \u00e8 qui stranamente illuminata dall\u2019oscurit\u00e0, cio\u00e8 dalla nube. Simbolo di sofferenza, terrore e morte, la notte \u00e8 illuminata da \u201cun\u2019altra notte\u201d, la quale \u00e8 per\u00f2 quella della nube che cela la presenza del Signore. Quindi la notte, pur tenebrosa, piena di forze oscure e mortali, pu\u00f2 diventare l luogo della salvifica presenza di Dio per chi ha occhi per vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte \u00e8 illuminata dalla nube e gli israeliti sentono \u00e8 presente li per loro Sal 139,11-12.<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto la nube passa alla retroguardia, s\u00ec da illuminare gli israeliti e da oscurare gli egiziani. Per gli israeliti \u00e8 la luce, per gli egiziani \u00e8 la notte. La nube \u00e8 la stessa tra gli uni egli altri, ma i primi sanno percepire che nella nube Dio \u00e8 presente, e per questo per essi \u00e8 luce; i nemici invece, che non sanno penetrare oltre le apparenze, percepiscono solo la notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai Israele che ci vede, non pu\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro e non sono pi\u00f9 possibili ripiegamenti nostalgici: il passato di schiavit\u00f9 \u00e8 finito per sempre Dio non permette che il suo popolo torni indietro, perch\u00e9 ha frapposto la sua stessa presenza (Shekhinah) tra lui e l\u2019Egitto. In qualche modo Dio fa da sudi e da schermo a Israele con il suo corpo, e non consente al nemico di toccarlo e di fargli del male anche se i due sono tanto vicini Sal 23,4-5. Prima di colpire Israele, infatti, l\u2019Egitto dovrebbe attraversare e uccidere il corpo stesso del Signore! vv. 21-22.<\/p>\n\n\n\n<p>Israele avanza affrontando il massimo rischio perch\u00e9 davanti c\u2019\u00e8 il mare che inghiottisce (Cfr, densa concentrazione-mare-acque). Dio per\u00f2 opera salvezza anche nel Regno della morte perch\u00e9 tutto \u00e8 nelle Sue mani e di tutto si seve per salvare. Il Signore solo sa sversi del vento (ruach) per rendere il mare terra asciutta, la morte vita. Ma si deve avere il coraggio di entrare nel mare, nell\u2019acqua, nella morte, rischiando tutto, fidandosi completamente di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo atto vv. 26-31\/26-27.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019azione di Mos\u00e8 \u00e8 il momento decisivo in cui le acqua ritornano al loro livello consueto, travolgendo gli egiziani, carri, cavalieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre gli israeliti sono giunto alla fine del percorso sulla sponda della salvezza, gli egiziani, fuggendo, sembrano andare spontaneamente a sfracellarsi contro le acque.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna rivelare qui un aspetto importante di questo teso, che ci permette di capire che cosa voglia dire la bibbia quando afferma che Dio combatte contro qualcuno che gli si oppone, schierandosi in battaglia con il suo popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel testo Es. 14 cis non sufficienti indicazioni per affermare che, in realt\u00e0, se un combattimento c\u2019\u00e8 stato, questo non \u00e8 stato combattuto n\u00e9 a Dio n\u00e9 da Israele, ma i nemici dell\u2019uno, e quindi anche dell\u2019alto, si sono affrontati distruggendosi tra di loro. Le acque vennero qui quasi personificate e divennero un soggetto che pende l\u2019iniziativa di travolgere gli egiziani v. 28.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco prima ci era stato detto che gli egiziani, fuggendo, si dirigevano contro il mare: sono andati essi stessi a buttarglisi fra le braccia per farsi travolgere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per poter capire pi\u00f9 adeguatamente questo modo di proporre l\u2019evento, occorre soffermarsi a considerare chi siano i nemici nella Bibbia, che cosa voglia dire essere nemico e, pi\u00f9 concretamente, chi sino i\u201d nemici di Israele\u201d, dal momento che nella Bibbia non si fanno mai discorsi astratti ma sempre concernenti l relazione di Dio con il suo popolo. Bisognerebbe considerare la strategia con cui il Signore disattiva il male solo per accenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Da una lettura attenta dei testi risulta che, spessissimo, nella Bibbia i nemici di Israele sono i nemici di Dio e viceversa. Poich\u00e9 Israele \u00e8 il popolo di Dio, il perno e il sacramento della strategia di salvezza universale dell\u2019umanit\u00e0 escogitata dal Signore. L\u2019appartenenza a YHWH lo costituisce nella sua identit\u00e0 profonda. Coloro che attentano alla vita dell\u2019eletto del Signore, in qualche modo, esplicitamente o implicitamente, intendono attentare al disegno e alla vita stessa di Dio. I nemici poi sono gli empi e i peccatori, i quali si fanno principio di s\u00e9, vivendo nell\u2019 autosufficienza e non si lasciano salvare d Dio. Il signore allora fa verit\u00e0 e rivela la situazione di menzogna in cui vivono. Una volta poi che il male \u00e8 manifestato come tale, non pu\u00f2 reggersi, perch\u00e9 non ha consistenza in se stesso: \u00e8 vanit\u00e0 delle vanit\u00e0 che davanti alla consistenza di Dio svanisce in meno di un istante. Il potenziale di negativit\u00e0 ce contiene rivelato allo sguardo del Signore, alla fine \u00e8 potente solo per distruggere se stesso. I nemici di Dio si autodistruggono o si distruggono tra loro a motivo dell\u2019inevitabile autoannientamento a cui il male \u00e8 destinato.1Pt 2,7-8.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec nel nostro testo, il mare \u2013 nemico di Dio e di Israele perch\u00e9 arrogante simbolo della morte- annienta l\u2019altro nemico del Signore e di Israele = l\u2019Egitto v.29. Mentre il nemico sparisce nell\u2019 abisso, Israele \u00e8 passato in mezzo alla morte del mare ed \u00e8 salvo. Non solo le acque non gli hanno fatto alcun male, ma lo hanno persino aiutato nel cammino: le 2 muraglie, oltre avere funzione di protezione, sembrano segnare una direzione, tracciando una via per cui passare. Le acque vinte e annientate nel loro potenziale cattivo e evocatore di morte, sono state restituite alla loro verit\u00e0 di creature: per questo aprono le braccia, accoglienti e sollecite per lasciar passare il popolo di Dio che, ubbidendo alla parola del Signore, ha rischiato tutto, accettando persino di morire.<\/p>\n\n\n\n<p>Israele \u00e8 passato di notte, in silenzio v.14 \u201cvoi attendete in silenzio\u201d avvolto in un\u2019atmosfera di mistero. Guidato da qc di tenebroso, che per\u00f2 faceva luce: lontano dagli sguardi (visto solo dal Signore), nel segreto. E\u2019 passato come in un sogno\u2026 come quando il Signore ricondusse i prigionieri da Sion. Il male si distrugge da solo cfr Gs 6. Le mura di Gerico non crollano per azione bellica \u2013 giro una volta per 6 giorni + 7 volte il 7. giorno+ sacerdoti\/trombe. La citt\u00e0 nemica si autodistrugge davanti al popolo di Dio che appare per fare la verit\u00e0 cfr Gedeone 6-7 + 2 Cr 20.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine si trova libero e salvo perch\u00e9 ha saputo aprirsi alla fiducia obbedendo alla parola di Mos\u00e8: \u201cNon temere!\u201d che lo poneva davanti alla manifestazione terribile e grandiosa di YHWH e non ha avuto paura di morire. Ha rischiato tutto nel pericolo abbandonandosi nelle mani di un Altro, che, mentre lo accompagnava con la nube, lo illuminava con il suo sguardo dall\u2019alto. Cos\u00ec ha attraversato il mare e l paura si \u00e8 trasformata in timore del Signore e canto di lode v.31.<\/p>\n\n\n\n<p>In ebraico i verbi \u201cebbero paura v.10 e \u201ctemette\u201d v.11 sono espressi x stessa radice che indica normalmente timore \u2013 paura. Quando per\u00f2 questo verbo ha per oggetto Dio, significa il timore reverenziale e umile di chi trovandosi davanti alla maest\u00e0 del Signore confida in lui con tutto il cuore. L\u2019uso della stessa radice in due momenti cruciali dell\u2019evento manifesta bene la trasformazione avvenuta nel cuore degli Israeliti. Mediante l\u2019intervento di Dio la paura si \u00e8 trasformata in timore del Signore, fede, canto e lode. Allora Israele canta Es 15,1.<\/p>\n\n\n\n<p>Il canto che segue \u00e8 il traboccare nella lode del timore + fede nel Signore, che esplode nel cuore di Israele salvato. La lode \u00e8 la manifestazione adeguata della confessione di fede nel Signore che lo ha salvato dal terrore della morte. Si noti nel vv.30 31 l\u2019insistenza sul nome del Signore. In ebraico il tetragramma YHWH viene ripetuto 4 volte. Questo manifesta il pieno recupero delle capacit\u00e0 di discernimento da parte della coscienza di Israele. Prima quando era terrorizzato era come ipnotizzato e ossessionato dall\u2019 Egitto il nemico che lo (ossessionava) assediava 11-12 cumulo di Egitto-Egiziani. Ora che la paura \u00e8 cessata si \u00e8 trasformata in gioia prorompente a motivo dell\u2019intervento del Signore. Israele ha davanti agli occhi e nel cuore solo il nome del Signore che lo fa esultare e lo riempie di canto e di gioia (lode): ritornello nei Salmi + Bibbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019evento del passaggio del mare, Israele \u00e8 diventato una comunit\u00e0 credente, salvata e nuova. Es 14 \u00e8 il racconto che nelle generazioni storiche, fino a oggi, i bambini ebrei dovranno imparare a memoria. L\u2019aspetto comunitario \u00e8 importante. Si osservi che il canto Es 15 \u00e8 elevato al Signore dal popolo intero, da Mos\u00e8 prima e dai figli d\u2019Israele poi v.1: alla fine \u00e8 detto anche che Myriam, la profetessa, sorella dia Aronne, + tutte le donne d\u2019Israele, prendono parte al canto, a cui aggiungono la dimensione esplicita della musica + danza vv.20-21. Tutto il popolo canta, uomini e donne, Mos\u00e8 a braccetto con Myriam, i figli d\u2019 Israele a braccetto con le figlie. Questo non \u00e8 irrilevante. Tutto il testo a partire dal cap. 14 \u00e8 costruito in modo tale che giunga nel cap. 15 a risolvere anche una solitudine: quella di Mos\u00e8 che conduce l\u2019azione solo con Dio. In Es 14 tutto \u00e8 condotto da Adonai YHWH+ Mos\u00e8, mente il popolo segue, volente o nolente, in apparenza \u2026tendo ci\u00f2 che accade. Non vi pone l\u2019essere e il cuore , sembra non cederci ancora veramente. Solo il Es 14,30-31 dopo che Dio ha operato l\u2019impossibile e ha aperto il cuore, l\u2019atteggiamento del popolo cambia in rapporto a Dio e Mos\u00e8 : v.31<\/p>\n\n\n\n<p>Nel canto di Es 15 , accanto a Mos\u00e8, tutto Israele diventa soggetto traboccante di giraloghe.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo invitati a considerare questa dimensione comunitaria di fede nella lode, nell\u2019esultanza e nel rendimento di grazie al Signore che per noi ha fatto prodigi. Al popolo terrorizzato Mos\u00e8 aveva risposto 14,13-14 \u201c\u2026per voi\u201d. Nessuno di noi pu\u00f2 accaparrarsi la salvezza per s\u00e9 solo: il cuore del Signore non ha pace finch\u00e8 tutti i suoi figli non vivano in comunione di gioia piena. La lode \u00e8 veramente gradita a Dio quando \u00e8 elevata da tutti insieme.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>25.2.99<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo aspetto \u00e8 importantissimo ancor oggi nella tradizione ebraica. E\u2019 bello in Israele assistere a danze folkloristiche in cui ci\u00f2 che colpisce \u00e8 proprio lo spiccato senso comunitario dell\u2019essere insieme, accordati sul medesimo suono per lodare il signore.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo alle volte in cui siamo usciti a mano alzata, come chi sa dove vuole andare, e ci sentiamo sicuri della protezione di Dio che ci accompagna. Poi per\u00f2 quando ci piomba addosso il male e il faraone ci \u00e8 dietro, tutto crolla, insieme alle immagini facili e sicure che ci eravamo fatti di Dio. Le braccia alzate cadono nello sconforto pi\u00f9 nero, in un\u2019esperienza di nudit\u00e0 estrema di precariet\u00e0 e impotenza che ci fa morire di paura. Tutto questo \u00e8 voluto dal Signore. Quando ci sentiamo completamente soli e indifesi siamo nella situazione privilegiata per conoscere chi \u00e8 veramente Dio, per capire che egli non sta nelle nostre mani, ma noi siamo nelle sue. E ci affidiamo in un atto di abbandono totale a tutto ci\u00f2 che egli vorr\u00e0 fare di noi. Nel canto Israele non parla pi\u00f9 di se stesso, sparisce la sua soggettivit\u00e0, l\u2019unica realt\u00e0 oggettiva di cui ha percezione \u00e8 il Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 cosa ben diversa da quel che leggevamo in Es 14,10-12, dove il popolo era paralizzato al pensiero di dover morire. Ora non \u00e8 pi\u00f9 preoccupato per la propria vita perch\u00e9 ha visto che la vera vita \u00e8 stare con il Signore. E ha capito che, paradossalmente, sono proprio la sofferenza e la morte quelle che ci fanno vivere, perch\u00e9 ci consegnano totalmente a lui e a lui ci rendono pi\u00f9 vicini e simili.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa vicenda rivela il senso pieno nella passione e morte del Signore Ges\u00f9. Il Figlio di Dio perseguitato ha vissuto la sua passione in una solitudine profonda portando nel cuore pure un senso di fallimento completo. Ha sperimentato la nudit\u00e0 totale, ma \u00e8 andato avanti fino a morire in croce, fino a entrare nella notte della morte e discendere nelle acque dell\u2019 abisso tenebroso degli inferi. Sull\u2019altra sponda, per\u00f2, tra le muraglie dell\u2019acqua che gli indicavano il cammino da percorrere, ha incontrato il Padre che lo attendeva a braccia aperte e si \u00e8 abbandonato a questo abbraccio che lo avrebbe fatto vivere per sempre Lc 23,46.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 questa l\u2019ultima Pasqua, il Passaggio del signore Es 12,11 che ha vinto l\u2019ultima e pi\u00f9 vera paura dell\u2019uomo: l morte. Il Padre e il Figlio sono ancora e per sempre abbracciati nello spirito e ci invitano ad entrare nella loro comunione d\u2019amore. Ap 7,14-17 Le acque oscure e mortali per cui i martiri sono passati sono il sangue di Cristo, acque diventate per essi mezzi per arrivare \u201calle fonti dell\u2019acqua della vita\u201d. Cos\u00ec il Signore ha fatto cessare lo scorrere delle lacrime dai loro occhi. Si noti l\u2019importanza data all\u2019acqua da questi testi, compresa la menzione delle lacrime. E\u2019 simbolo privilegiato per rappresentare la salvezza operata per noi x il Battesimo 1Pt 3,19-22. Nel dolore, nell\u2019acqua tenebrosa della morte, il Padre F e S.S sono presenti paradossalmente e misteriosamente per indicarci il cammino che ci salva.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a tanta bont\u00e0 e gratuit\u00e0, i nostri motivi di esultanza sono infiniti. Questi sono le grandi cose fatte dal Signore che, dopo Myriam, sorella di Mos\u00e8, fanno esultare di gioia un\u2019altra Myriam, la Madre di Ges\u00f9 Lc 1,49-52<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esegesi Es 14 Rappresentazione drammatica in 3 atti Vv.1-14 Dio comanda e fa promesse cfr ci\u00f2 che promette non si avvera del tutto. V.4 Dio annuncia la soluzione del dramma. 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