{"id":326,"date":"2020-01-19T18:34:58","date_gmt":"2020-01-19T18:34:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=326"},"modified":"2020-01-19T18:35:58","modified_gmt":"2020-01-19T18:35:58","slug":"storia-patriarcale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=326","title":{"rendered":"Storia patriarcale"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"> <strong>Storia patriarcale e Risposta di Dio all\u2019economia del peccato<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong> Gen 11,10-50,26<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p> Alla trilogia del peccato umano , visto in tutta la sua estensione e universalit\u00e0 + simbologia dei tre peccati tipo :<\/p>\n\n\n\n<p> contro Dio (3) ; contro l\u2019altro 4,1-24; contro la terra 11,1-9 \u2013 ciascuno dei quali inizia dalla violazione della giustizia di una delle tre relazioni di creazione, per confluire poi tutti e 3 nella catastrofe diluviale 5-6  &#8211;  il libro Gn fa seguire una trilogia redenzione e liberazione divina con la storia dei patriarchi di Israele 9,10 \u2013 50,26. Sara\u2019 questa risposta definitiva di Dio all\u2019inquinamento della creazione e perci\u00f2 la sua salvezza.  <\/p>\n\n\n\n<p>La creazione, che esiste oggi e in cui ci muoviamo, non \u00e8 pi\u00f9 semplicemente la creazione bella e \u2026..di Dio, intatta come era alla mattina del mondo. Ogni mattina, certo, noi ci svegliamo alla luce e poggiamo i piedi su di una terra mantenuta ferma e asciutta dalla fedelt\u00e0 incrollabile del Creatore, ma, nello stesso tempo, siamo variamente raggiunti dalle acque del diluvio, lordati dal fango delle sue conseguenze. Senza essere condannati a ricominciare ogni giorno fino alla fine a ricadere sotto la monotonia del ciclo creazione-vita\/peccato-morte, ogni giorno il Signore della storia ci dischiude davanti i sentieri finalmente progressivi   anche se contorti della salvezza mediante la fede, la speranza-carit\u00e0. Su tali sentieri impariamo di nuovo a re-interpretare la creazione secondo Dio nella giustizia e santit\u00e0 vera Ef 4,24 e a fare di nuovo la verit\u00e0 nella carit\u00e0 4,15.   <\/p>\n\n\n\n<p>Sono questi i sentieri tracciati e percorsi per noi da Israele \u2013 il popolo tipo della fede \u2013 lungo tutta la sua storia carmica, dal padre Abramo al Messia Ges\u00f9 Mt 1,1-17  Gv 1,1-4; 11,1-12,2.<\/p>\n\n\n\n<p>Una storia carmica, anche per noi, perch\u00e8 ci viene raccontata dalle Scritture canoniche   di Israele e delle Chiese cristiane, e con esse ci \u00e8 data da Dio come una norma (=canone) di discernimento spirituale, morale, intellettuale, verbale\u2026per camminare tra la vita e la morte, tra ci\u00f2 che promuove la salvezza della vita e ci\u00f2 che la inquina fino a ucciderla, tra ci\u00f2 che \u00e8 veramente buono, e ci\u00f2 che falsamente si presenta tra la Parola e la chiacchiera\u2026E\u2019 questa la storia che comincia con Abramo.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto della narrazione biblica, finora presentata come narrazione sapienziale \u2013 favola delle origini-di genere mitico, prende forma di un racconto storico-particolare esemplare e celebrativo di un uomo e sua famiglia patriarcale originaria del popolo ebraico, popolo di Dio, depositario di promessa e di alleanza Rm 9.4 ed destinato a diventare benedizione per tutte le famiglie della Terra 12,1-3. Una storicit\u00e0 che della redenzione escogitata(queste parole sono state scritte anche cancellate) prelude alla storicit\u00e0 di Ges\u00f9, e che \u00e8 documentata specialmente dalla sua genealogia del Vangelo su Mt 1,1-17. Appare qui, fin dagli inizi, un criterio tipico della redenzione escogitata dalla misteriosa sapienza di Dio, cio\u00e8 la radicale sproporzione tra fine e mezzi nella politica di Dio. La risposta che Dio offre a una situazione collettiva e che investe tutta l\u2019umanit\u00e0, non utilizza ma-media globali e comprensivi, ma \u00e8 affidata a un uomo solo straniero e pellegrino. Attraverso di lui la divina benedizione salvifica raggiunger\u00e0 tutti gli uomini e tutta la Terra, ai tempi e ai modi di Dio secondo il suo stile. Per entrare in qualche modo in questa sapienza, dovremmo tener presente che la solidariet\u00e0 fra gli esseri umani \u2013 sia nella creazione \u2013<\/p>\n\n\n\n<p>\npeccato \u2013 redenzione \u2013 \u00e8 certo molto pi\u00f9 reale e profonda di\nquanto una cultura individualista o illuministica ci permetta di\nimmaginare. Nessuno di noi pu\u00f2 pretendere di essere l\u2019uomo, ma\nsolamente tutti insieme, di tutti i tempi, lo siamo. Mistero della\ndimensione corporativa e inclusiva delle elezioni di\nDio: di Abramo, Israele, \u2026.Ges\u00f9.  Questo antico racconto\ndi famiglia e clan comincia propriamente in Gn 1,10,\ncon la menzione dei progenitori di Abramo figlio di Terach, fratello\nNacor e Aran, della discendenza di Sem, figlio di No\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia biblica di Abramo + discendenza ha inizio qui e termina ultima pag. Ap. ed \u00e8 qui che viene chiamata storia della salvezza, perch\u00e8 costituisce la risposta di Dio alla situazione prodotta dalla ripetizione monotona e quasi fatale dei peccati umani, e dal conseguente loro cumulo ed esito diluviale; un inquinamento consistente nella progressiva e totale confusione dell\u2019ordine morale, che finalmente  \u2026.. anche nell\u2019ordine fisico del creato.     <\/p>\n\n\n\n<p>\nLa storia genesiaca dei patriarchi, letta nel contesto della storia\nBiblica ebraica e xtiana appare come qc di \u2026del primo cap. di essa.\nFa proprio l\u2019impressione di una prima carta topografica\ndell\u2019insieme, dove solo pochi nomi appaiono gi\u00e0 segnati, mentre le\naltre designazioni sono ancora mancanti. L\u2019impianto generale della\ngrande catechesi biblica \u2013 su tutta la corsa della fede &#8211;  Ef 12,1-\n\u00e8 , per\u00f2, gi\u00e0 tutto l\u00ec delineato a grandi tratti. La risposta del\nSignore, che permette di discernere nel  mondo presente, inquinato e\nambiguo, la bont\u00e0 della prima creazione dalla malizia inquinante del\npeccato, per promuovere la prima e far regredire la seconda con una\nstrategia di una liberazione escogitata dalla sap. divina e gi\u00e0\ncompletamente abbozzata nella storia di 4 generazioni nella famiglia\ndi Abramo. Essa concerne l\u2019uomo nella sua struttura di creazione,\nverso l\u2019alto(Dio), al suo fianco (l\u2019altro-a), in basso la terra.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>\n\t <strong>La storia di un gruppo di nomadi, peregrinanti verso la patria\n\t<\/strong><strong>Eb     11,13.<\/strong>\n<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>\nLa patria terrena, da cui Terach usc\u00ec\u2019 con i suoi, era Ur\ndei Caldei. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nDi l\u00ec si diressero verso il paese di Canaan, e si fissarono in\nCarran, oggi Turchia presso il confine Siriano 11,27-32. Il binomio\nstraniero pellegrino, che Eb 11,13 riconosce come derivante\ndalla fede \u00e8 diventato una definizione dei Patriarchi e della loro\ndiscendenza fisica e spirituale, di Israele e della Chiesa Nt,\npellegrina sulla terra (Liturgia)  \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nEsso ha voluto, all\u2019inizio, un senso socio-economico e geografico:\n\u201cIo sono forestiero e di passaggio ( gher-we-to-shar-in mezzo a\nvoi\u201d dice Abramo agli Hittiti di Kiriat-Arba=Ebron, quando chiede\ndi comperare un terreno per seppellire Sara 23,3-4.Difatti la storia\ndei patriarchi \u2013 Abramo, Isacco, Giacobbe \u2013 presenta la vita e le\nvicende di una piccola fam. di nomadi: 47,8-9<\/p>\n\n\n\n<p>\nAnche alla liturgia dell\u2019offerta delle primizie comincia cos\u00ec Dt\n26,5.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa terra che il Signore dona ai suoi eletti \u00e8  una terra di\npellegrinaggio \u201d, \u201c una terra dove si \u00e8 forestieri \u201d 17,8;\n28,4;37,1 Es 6,4 .<\/p>\n\n\n\n<p>\nI verbi ebraici gar e yashav e i loro derivati\u2026.sono sempre\ninterpretati da Lxx+Nt con (parvikeo)=peregrinare=soggiornare come\nforestiero in un paese non proprio paroikia=condizione di ospitalit\u00e0,\ndi passaggio = accampamento dei nomadi xtinni; xenos=straniero o\nparvikos=colui che propriamente non si trova insediato in casa sua. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nDal punto di vista sociologico la nazione designa uno statuto\npolitico-economico 15,13; 47,4\u2026. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nSi tratta per\u00f2 di una nazione che avrebbe dovuto sparire con la\nconquista e insediamento di Israele in Canaan. La ritroviamo invece\nin terra di David nella preghiera di offertorio dei beni raccolti e\ndestinati alla costruzione del Tempio. 1 Cr   29,14-16.<\/p>\n\n\n\n<p>\nQui la connotazione soc+geografica \u00e8 scomparsa ma il binomio \u00e8\nconservato con un senso filosofico esistenziale=fragilit\u00e0 e\ninconsistenza della condizione umana di fronte all\u2019infinita\nconsistenza del Signore Dio Is 40,6-8 Es 6,4\u2026Una simile\nconsapevolezza di carattere effimero dell\u2019esistenza umana, per\u00f2\nsuggerisce anche delle conclusioni anche di carattere economico. Dice\nil signore a Israele al quale dona in possesso il paese in cui l\u2019ha\nfatto entrare per grazia Lv25,23-24.<\/p>\n\n\n\n<p>\nE\u2019 questa la lezione che Mos\u00e8 impartisce persino al Faraone :\nl\u2019ammonizione vale anche per lui<\/p>\n\n\n\n<p>\nEs 9,29 Dt 10,14.<\/p>\n\n\n\n<p>\nUna letterale perseverante fedelt\u00e0 alla condizione pellegrinante,\nanche sotto l\u2019aspetto socio-economico si trova anche presso i\n\u2026.alla fine del regno di Joakim 600 e ca. Ger 35,6-7 .<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl Signore si serve dell\u2019es. della loro obbedienza per impartire  x\nGer, una lezione alla popolazione del Regno di Gerusalemme Ger\n35,12-19<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa coscienza della condizione nomadica e peregrinante delle origini\ndi Israele sar\u00e0 tenuta desta dal fenomeno esilico e post esilico\ndella diaspora fino ai nostri giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>\nUna consapevolezza umana fragilit\u00e0 traspare nell\u2019orante dei Salmi\n39,13-14;119,19.54 22.10.1998<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl tema dell\u2019esistenza umana come pellegrinaggio-ma in virt\u00f9 della\nfede-\u00e8 presente in Paolo, per il quale \u201cabitare nel corpo\u201d come\ncredenti-camminiamo infatti nella fede e non nella visione-\u00e8 per noi\nun \u201cperegrinare distanti dal corpo\u201d \u00e8 un \u201candare ad abitare\nvicino al Signore\u201d, la qual cosa \u00e8 certo preferibile. Si \u2026bene,\nper\u00f2, che \u201cdesiderare di peregrinare lontano dal corpo\u201d non ha\nnulla in comune col  \u2026.. ellenistico che \u201cdesidera esserne\nspogliati\u201d.  Al contrario, la fede ci spinge ad \u201canelare di\nesserne supervestiti nella risurrezione, perch\u00e8 speriamo che il\nnostro corpo mortale venga assorbito e superato dal nostro corpo\n\u201dceleste\u201d, come \u00e8 avvenuto a Gesu\u20192<\/p>\n\n\n\n<p>\n Cor 5,1-10.<\/p>\n\n\n\n<p>\nI termini patriarcali del pellegrinaggio e quelli della diaspora sono\nripresi e trasferiti nella catechesi apostolica NT a designare la\ncondizione delle Chiese e xtiani sparsi nel mondo, presenti alla\ncitt\u00e0 terrestre, senza altra patria terrena dove fare ritorno (e\nquindi non come visitatori, turisti  o cittadini di paesi stranieri\nterreni) ma come forestieri ed emigranti in transito nell\u2019intera\nfaccia della terra. Cos\u00ec Gr scrive alle 12 trib\u00f9 della diaspora !!:\nPt scrive a coloro che l\u2019elezione divina rende forestieri\ndella diaspora nel Ponto, nella Galazia, Cappadocia\u2026 1 Pt 1,1 e li\nistruisce sul modo di condurre la propria esistenza nomade 1 Pt 1,17\nGr 1Pt 1,13-2-10.  Il binomio patriarcale viene assunto a significare\nla condotta morale bella  dei xtiani stranieri e pellegrini\nin mezzo alle nazioni pagane e alla loro condotta carnale 1 Pt\n2,13-14\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>\nL\u2019ultima lettura della condizione peregrinante del popolo di Dio\nviene offerta da  Ebr dove tutta la storia biblica, anzi tutta la\nstoria umana, viene reinterpretata come storia dell\u2019umanit\u00e0\ncredente e, che, per la fede corre in mezzo a un mondo\niniquo e ostile. Tale umanit\u00e0 fa capo gi\u00e0  ad Abele, a Enoch e a\nMos\u00e8 Eb 11,4-5. Sono per\u00f2 specialmente i patriarchi di Israele-\nAb-Is Gi- stranieri pellegrini, coloro che vengono ampiamente\ncelebrati quale radice santa dell\u2019Israele credente Eb 11,8-21.\nVengono poi Giuseppe, Mos\u00e8, Giosu\u00e8  Roat, Gedeone ,Barak, Sansone,\nJefte, Davide, Samuele, i prof. e un gran numero (nugolo) di\ntestimoni ,giudici, re, martiri, i quali x la fede \u201ctrovarono\nforza dalla loro debolezza \u201c; un intero popolo di uomini e donne\nche attraversando e superando ostilit\u00e0, lotte e prove terribili,\nvagarono \u201c per deserti, sui monti , tra le caverne e le spelonche\ndella terra\u201d. Di essi il mondo non era degno 11,22-40; \u20262,49-70.\nGes\u00f9 \u00e8 il capofila + compimento della fede (ho \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026)\ndi questa innumerevole umanit\u00e0, che \u00e8 in cammino- e anzi\ncorre-nella fede, e che, attraverso la passione e la croce viene\nassunta alla destra del trono di Dio Eb 12,1-2 Ap 3,21<\/p>\n\n\n\n<p>\nSi scopr\u00ec qui  l\u2019ultimo fondamento, il segreto del pellegrinaggio\ndel popolo di Dio: non la condizione sociologica nomadica, ne\u2019\nl\u2019umana fragili\u00e0\u2019 esistenziale, ma la fede, quella biblica,\nche l\u2019unica via x la quale gli uomini possono diventare graditi a\nDio e ottenere la salvezza Eb 11,6.  \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n      Tra la via della vita attraverso la giustizia della\ncreazione Gn 1-2 e la via della morte, aperta dal peccato Gn\n31,11-9; Dt 30,15-20, Dio propone la via della redenzione\ndella salvezza della prima creazione mediante la fede quale unica\ndirettrice, su cui, fin dalle origini, cammina attraverso la storia\nun popolo di uomini\/donne, che credono che i secoli del mondo sono\nfondati sulla parola di Dio Eb 11,7. A questo popolo di testimoni\nciascuno \u00e8 inviato ad aggiungersi At 2,41-47;5,14 tenendo\nfisso lo sguardo su Ges\u00f9, senza mai perdersi d\u2019animo Eb 12,3. \u201c\nI capi dei popoli si sono raccolti con il popolo del Dio di Abramo\nSal 47,10 e b.<\/p>\n\n\n\n<p>\n      L\u2019ultima tappa del pellegrinaggio \u00e8 segnalata dalla lettera\nagli Eb. che parla a quei gentili i quali appunto, obbedendo con la\nfede all\u2019evangelo della verit\u00e0(=il Figlio) e dello Spirito, si\nsono lasciati aggiungere dal Padre a coloro che per primi avevano\ncreduto in xto 1,11-14,18-19. Per la fede essi che erano pagani per\nnascita e incirconcisi, senza Messia, esclusi dalla cittadinanza di\nIsraele, estranei ai fatti della promessa senza speranza e atei nel\nmondo, da lontani che erano sono diventati ora vicini, grazie al\nsangue di xto. In lui ogni mezzo di separazione \u00e8 stato abbattuto e\nlo Shalom messianico \u00e8 stato in principio realizzato riconciliando\nper mezzo della croce, sia i lontani = gentili sia i vicini =gli\nisraeliti 2,11-17.Il testo conclude con forti formule trinitarie: per\nmezzo del Messia possiamo presentarci gli uni agli altri = israeliti\n\/gentili, al Padre di un solo Spirito. Eb. 2,18-22. Giunti a\nquesta meta-alla Chiesa di Dio nella sua dimensione ultima e\nsostanziale res sacramenti- il peregrinare dei nomadi della fede ha\ntermine.   \n<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>\n\t<strong>Tre tappe del Pellegrinaggio patriarcale.   <\/strong>\n\t\n<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>\nRappresentando la risposta salvifica di Dio all\u2019inquinamento\ndiluviale delle 3 dimensioni della creazione, causata dalla triplice\nmalizia del peccato-contro Dio, contro l\u2019uomo\/donna, contro la\nterra-, anche il cammino fam patriarcale originaria \u00e8 scandito da\ntre tappe o momenti strutturali:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>\n\tLa partenza e il cammino peregrinante del Padre, Abramo, celebra la\n\tfede come principio del ristabilimento della verit\u00e0 della\n\tcreazione nel rapporto dell\u2019umanit\u00e0 con Dio 12,1-25,11. La storia\n\tdi Abramo \u00e8 la risposta di Dio al primo peccato di Adam (\u2026\u2026).\n\t<\/li><li>\n\tLa riconciliazione fraterna fra i due figli, con la loro differente\n\tvocazione e il loro diverso destino: Isacco (=il Signore sorride, il\n\tfiglio promessa, l\u2019eletto), e Ismaele (=il Signore ascolta il\n\tfiglio della carne: l\u2019altro , a cui partecipare e con cui\n\tcondividere la benedizione) 16,1-25,18; e soprattutto Giacobbe\n\t(=colui che tallona e sorpassa\/ ed Esau\u2019 (=mantello di\n\tpelo rossiccio) 25,19-50,14.\n<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>\nViene stabilita la verit\u00e0 della creazione nel rapporto dell\u2019uomo\ncon il fratello. L\u2019altro per\u00f2 secondo la creazione di Dio,\n\u00e8 prima di tutto la donna per l\u2019uomo e l\u2019uomo per la donna:\ncomunione paritaria nell\u2019accoglienza della rispettiva\ndifferenza. E\u2019 la risposta di Dio al secondo peccato, quello\ndi Caino. La fede deve diventare \u2026. aprendosi il cammino tra\nostacoli molteplici   Rom 5,1-5; 2 Pt,1,5-7.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>\n\tL\u2019interpretazione giusta della Terra, del mondo e della storia a\n\topera del fratello sapiente, Giuseppe, salva l\u2019intera famiglia\n\tumana 37,2-50,26. L\u2019uomo umile e mite \u2026\u2026., che teme il Signore\n\te spera solo in lui, erediter\u00e0 la terra, perch\u00e8 sa, dall\u2019alto,\n\tcome vivere in essa e  come condividerla con tutti gli altri Mt 5,5.\n\tLa fede, reintrodotta, nel suo rapporto con la terra, riconduce\n\tl\u2019uomo alla verit\u00e0 di creazione del suo essere nel mondo, e,\n\tperci\u00f2 alla sapienza. E\u2019 la risposta al terzo peccato, quello dei\n\tcostruttori della torre di Babele. La sapienza della gestione dei\n\tbeni del mondo \u00e8 possibile in chi mette tutta la sua speranza\n\tnell\u2019unico bene: Dio. Alla fine del libro della Gn ci \u00e8 dato di\n\tcontemplare uno spettacolo di pace universale. Colui che si affida\n\tal Signore, e si lascia docilmente condurre dal suo timore \u2013 fede,\n\tritrova la originale bont\u00e0 della creazione e ne restaura l\u2019ordine\n\tprimitivo. Per la mediazione di Giuseppe, il figlio di\n\tGiacobbe-Israele, l\u2019unico uomo giusto, eletto fra i suoi\n\tfratelli-il quale venduto per gelosia \u00e8 stato assunto dagli inferi\n\tdella cisterna del deserto 37,24+prigione egiziana 39,20 fino alla\n\tdestra del re, capo dei popoli   41,40-44 Sal 105,20;- l\u2019umanit\u00e0\n\t\u00e8 salvata dalla fame e trova benedizione e pace. Immediatamente\n\tintorno a lui ci sono i suoi fratelli, i patriarchi di Israele. E\n\tintorno alle 12 fam. di Israele, popolo di Dio, ci sono le nazioni\n\tdel mondo l\u2019Egitto e tutti i paesi vicini 41,53-57: una visione di\n\tcomunismo universale. Un cristiano non pu\u00f2 l\u2019Egitto e tutti i\n\tpaesi vicini 41,53-57 : una visone  di comunismo universale.\n\tUn cristiano non pu\u00f2 non leggere questo libro come profezia\n\tdell\u2019escatologia NT 1 Cor 15,20-28 un primo abbozzo del disegno\n\tsalvifico dell\u2019umanit\u00e0 intera, riunita dallo spirito intorno al\n\tF. unico del Padre in Gerusalemme, citt\u00e0 della pace.\n<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Come avvenne  per i 3 peccati, poi anche la redenzione dei 3 rapporti si rivela interdipendente: cominciando da uno di loro raggiunge dinamicamente anche gli altri 2. Dalla sua fede in Dio Abramo viene proporzionalmente rieducato e riorientato anche nei confronti della sua discendenza e della terra promessagli. Nel suo rapporto con il fratello, sia Isacco che Giacobbe vengono toccati nella loro relazione con Dio e con il paese della promessa. Nella sua liturgia economica ed ecumenica, Giuseppe esercita al sommo grado il timore di Dio e l\u2019amore filiale e fraterno.    <\/p>\n\n\n\n<p>  <strong>2.1 Il Padre, Abramo 11,26-25,14<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\nPer fede noi riceviamo la parola di Dio scritta, attraverso  la\ncoscienza di Israele credente che ha composto e canonizzato la\nScrittura. Al di la\u2019 di tutti i riferimenti e la questioni\nstorico-critiche, perci\u00f2, e senza poter entrare ora nel ricchissimo\nmare della tradizione ebraica orale, ci limitiamo qui a delineare chi\nsia l\u2019 Abramo della tradizione canonica della Bibbia di Israele,\nsia in ebraico che in greco.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAbbiamo gi\u00e0 notato che Sap.10,5 introduce la storia di Abramo\nquale replica della salvifica sapienza divina alla malvagit\u00e0\ndella discendenza di Caino, e alla confusione generale dell\u2019umanit\u00e0\nesplosa con la costruzione di Babele.<\/p>\n\n\n\n<p>\nCome si \u00e8 visto di Abramo si celebrava specialmente la giustizia e\nla fortezza nella prova dell\u2019obbedienza, superata con la prontezza\na \u2026..Isacco, il figlio unico e amato. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa stessa cosa, a poca distanza di tempo, viene menzionata in Ebr.\nII,17-19, ma la fede pasquale dell\u2019autore cristiano gli fa leggere\nnell\u2019obbedienza di Abramo una fede anticipata nel Dio che risuscita\ni morti.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPi\u00f9 esteso e ricco \u00e8 l\u2019elogio di Abramo in Sir. 44,19-21.<\/p>\n\n\n\n<p>\nSi tratta di una fede ecumenica \u201cAbramo= Avraham non \u00e8 solo\nl\u2019antenato di Israele, ma pure di una moltitudine di popoli 17,4-5.\nLa sua discendenza \u00e8 stata moltiplicata come la polvere della terra\ne innalzata come gli astri. Ad essi Dio ha promesso in eredit\u00e0 la\nterra-dono, in cui aveva gi\u00e0 condotto il loro padre. Prima che la\nTorah venisse data a Israele per mezzo di Mos\u00e8, Abramo gi\u00e0 la\ncustod\u00ec, obbedendo al Signore ed entrando nella sua alleanza\nsigillata con il sacramento della circoncisione. Il culmine\ndell\u2019obbedienza, Abramo lo ha vissuto nella prova richiestagli di\nsacrificare il figlio della promessa. Tutto questo ha fatto di lui un\ntramite della benedizione divina per tutti i popoli fin dai primordi\ndella sua chiamata 12,2-3.<\/p>\n\n\n\n<p>\nA queste tradizioni dell\u2019AT bisognerebbe almeno: Rom 4: Gal 3.6-29\ne Ge 2,21-24. Sia Paolo che Ge   celebrano la fede di Abramo che\nprecede ma richiede le opere di effettiva carit\u00e0 in cui essa si\nesprime e si compie Gal 3,6 \u2026..1,5\u2026..Solo in tale carit\u00e0 si fa\ntutta la verit\u00e0 Ef 4,15.  \n<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\n<strong>2.1.1 La fede del padre.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p> Quel che supremamente importa nella fede di Abramo biblico \u00e8 che tutte le sue opere e il suo vivere \u00e8 circondato dalla fede, di cui \u00e8 il \u201ccavaliere\u201d (Kierkagaard). E\u2019 questa la lezione teologica e spirituale pi\u00f9 importante di tutta la storia patriarcale: la fede precede e muove alle opere: credere, in quanto dimensione dell\u2019essere, ispira e specifica il fare. Mettere in opera i costumi=mores, modi umani di agire=una morale, interamente giusti richieder\u00e0 tutto il tempo, di cui la coscienza umana ha bisogno per maturare progressivamente. Credere compiutamente, invece \u00e8 un affidarsi dell\u2019uomo all\u2019Altro-il Signore Dio- immediatamente richiesto dal Signore ed \u00e8 possibile all\u2019uomo e alla donna, anche prima di diventare morali e religiosi. Come l\u2019origine di ogni peccato proviene da non prendere sul serio la parola di Dio, cos\u00ec la salvezza comincer\u00e0 con un\u2019obbedienza assoluta a quella parola. La fede \u00e8 virt\u00f9 teologale, infusa in noi da Dio; le virtu\u2019 morali, invece sono acquisite. Nella loro fede, prima di tutto, e non nella loro vita morale-spesso ancora imperfette e zoppicanti, condizionate dai costumi del tempo+ambiente-consiste la realissima santit\u00e0 dei patriarchi biblici, e anche di tutto Israele e Chiesa. Con buona parte dell\u2019antropoligismo + antropocentrismo teologico di tutti i tempi, la vera svolta salvifica per gli esseri umani comincia da Dio. Ne\u2019 potrebbe essere altrimenti: se la salvezza \u00e8 vera salvezza essa non pu\u00f2 cominciare dal salvato, bens\u00ec dal Salvatore.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIn Abramo l\u2019uomo \u00e8 rialzato in piedi dalla chiamata di Dio e\nrimesso in cammino dalla sua Parola=Verbo che lo sollecita a\nseguirlo. La storia patriarcale ci insegna che la prima santit\u00e0\ndell\u2019uomo non \u00e8 quella morale dell\u2019esercizio delle\nvirtu\u2019, ma quella giustizia teologale, che gli proviene da\nDio quale conseguenza di un\u2019elezione singolarissima\nall\u2019amicizia con lui e all\u2019appartenenza a lui solo che gli si\nrivela come \u201cil suo Signore\u201d JHWH una condizione relazionale\ninterpersonale, che la Bibbia chiama berit = alleanza 15.18.<\/p>\n\n\n\n<p>\nMediante la fede, il credente prende sommamente sul serio la\npersonalit\u00e0 di Dio. Questi diventa veramente qu con cui si \u00e8 in\ndialogo e in una relazione interpersonale sacrale, una volta\niniziata, non pu\u00f2 cessare pi\u00f9. Per il credente Dio ha una\nconsistenza tutta sua, unica, e ben pi\u00f9 reale e concreta della\npropria e di qualche altro essere. Dio gli ha dato del tu ed egli\nrisponde col tu.<\/p>\n\n\n\n<p>\nCi possono essere uomini che si dicono \u201catei, agnostici e non\ncredenti\u201d, e che pure siano esemplari\u2026<\/p>\n\n\n\n<p> rigore morale\u2026 dedizione a certi valori\u2026 amano definirsi laici\u2026. idea laica del sacro\u2026(laico?!). Non credenti non religiosi! \u201csanti senza Dio\u201d Camus. Segni di immenso rispetto. Bisogna avere il coraggio di dire che il credente, che ha la fede di Abramo e di Ges\u00f9 \u00e8 una persona totalmente diversa, anche se, ben volentieri pu\u00f2 aprirsi ad dialogo fruttuoso. Ma molto prima di essere morale e piuttosto di essere \u201creligioso\u201d, \u00e8 un innamorato del Signore. Pu\u00f2 essere peccatore come \u2026\u2026 pubblicano come in Lc, ma \u00e8 con tutta lealt\u00e0 e verit\u00e0 appoggiato (shiu) al suo Signore, sul Santo di Israele e non su se stesso Is 10,20. La sua condizione non sta sulla propria coerenza e dirittura d\u2019animo, ma nel desiderio di contemplare il volto del suo Signore e la sua gloria Eb 33,18-23.     <\/p>\n\n\n\n<p> <strong>29.10.98                                                                                                             <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Dio del credente biblico  non \u00e8 solo Dio = Elohim, un nome comune, bens\u00ec JHWH Adonaj=il Signore, il mio Signore Gn 13,4; 4,26. Prima di cercarlo e di trovarlo negli uomini &#8211; in se stesso, nel fratello nel povero &#8211; o nel creato, il credente si \u00e8 lasciato incontrare da lui in persona, distinto da se\u2019 e ben pi\u00f9 importante e interessante di se\u2019. Il Signore della fede non \u00e8 scoperto dall\u2019uomo come il termine di una sua ricerca, come qu davanti a noi, che si sia finalmente raggiunto dopo averlo lungamente inseguito At 17,26-28. Da lui, piuttosto, l\u2019uomo si sente conosciuto e creato da sempre, ma adesso scoperto e afferrato di sorpresa, come alle spalle, e abbracciato con forza e con infinita tenerezza amicale Fil 3.8-14. Il nome con cui il Signore  ci chiama nella fede, non \u00e8 semplicemente \u201cuomo\u201d, ma il nostro nome proprio: Abram 15,2. Anzi l\u2019incontro con il Signore ci individualizza singolarmente, ci personalizza in modo cos\u00ec irripetibile e inconfondibile, che d\u00e0 un senso completamente nuovo al nostro stesso nome e lo lascia segnato per sempre: Avraham, Avraham 22,I.II cfr   17,5. La parola di Dio entra nell\u2019esistenza dell\u2019uomo con una \u201crivelazione\u201cuna \u201cprimizia\u201d assoluta: irrompe nell\u2019esistenza di colui che \u00e8 chiamato a, attraverso di lui, nella storia di tutta l\u2019umanit\u00e0 e del mondo: trascende ogni preparazione e ogni attesa precedente.    <\/p>\n\n\n\n<p>\nLa fede sorprende, sconvolge, rivoluziona anche la \u201creligiosit\u00e0\u201d\ndell\u2019uomo, precedendola ormai e condizionandola radicalmente Gn\n24,2-3 ; Gdt 5,7-9. Lungi dal farsi riassorbire e reintegrare nella\n\u201creligione\u201d, la fede la ridimensiona, la relativizza e la\nsubordina integralmente alla parola del Signore: \u201cio anzi vi dico\u2026\nMt 5,22 ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>\nEssa tira fuori l\u2019uomo dalla situazione precedente,\nsoprattutto da quella che viene comunemente sperimentata e rientra\ncome una condizione \u201cnaturale\u201d, \u201clogica\u201d, \u201cproporzionata\u201d\nE lo proietta sui sentieri di un pellegrinaggio che va al di l\u00e0\ndella scena di questo mondo 1 Cor7,31: Gn 12.1 .<\/p>\n\n\n\n<p>\nApparentemente si potrebbe dire che, se la fede viene a redimere, a\nrestaurare, a salvare la creazione , essa dovrebbe procedere nel modo\npi\u00f9 naturale e consono ad essa, dal momento che il Dio della\nsalvezza \u00e8 lo stesso Dio della creazione. Non \u00e8 cos\u00ec ! Tra la\ncreazione e la salvezza, infatti, c\u2019\u00e8 il regno del peccato. Le\nmedicine non possono sempre rispettare tutti i ritmi naturali dei\nnostri organismi. La violenza con cui esse possono annunciarsi\nnel malato non dipendono dall\u2019 \u201cinnaturalit\u00e0\u201c della cura,\nbens\u00ec dalla \u201c innaturalit\u00e0 \u201c del male. La fede che salva non \u00e8\nsemplicemente una provvidenza \u201comeopatica\u201d. Essa scaturisce dalla\nfede di Ges\u00f9 e dal suo mistero pasquale di croce\/resurr. L\u2019ordine\ndi immolare il figlio Isacco, su di un monte nel territorio di Moria\n22,1-2 pu\u00f2 \u201capparire\u201d disumano e violento. Ma infinitamente pi\u00f9\ndisumana e violenta \u00e8 la pseudo-sapienza che ha libero corso nel\nmondo del peccato. E si pu\u00f2 accettare, nella fede, che il Signore\nsappia servirsi della stoltezza della croce del Figlio-che \u00e8 stata\nben lontana dall\u2019essere \u201capparente\u201d &#8211; per operare la\nriconciliazione del mondo in lui 2 Cor 5,18-21; si tratta di\nricondurre l\u2019uomo depravato e alienato a trattare Dio da Dio e se\nstesso da uomo.1 Cor 1,21-25<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elezione,  a cui fa seguito il dono della fede, \u00e8 totalmente gratuita e chiama l\u2019uomo a partecipare alla santit\u00e0 (=messa a parte, individuazione della trascendenza) propria di Dio: \u201c Siate santi .-Lv 11,44-45. Per essere stato scelto da Dio, Israele \u00e8 gi\u00e0 un popolo santo Dt. 7,6-8. La prima risposta dell\u2019uomo a una tale elezione \u00e8 \u201ceccomi\u201d  (hinneni 22,1.11.) che \u00e8 una specie di Amen, S\u00ec= sono disponibile per te, va bene cos\u00ec , accolgo questa tua proposta, mi fido e mi abbandono totalmente ad essa e, in tale abbandono in Te,  io mi sento interamente sicuro) 2 Cor 1,19-20. Questa accoglienza \u00e8 la fede che giustifica l\u2019uomo 15,6 Rom 4,3.9.22. Difatti il titolo + proprio che il Signore riconosce ad Abramo \u00e8 : \u201c Il mio amico\u201d ohavi       Is 41,8. La fede di Abramo non consiste in primo luogo, in un suo atto, o \u2026., con cui egli creda a certe verit\u00e0 rivelate da Dio, ma nel suo consentire a stabilirsi abitualmente in una relazione interpersonale,  in un\u2019amicizia con il suo Signore (Tu-io) che nulla pu\u00f2 infrangere, perch\u00e8 \u201cnessuno pu\u00f2 disgiungere ci\u00f2 che Dio ha unito Mt 19,6b. La Bibbia utilizza diverse metafore per indicare tale rapporto : ospitalit\u00e0 , alleanza, patto, appartenenza (= segullah Es  19,5 ecc..)  eredit\u00e0 Dt 4,20, passione amorosa, amore sponsale, filiazione\u2026ecc   . Anche se queste similitudini, tutte per se\u2019 inadeguate vanno prese sempre insieme, senza privilegiarne una sola a esclusione delle altre, il NT indica che la filiazione e spiritualit\u00e0 sono quelle meno lontane della realt\u00e0 indicibile del mistero di Dio-Amore 1 Gv 4,8.16. Ges\u00f9, infatti, \u00e8 per natura il \u201dFiglio\u201d unico del Padre Gv 1,14.19; 3,16-18; Rom 1,3. Tutti gli altri uomini e donne sono nati una prima volta per poi \u201cdiventare figli di Dio Gv 1,12;3,3-8, accogliendo lui e credendo nel mio nome Ges\u00f9 Messia \u00e8 l\u2019Amen, il Si del Padre agli uomini 2 Cor 1,19-20,e, insieme, l\u2019amen (il si) dell\u2019 umanit\u00e0 a Dio. Gli uomini che, in lui, si offrono come un Amen che sale a Dio 2 Cor 1,20b, diventano Gerusalemme, Tenda citt\u00e0 di Dio con gli uomini. \u201c La fidanzata dell\u2019Agnello\u201d \u201c La Sposa\u201d del xto, tutta gloriosa, santa e immacolata Ef 5,25-27                                              La fede che il Signore chiede ad Abramo, per\u00f2 \u00e8 una fede particolarmente difficile. Si tratta infatti di una fede medicinale e salvifica del peccato. E\u2019 questa fede che trover\u00e0 il proprio compimento finale e perfetto nella fede filiale di  Ges\u00f9 ed \u00e8 perci\u00f2 anche la nostra.  Come quella chiesta a No\u00e8 il cui pio timore doveva condannare il mondo Eb 11,7, e ancor pi\u00f9 di essa, la fede di Abramo (e di Ges\u00f9) \u00e8 una fede folle. Abramo \u00e8 il cavaliere di questa fede (Kirgaard) che solo gradualmente verr\u00e0 appresa da colui che dovr\u00e0 diventare \u201c il Padre di tutti i credenti \u201c Rom 4.11.22. Folle \u00e8 credere fino a partire da se stessi, senza sapere dove si va Eb 11,8. Folle \u00e8 credere, soggiornando semplicemente attendati come in una regione straniera nella terra promessaci Eb 11.9. Folle \u00e8 credere che si otterr\u00e0 una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia\u2026quando non si \u00e8 riusciti a generare nemmeno un figlio da una sposa sterile Eb 11,11-12. Folle \u00e8 credere ancora nei beni promessi quando si giunge  a morire senza averli conseguiti Eb 11,13. Folle soprattutto \u00e8 continuare a credere alla presenza della discendenza persino quando si \u00e8 pronti a sacrificare, sull\u2019ordine di Dio, il figlio della promessa, l\u2019unico e l\u2019amato Eb. 11,17-19.  La nascita di Ismaele prudentemente pianificata da Sarai e da Abram per \u201cdare una mano\u201d al Signore, \u201cinvitandolo\u201d a tener fede alla sua promessa , mostra quanto difficile sia per Abramo e per Sara credere totalmente alla parola di Dio. Lo stratagemma di procurare un figlio a Sarai, sia pure ricorrendo a legittimi costumi di quel tempo, facendolo cio\u00e8 generare dalla sua schiava egiziana &#8211; la madre- padrona si prolunga in tutto il suo gruppo Gn 30,3-13; 35,22b-26-  nasce nel tentativo intraprendente di mettere il Signore di fronte al fatto compiuto di un intervento umano che adempia la sua parola. Una specie di \u2026\u2026.fai da te! Dal momento che sembra che Dio non si muova. Si cerca con le \u201cmigliori intenzioni\u201d, di manipolare la sua volont\u00e0, come se quella parola e questa volont\u00e0 non fossero esclusivamente di Dio Gn 16. Se Dio mi da\u2019 una vocazione io non posso fabbricarmene un\u2019altra ne\u2019 aggiustare la prima sulla seconda che sopravvenga a piacermi in modo alternativo, per dire poi, magari una volta che abbia cambiato le carte in tavola :\u201dormai le cose per me sono cambiate. La volont\u00e0 di Dio su di me ormai \u00e8 questa nuova situazione che io ho creato!\u201d Una cosa infatti \u00e8 la fede pura  e nuda : altri \u00e8 la rappresentazione , l\u2019immagine che di essa l\u2019uomo si fa. Una cosa \u00e8 la pura volont\u00e0 di Dio: altra \u00e8 la coscienza che di essa gradualmente l\u2019uomo va prendendo, e l\u2019interpretazione che di essa vada elaborando. Appena, infatti, \u00e8 chiamato a partecipare all\u2019opera di Dio per cooperarvi, l\u2019uomo mostra subito una pretesa di dirigere le operazioni secondo la propria \u201c prudenza\u201d, interpretando l\u2019agire divino entro gli schemi del proprio agire : smania di interferire e intervenire a modo suo nell\u2019opera di Dio, mettendoci le mani pesantemente; presume di correggere il tiro secondo i propri punti di vista, dicendo: \u201c Io,Io\u2026\u201d ( 15,2 ; 16,2; 17,17-18;18,12) e dimenticando il primato del Tu=fede; nemmeno Mos\u00e8 sfuggir\u00e0 a questa tentazione Num 20,7-13,20; 27,13-14; Dt 32,50-52.                                                    Ismaele  e\u2019 il frutto della carme e della prudenza carnale di Sarai ed Abram. Con lui \u201cDio ha ascoltato (=Ismael) la filiazione di Agar 16,11. Ma \u201cquel che \u00e8 nato dalla carne \u00e8 carne\u201d rimane carne e non pu\u00f2 diventare spirito a forza di espedienti e di stratagemmi carnali Gv 3,6; 6,3 \u2013su ci\u00f2 il Signore non transige. Il figlio della promessa \u00e8 Isacco, il figlio dell\u2019impossibile, il figlio non della carne ma, nella carne, dell\u2019impotenza della carne 17,15-22;18,11-14. In lui \u201cDio sorride\u201d (Yitzchag)   su tutto il ridere dell\u2019uomo e della donna, che cos\u00ec spesso e per tanta parte caricarne le loro facolt\u00e0 generative 17,17.19,18,12-15.                                                                                                                                                    La vicenda di Ismaele \u00e8 il segno di quanto graduale sia stato per Abram, l\u2019apprendistato per giungere ad una fede perfetta Gn 22 e di quanto dolorosamente egli abbia dovuto accettare le conseguenze della propria incredulit\u00e0 Gn 21,8-21.                                             &#8211;                                                                                                                               <\/p>\n\n\n\n<p>\n  <strong>5.11.98                                                  <\/strong>\n<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\n <strong>2.1.2 la prova suprema di fede<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\nIn Gn 22 leggiamo il racconto culminante della storia di Abramo,\nquello che la tradizione ebraica chiama Agadah = la \u201clegatura\u201d di\nIsacco in vista del suo sacrificio, apparentemente richiesto dal\nSignore sul monte Moria.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima cosa che una lectio divina coglie in questo testo non \u00e8 l\u2019eziologia di un luogo di culto e ancora meno la condanna dei sacrifici umani, che solo pi\u00f9 tardi i profeti, e anche la Torah, condanneranno nl costume diffuso del tempo. Come subito dir\u00e0, non si deve confondere la fede con la morale. La parola di Dio, lungi dall\u2019insinuare un giudizio morale negativo, qui sommamente esalta l\u2019obbedienza del padre, il quale \u201cin buona e perfetta fede\u201d lungamente maturata per tre giorni di cammino, \u00e8 prontissimo (Eccomi: vv.1,11) a offrire in olocausto il figlio, l\u2019unico e amato (v. 2 vv. 11.16) Il \u201ctimore di Dio\u201d v.12 \u00e8 qui il nome della fede obbediente di Abramo v.18. Dio va creduto e obbedito sopra tutto Ne 9.8. Non si tratta di moralit\u00e0, che consiste nel seguire sinceramente e coerentemente con se stessi la voce immanente della propria coscienza che ci addita certi valori. Qui \u00e8 in gioco la dimensione dialogico-teologale della coscienza dell\u2019uomo che si sente chiamato dalla voce dell\u2019altro del Dio -Amico-Abramo Abramo 1,11.13 alla fedelt\u00e0 nonostante tutto e prima ancora di aver potuto elaborare tutto un discorso logico per giustificare intrinsecamente e soddisfacentemente la propria obbedienza. Cos\u00ec, pi\u00f9 tardi, anche Simone dir\u00e0 a Ges\u00f9: \u201cMaestro abbiamo faticato\u2026(.e noi conosciamo bene il lago\u2026): ma sulla tua parola\u2026 Lc 5,5<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 questa la frontiera della fede, per cui l\u2019uomo si trascende entrando nella verit\u00e0 della relazione con io, obbedendo alla sua parola, pi\u00f9 che alla propria testa. Il Dio della fede di Abramo fa storia, ci fa fare storia facendoci uscire dal ciclo naturale e necessario delle cose, e introducendoci liberamente in una vicenda personale e contingente che riguarda lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Abramo, come gi\u00e0 No\u00e8, non replica nulla, non obietta nulla all\u2019ordine di Dio. Egli va prontamente \u201cdi buon mattino\u201d v.3 Cammina per tre giorni con il figlio, ancora vivo accanto a lui, ma gi\u00e0 morto nel suo cuore di padre a causa della propria libera determinazione a obbedire alla parola del Signore. Allo stesso modo Ges\u00f9 vivr\u00e0 la sua morte anticipatamente durante la sua ultima cena pasquale e durante il suo combattimento interiore nell\u2019orto Getzemani.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ordine divino di sacrificare Isacco non costituisce semplicemente una prova durissima per la tenerezza di Abramo verso il figlio. Questo figlio che bisogna adesso offrire \u00e8 l\u2019unico \u201cfiglio di Sara\u201d rimasto, dopo che Ismaele \u00e8 stato licenziato insieme a sua madre 21,14. Soprattutto Isacco \u00e8 l\u2019unico depositario delle promesse di Dio e della verit\u00e0 della voce prima di Abramo, della sua avventura e della sua sessa identit\u00e0 dopo la partenza da Carran Eb 11,17-18. Alla sorte di Isacco \u00e8 indissolubilmente legata la coscienza che Abramo avr\u00e0 dl rapporto col suo Signore, la fondatezza e l\u2019avvenir della sua fede in lui. Dice molo bene Paolo Rm 4,18 \u201cin spe contra spem\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo alcune letture ebraiche, Abramo sacrific\u00f2 di fatto Isacco, che il Signore poi risuscit\u00f2 cfr Eb 11,19\u2026lo riebbe e fu come un simbolo (en parabol\u00e8).<\/p>\n\n\n\n<p>La Bibbia greca LXX traduce \u201cil figlio unico\u201d con\u201d amatissimo\u201d\u201d e il NT riprende pi\u00f9 volte questa espressione per designare Ges\u00f9 come il figlio unico e amato\u201d di Dio Padre (cfr. testi Battesimo + Trasfigurazione) Ci\u00f2 mostra che la comunit\u00e0 ebraica dei primi secoli di Ges\u00f9 ha riconosciuto in lui \u201cl\u2019ultimo Isacco\u201d, la \u201cdiscendenza per eccellenza e definitiva di Abramo\u201d Mt 1,1.17; Lc1,55.73\u2026.. un\u2019immagine dello stesso Dio e Padre del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo\u201d. Al punto che coloro che sono \u201cfigli di Dio in Cristo Ges\u00f9\u201d sono anche \u201cdiscendenza di Abramo\u201d Gal 3,7. 26-29<\/p>\n\n\n\n<p>\n<strong>Lo scarto tra fede e morale di Abramo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p> Se progressiva \u00e8 l\u2019accoglienza del dono della fede da parte di Abramo, ancora pi\u00f9 lenta e progressiva \u00e8, nella storia dei patriarchi d\u2019 Israele, l\u2019acquisizione di costumi morali che dalla fede scaturiscano, penetrino e discernano la loro esperienza antropologico-culturale, e presiedano all\u2019esercizio attuale delle loro virt\u00f9. L\u2019etica dei patriarchi appare molto inadeguata alla loro vocazione divina. A parte la peccaminosit\u00e0, dalla quale non sono mai dispensati, il passo dell\u2019evoluzione della loro coscienza morale \u00e8 lento e incerto come sempre avviene nelle cose umane: l\u2019interpretazione di s\u00e9 e del mondo con cui essi formulano delle regole per l\u2019agire proprio e degli altri, \u00e8 faticosa e stenta a liberarsi della propria soggettivit\u00e0 egoistica: la diffusione liberante del rapporto \u201cIo-Tu\u201d proprio della fede in tutto l\u2019agire umano incontra debolezze, ostacoli, impermeabilit\u00e0 tra i condizionamenti storico-culturali delle situazioni storiche dei loro ambienti. La chiamata alla fede non fa diventare immediatamente santi dal punto di vista morale (cfr pure la moralit\u00e0 delle figlie di Lot in Gn 19,30-38; o di Tamar, nuora di Giuda Gn38.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec il comportamento di Abramo nei confronti della moglie Sarai in Egitto 12,10-20 e a Gerar 20,1-18: anche dopo che il Signore aveva cambiato i nomi 17,4-5.15-16, non \u00e8 certo un modello da canonizzare. La stessa cosa avverr\u00e0 nella storia di Isacco, ancora a Gerar 26,1-14. Oltre tutto questi rischi che, per salvare la propria pelle, i patriarchi fanno correre alle loro mogli -Sara e Rebecca le madri del popolo eletto sono sempre delle donne bellissime, nonostante l\u2019et\u00e0 12,11-16; 26,7- non sono solo rischi morali. Essi toccano pure la dimensione teologale mettono in pericolo la promessa divina concernete la discendenza, che deve essere discendenza di Abramo. Ecco perch\u00e9 in Signore dell\u2019alleanza non ha permesso che i suoi \u201cmessia\u201d=unto, consacrato, fossero toccati e che ai \u201csuoi profeti\u201d fosse fatto alcun male, nonostante il loro essere ancora al di sotto della loro chiamata Sal 105,12-15.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro della Gn, nei suoi intenti molto pi\u00f9 teologali che morali, riferisce i fatti senza spingersi a dare una valutazione dei comportamenti morali dei patriarchi, ma la presentazione che fa del faraone o di  Abimelech, re di Gezar 20,2 e poi anacronisticamente re dei Filistei 26,1-8 \u00e8 ben pi\u00f9 nobile e lodevole di quella piuttosto meschina dei patriarchi di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo alla \u201cIV generazione\u201d, con Giuseppe \u2013 e finalmente solo in Ges\u00f9, del quale Giuseppe \u00e8 tipo profetico-, la fede crea nelle coscienze dei discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe, un insieme coerente di comportamento morale. Allora la storia dei patriarchi Ebrei, resi santi dall\u2019elezione divina, registrer\u00e0 tra di loro un comportamento morale adeguatamente santo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto concerne il Signore, Israele \u00e8 una nazione santa, un popolo Santo fin dall\u2019alba della sua chiamata Es 19,6; Dt 7,6.. Questo vocabolario, per cui la santit\u00e0 teologale (proveniente dall\u2019operazione di Dio) precede e prevale su ogni santit\u00e0 umana (morale proveniente dall\u2019operare umano) durer\u00e0 in tutto il NT Rom 1,7; 15,25-26.31. L\u2019avventura di Dio con l\u2019uomo incomincia da Dio, e da Dio solo. La via della fede incomincia con la fede, non con la morale, e nemmeno con la religione, come si vedr\u00e0 in Giacobbe.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\n<strong>La relazione con l\u2019altro e quella con la terra nella storia di\nAbramo.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 visto che sia nell\u2019economia della creazione  sia in quella del peccato le 3 dimensioni fondamentali dell\u2019uomo creato da Dio  &#8211; relazione con Dio, con l\u2019altro essere umano, con la terra &#8211; sono tra loro irriducibili, ma pure strettamente congiunte e interdipendenti. Questo rimane vero, ovviamente, pure nella ricostruzione redentrice dell\u2019 uomo nella via della fede, e appare chiaramente gi\u00e0 nella storia di Abramo.<\/p>\n\n\n\n<p>\n                  Ambedue le relazioni con l\u2019altro= l\u2019umanit\u00e0\nintera e con la terra, sono previste fin dal principio nelle promesse\nfatte dal Signore ad Abramo: quella di una discendenza numerosa\u2026e\nquella del possesso del paese di Canaan\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>\n                  Relazione orizzontale= l\u2019altro = l\u2019umanit\u00e0 e\nperci\u00f2 la fiducia + sicurezza derivante da una discendenza la Bibbia\nspecifica \u201cAbramo aveva 92 anni quando fece circoncidere\u2026\n17,24-25. Dunque, dopo pi\u00f9 di 13 anni dalla promessa della\ndiscendenza 15,4-6;16,16 e quando Abramo e Sara erano pi\u00f9 vecchi che\nmai 18,11-12 il figlio della promessa non era ancora nato.<\/p>\n\n\n\n<p>\n                   Ci\u00f2 nonostante, Abramo \u00e8 presentato come uomo\ngeneroso, giusto e ripetutamente premuroso nei confronti del nipote\nLot 13,1-12; 14,12-16.20-24; l\u2019amico di Dio che la fede rende\nsolitario, \u00e8 reso pure subito non isolato, ma\ngenerosamente efficacemente solidale con l\u2019altro 12,5:\u2026\nCon colui che \u00e8 chiamato da Dio, dal Dio di tutti, c\u2019\u00e8\nsempre un altro, che non \u00e8 chiamato da Dio direttamente, ma\nper il quale il primo \u00e8 pure chiamato. La fede crea nel credente un\nvincolo con il Signore talmente singolare che lo libera per la\npi\u00f9 vera comunione con gli uomini. Cos\u00ec Abramo non \u00e8 solo\nsollecito di Lot, suo parente, ma di tutta la citt\u00e0 di Sodoma, per\nla cui salvezza ingaggia una contesa memorabile con il suo Signore\n18,16-38. Cos\u00ec Israele \u00e8 chiamato per le nazioni, Ges\u00f9 \u00e8 eletto\nper noi Gv 1,34 sec. Manoscritti, la Chiesa per il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\n                Quanto alla relazione con la terra, ricordiamo in Eb\n11,13 che non solo Abramo, ma anche Isacco e Giacobbe, con i suoi\ndodici figli, morirono tutti nella fede&#8230;conseguire i beni promessi,\nsenza per\u00f2 averli ancora conseguiti \u201cma avendoli solo veduti e\nsalutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini\nsopra la terra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\nQuesta lezione sull\u2019ordine esistente tra le 3 dimensioni\nstrutturali della creazione  \u00e8 molto istruttiva sia per le persone,\nsia per le comunit\u00e0. Le tre dimensioni sono inseparabili, ma non\nnecessariamente contemporanee e coordinate tra loro. La fede in\nDio \u00e8 richiesta immediatamente e in misura integrale. La\nrelazione di comunione e carit\u00e0 richiede un tempo e\nuna maturazione pi\u00f9 lunga ed \u00e8 condizionata e diversificata da\nsvariate circostanze. La speranza concerne il possesso della\nterra e dei beni promessi &#8211; e quindi lo sviluppo pieno del nostro\ncorpo nella creazione finalmente integrata e liberata- pu\u00f2\nattendere ancora di pi\u00f9 pur senza venir mai meno Rm 8,19-25. Si\npotrebbe concludere che la storia di Abramo, specie per quanto\nriguarda la promessa della Terra che il Signore gli destina in dono,\ngi\u00e0 suppone e si protende verso l\u2019escatologia NT.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>\n\t\t<strong>I 2 fratelli                       <\/strong>             \n\t\t\n\t<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>\n Isacco e Ismaele21,1-25                                             \n      \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n Giacobbe e Esa\u00f9 25,19-36<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u201cChe ve ne pare? Un uomo aveva due figli \u201c Mt 21,28 \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n\u201cDisse ancora: Un uomo aveva due figli\u201d       Lc 15,11<\/p>\n\n\n\n<p>\n                                                                    \nPer la Bibbia \u00e8 quasi un ritornello, come sulla bocca di Ges\u00f9.\nAbramo aveva due figli (uno di Sara e uno di Agar, ma da attribuire a\nSara): Isacco e Ismaele. Isacco ha Esa\u00f9 e Giacobbe da Rebecca,\nl\u2019amata pi\u00f9 altri dieci figli e una figlia di Lia e delle schiave\n(Bila e Zilpa) dele sue mogli, ma per conto di esse 29,31 -30, -24;\nGiuseppe ha Manasse e Efraim da Asenat in Egitto 41,50-52. Dio stesso\nin principio crea un Adam maschile e femminile 1,27; 2,7-25; 5,1-2.\nFinalmente, persino Dio Padre, se ha un unico e amatissimo Figlio, in\nlui offre agli uomini tutti e a tutte le donne il potere di diventare\nsuoi figli Gv 1,12-18<\/p>\n\n\n\n<p>\n              Come si \u00e8 detto, questo emergere dell\u2019Altro, del\nsecondo, a fianco del primo, \u00e8 introdotto nella Bibbia con i\nconnotati di un mistero, che profetizza una specie di proiezione\ndell\u2019unicit\u00e0 divina nella molteplicit\u00e0 della carne umana quale\ncompito da realizzare, a cui si \u00e8 ordinati fin dal principio:\n2,18.20; 2,21; 2,23 \u201cQuesta volta s\u00ec\u201d; 2,24; 1,27; 5,17- 2.<\/p>\n\n\n\n<p>\n               Quando Abramo giunse a Sichem, nel paese che il\nSignore gli promette di dare alla sua discendenza \u201csi trovavano\nallora i cananei\u201d, \u201cgli altri\u201d 12,6-7 . Cos\u00ec pure quando gli\nisraeliti, guidati da Giosu\u00e8, entreranno nella terra promessa da\nest, sembra che vi stiano giungendo i filistei, gli altri dal mare,\nda ovest. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n                 Ismaele non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 diventare in alcun modo,\n\u201cil figlio della promessa\u201d. Ma egli \u00e8 l\u00e0 col suo destino di\nfiglio benedetto e circonciso, e dunque partecipe dell\u2019alleanza\nperenne di Abramo 17,-27. E quando Abramo, sia ppure a malincuore, si\nsentir\u00e0 costretto a disfarsi di lui e della madre, Dio ode la voce e\nil pianto di Ismaele 16,11, l\u00e0 dove si trova, perduto nel deserto di\nBersabea, provvede alla sua sete ed \u201c\u00e8 con lui\u201d, riservandogli\nun destino da grande nazione 21, 11-21. Dio ben pi\u00f9 di Abramo si\nprende cura di Agar e di Ismaele ma non come del figlio della\npromessa, bens\u00ec come dell\u2019altro, al quale dovr\u00e0 ben giungere\nla benedizione del primo. Dio ama tutte le cose esistenti e nulla\ndisprezza di quanto ha creato Sap 11,24.<\/p>\n\n\n\n<p>\n                Alla morte e alla sepoltura del padre i due figli si\nritrovano sempre insieme 5,7-18: per Abramo 35,27-36,43; per Isacco\n49,29-50,14 per Giacobbe.<\/p>\n\n\n\n<p>\n               Lo stesso paese sar\u00e0 la casa comune dei due. Esso\nverr\u00e0 chiamato abitualmente con due nomi: \u201cTerra di Israele\u201d e\nanche \u201cterra di Canaan\u201d e pi\u00f9 tardi \u201cPalestina\u201d= Filistea.<\/p>\n\n\n\n<p>\n               La somiglianza e l\u2019essere a immagine di Dio, per\nl\u2019uomo\/donna non \u00e8 qualcosa gi\u00e0 dato. E\u2019 una vocazione e\nun compito da svolgere. E\u2019 una condizione sine qua non di\ntale svolgimento \u00e8 la relazione originalissima di una comunione con\nl\u2019altro da s\u00e9 (maschio\/femmina; Israele\/nazioni;\nisraelita\/cananeo; israelita\/filisteo; ebreo\/greco; ebreo\/arabo;\nisraeliano\/palestinese\u2026 e anche bianco\/nero; nord\/sud;\npadrone\/servo; ricco\/povero\u2026riconosciuto e accolto con la su\nidentit\u00e0 diversa, con la vocazione differente, ma complementare\nche Dio gli affida.<\/p>\n\n\n\n<p>\n              La presenza e soprattutto la differenza dell\u2019altro\ncrea problemi di ogni genere. La storia di Caino e Abele simboleggia\ne profetizza tutti i modi peccaminosi nei quali gli uomini di ieri e\ndi oggi e di sempre cercano di risolverli eliminando l\u2019altro.\nVeramente per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esa\u00f9 riguardo a cose\nfuture Ebr 11,20.<\/p>\n\n\n\n<p>\n             La storia di Isacco ed Ismaele  e soprattutto quella dei\ndue gemelli Giacobbe ed Esa\u00f9, descrive, all\u2019interno della via\ndella fede il cammino faticoso e santo per cui dalla competitivit\u00e0,\ndalla paura e dalla fuga dall\u2019altro 25,9-34; 27-28 si torna ad\nabbracciarlo ed a condividere con lui la stessa terra, quale comune\neredit\u00e0 33,1-17; Gdt 8,25-27<\/p>\n\n\n\n<p>\n<strong>22.11.98<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\n<strong>2.2.1 La fede e la morale di Giacobbe il soppiantatore<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 bella rilettura teologica della figura di Giacobbe ci \u00e8 data da Sap 10,9-12<\/p>\n\n\n\n<p>\n              In Giacobbe Israele nella sua storia travagliata, ancor\npi\u00f9 che in Abramo, il popolo d\u2019Israele si riconosce, con il suo\ndestino ambiguo di elezione e di sofferenza, di santit\u00e0 e di\npeccato, di benedizione e di lotta incessante Sir 44,22-23<\/p>\n\n\n\n<p>\n             Anche qui, prima di tutto, la Bibbia celebra la santit\u00e0\ndi Giacobbe. Una santit\u00e0 tutta teologale. Pi\u00f9 appare la fragilit\u00e0\nfisica e morale del gemello dalla \u201cpelle liscia\u201d 27,11-12. 15-16\npi\u00f9 rifulge la gratuit\u00e0 assoluta dell\u2019elezione\/alleanza, per cui\nDio lo mette a parte per la benedizione.<\/p>\n\n\n\n<p>\n            La storia di Giacobbe  e di Esa\u00f9 racchiude una grande\nlezione sulla \u201cgiustizia\u201d. Questa \u00e8 radicalmente\ndifferente a seconda che si tratti della \u201cgiustizia di Dio\u201d o\ndella giustizia umana. Se questa consiste nell\u2019 unicuique suum,\n\u00e8 evidente che nulla spetta alla creatura nei confronti del\nCreatore: nulla almeno, se non condizionatamente alla libra volont\u00e0\ndel Creatore. Se si pu\u00f2 parlare, infatti, di una giustizia\ndell\u2019economia della creazione\u201d, una volta verificatasi la\ncondizione di una creazione libera da parte di Dio, questa giustizia\nnon giustifica in alcun modo l\u2019economia doppiamente\ngratuita              Questa regola paradossale che trasgredisce\ne capovolge la solenne precedenza orientale del figlio maggiore sul\nminore \u00e8 propria dell\u2019economia divina di redenzione e si afferma,\ndopo il peccato, nella condizione umana che essa intende guarire ed\nequilibrare: cfr Caino\/Abele 4,5;Ismaele\/Isacco 21,12; Esa\u00f9\/Giacobbe\n27,29; Lia\/Rachele 29,16-20.30; tra i figli di Lia e quelli di\nRachele: Giuseppe e Beniamino nella discendenza di Giacobbe 37,3-11;\ntra i figli di Giuseppe: Manasse\/Efraim 41,50-52; 48,5-20; tra i\nprimi figli di Iesse e l\u2019ottavo, Davide, il pi\u00f9 piccolo 1 Sam\n16,1-13; tra Adonia e Salomone 1Re 2,13-25\u2026fino alla precedenza del\n\u201cpi\u00f9 piccolo nel regno dei cieli\u201d sul \u201cpi\u00f9 grande tra i nati\ndi donna\u201d Mt 11,11-14; Lc 7,28; 16,16.<\/p>\n\n\n\n<p>\n             La vicenda dei due fratelli &#8211; narrata con non pochi toni\numoristici, che si colgono soprattutto nel testo ebraico \u2013\ndistingue chiaramente la \u201cgiustizia di Dio\u201d Dt 33,21 da una\nparte, e l\u2019ingiustizia del fratello verso il fratello (+\nmadre verso il figlio maggiore) dall\u2019altra. Dio \u00e8 giusto\n(zaddiq) in quanto \u00e8 diritto, retto, consistente con se stesso e con\nla sua benevolenza immancabile e gratuita verso tutti, ma\ninsindacabilmente nei riguardi di ciascuno. Come si \u00e8 visto in\nCaino\/Abele e ancor prima nella creazione di Adam maschio e di\nquello femmina, Dio non ama tutti nello stesso modo, ma ama s\u00ec tutti\ne ciascuno in un modo che \u00e8 quello proprio di ciascuno (se gli\nuomini possono fare l\u2019uno nei confronti dell\u2019altro anche un gioco\ndisonesto, violento,\u2026sgambettatore\u2026.Dio da parte sua \u00e8\ncapace di fare il proprio purissimo gioco di grazia dentro i\ngiochi degli uomini, siano essi puliti o sporchi, onesti o disonesti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\n           Cos\u00ec facendo, anzi, il Signore manifesta che l\u2019economia\ndella grazia non \u00e8 legata e condizionata da quella della natura\nRm 11,16-24; che la grazia \u00e8 davvero gratuita e non pu\u00f2 essere\nmeritata dall\u2019uomo Rm 3,20; 11,5-6; che la elazione di alleanza \u00e8\nprodotta dalla scelta di Dio e non da quelle umane 18,17-19; Dt 4,20;\nche la salvezza \u00e8 davvero tale salvezza della perdizione e della\nrovina Lc 15,4-10.23-24; che \u201cquel che \u00e8 stato dalla carne e\ncarne\u2026.\u201d E che \u201cse uno non nasce dall\u2019altro\u2026\u201d Gv3,3-7; e\nche la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio\n1Cor15,50<\/p>\n\n\n\n<p>\n                Una volta stabilito saldamente nella coscienza di\nIsraele  il ruolo \u201cfondatore\u201d del patriarca, per\u00f2, i profeti\nposteriori non mancheranno di rilevarne la immoralit\u00e0 nei\nconfronti del fratello Esa\u00f9: una immoralit\u00e0 che ha inverato il\nsegno premonitore della sua nascita e il suo nome \u201cGiacobbe\u201d:\ntallonatore, soppiantatore, imbroglione: \u201dSubito dopo usc\u00ec il\nfratello e teneva in mano il tallone \u2018agev di Esa\u00f9: fu chiamato\nYa\u2019agov\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\n                Dopo che il fratello gli avr\u00e0 carpito la benedizione\npaterna, Esa\u00f9 esclamer\u00e0: \u201dForse perch\u00e8 si chiama Giacobbe\nmi ha soppiantato (agav) gi\u00e0 due volte? Gi\u00e0 ha carpito la\nmia primogenitura ed ecco ora ha carpito la mia benedizione \u201c 27,36<\/p>\n\n\n\n<p> \n       In lite con il suo popolo il Signore lo rimprovera Is 43,\n19-22. 24-28 cfr Ger 9,1-3; Osea 12,1-15.<\/p>\n\n\n\n<p>        Quest\u2019ultimo testo sembra una rilettura della storia di Giacobbe tratta da Gn una ripresa attraverso la vicenda dell\u2019 Es mosaico fino alle tragedie incombenti delle invasioni assire (e babilonesi cfr Os che attualizza), fatte oggetto di discernimento da parte del ministero profetico. E\u2019 un bell\u2019esempio di come la Bibbia accompagni l\u2019evoluzione della coscienza religiosa d\u2019Israele nella scoperta progressiva delle esigenze della fede degli inizi, e del loro allargarsi all\u2019intera sfera morale personale e collettiva.  <\/p>\n\n\n\n<p> \n                       Nella Gn il comportamento senza scrupoli e\nsoppiantatore di Giacobbe e Rebecca \u00e8 descritto senza darne alcun\nespresso giudizio morale, come per quanto riguarda la poco nobile\ncodardia di Abramo e Isacco nei confronti delle rispettive mogli. La\nGn per\u00f2 non manca di presentare le figure del faraone e di pi\u00f9\nnobile e generoso di quello grettamente calcolatore di Giacobbe\n32,4-22; 33,1-17<\/p>\n\n\n\n<p> \n                  Nel complesso per\u00f2 la Gn pi\u00f9 che a un\ncomportamento moralmente integro si mostra sensibile a una concezione\nmolto diffusa nel mondo antico secondo cui l\u2019eroe trionfa\ndell\u2019antagonista + alleati, pu\u00f2 trionfare con la forza+valore\noppure con l\u2019abilit\u00e0 e l\u2019astuzia: Achille e Ulisse. L\u2019inganno\n\u00e8 uno stratagemma bellico senza dichiarazioni di guerra, \u00e8 un\n\u201cgolpe\u201d non violento. L\u2019inganno riuscito=prova di destrezza\n\u2026viene celebrata in Giacobbe sia 25,29-33 sia 30,25-31 (Lebano).<\/p>\n\n\n\n<p> \n             Un\u2019astuzia \u201cinteressata\u201d del resto e \u201cdi\nfamiglia\u201d appresa dalla madre 27,5  28,5 di cui Giacobbe stesso\nrimane vittima quando risulta\u201d giaccobato\u201d dallo zio Lebano nella\nfaccenda di Rachele e Lia 2,15-30; una tendenza alla frode, di cui fa\nprova pure la bella Rachele a danno del padre 31,22 -42. Anche in\nquesto caso, per\u00f2, come nella relazione con Esa\u00f9, prevalgono le\nintese familiari, pi\u00f9 redditizie finalmente di tutte le frodi 31,2-\n32,1.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\ni profeti, invece, si fa molto pi\u00f9 chiaro che 2il fine non\ngiustifica i mezzi\u201d e che il vero successo non \u00e8 quello dell\u2019uomo\nastuto, interessato, senza scrupoli, ma quello dell\u2019uomo fedele.\nAnche perch\u00e9 la frode \u00e8, finalmente, un peccato contro Dio,\ne non deve trovar posto e legittimazione nei costumi (mores) di un\npopolo che \u00e8 il suo e che deve essere nel mondo testimone della sua\nsantit\u00e0 Lv 11,44-45\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ngiudizio morale negativo sulla condotta del primo padre d\u2019Israele\ntuttavia non cancella ma esalta, anzi, la insindacabile e\nsconvolgente gratuit\u00e0 dell\u2019elezione divina del fratello minore\n25,22-26 Rm 9,10-24<\/p>\n\n\n\n<p> \n                                                                     \n                               La lettura sapienziale della figura\ndi Giacobbe, finalmente come si \u00e8 detto in Sap 10,9-12 \u00e8 quella\nche interpreta in maniera pi\u00f9 profonda e compiuta la tradizione\nbiblica su di lui. scelto dal Dio dell\u2019alleanza e promessa,\nGiacobbe \u00e8 chiamato a diventare \u201cdiscepolo di YHWH iniziato alle\ncose sante e al regno di Dio 32,1-3. Abituato dalla sua indole e dai\nconsigli materni ai sentieri obliqui della frode e dell\u2019interesse\nsenza scrupoli, deve apprendere con fiducia i sentieri giusti e\ndiritti di Dio e, solo lavorando lungamente, pu\u00f2 conseguire i frutti\nabbondanti e ricchi del suo lavoro. Sembra quasi che l\u2019eletto di\nDio sia il pi\u00f9 maldestro nella sfera morale come se portasse su\ndi s\u00e9 un peso divino troppo gravoso per le sue spalle umane.\nL\u2019eletto di Dio \u2013 e perci\u00f2 reso diverso dal fratello \u2013 deve\ntrovare con l\u2019altro un modo di convivenza sulla stessa terra che,\nfinalmente, faccia accettare all\u2019altro la propria elezione, cos\u00ec\nche essa diventi anche per lui tramite della benedizione che ad\nambedue \u00e8 destinata non per\u00f2 come diritto nativo o come preda\ncarpita, ma come dono gratuito. I doni di Dio infatti devono essere\ncomunicati e fatti circolare orizzontalmente. L\u2019armonizzazione\nnatura\/grazia per Giacobbe risulta pi\u00f9 faticosa che per il fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>                \nQuesta fatica \u00e8 ben rappresentata dal sogno di Betel 28,10-22 , dove\nGiacobbe poggia il suo capo su  di una pietra che si \u00e8 posta sotto\ncome guanciale e sogna\u2026dal cielo alla terra\u2026mentre\norizzontalmente il Signore gli apre davanti l\u2019occidente e\nl\u2019oriente, il settentrione e il mezzogiorno; dove la promessa della\nterra di Canaan, paradossalmente, raggiunge l\u2019esule sulla frontiera\ndella sua fuga da Bersabea a Carran, ma ancor pi\u00f9 lo proietta sulla\nsoglia della casa di Dio, alla porta del cielo: luogo\nterribile che riempie Giacobbe di terrore. Giacobbe quasi inciampa\nin un luogo (maqorn) ripetuta sei volte II tor\n16.17.19=evidente l\u2019intenzione di localizzare in Betel la teofania.\nSiamo in piena logica dell\u2019incarnazione storica: il Dio dei\npatriarchi non \u00e8 presente dappertutto allo stesso modo, ma solo in\ncerti luoghi, per quel che concerne il loro destino. Il testo trova\nla sua piena consu \u2026\u2026.. di senso in Gv 1,51  dove alla fine di\nuna cascata di titoli messianici, Ges\u00f9 si definisce l\u2019ultimo\nBet-tl il luogo supremo dell\u2019incontro orizzontale-verticale tra\nterra e cielo Gv 4,20-24 sg.<\/p>\n\n\n\n<p>Il soppiantatore\nricco di calcoli interessati e piattamente orizzontali, deve\nsogliarsi alla dimensione sconvolgente del confronto verticale con un\nDio che non \u00e8 solo il Dio di Abramo, di Isacco, ma per lui sar\u00e0\nsoprattutto il Dio di Betel 31,13 cfr 28,19-22 ; 35,1-15; Os 12,5.<\/p>\n\n\n\n<p>                 \nTutta la storia di Giacobbe \u00e8 una magnifica storia di conversione.\nE\u2019 anzi la storia paradigmatica della conversione di Israele.\nGiacobbe \u00e8 un uomo intrigante che architetta in modo autonomo e\nimmanentista di fare gli affari propri di \u201ccarpire la\nbenedizione divina\u201d sgambettando il fratello in un contesto\nculturale-religioso da cui non \u00e8 assente una mentalit\u00e0 magica\n27,33-41 che si incontra sovente nei libri della Bibbia 3,1-7. Questo\naspetto della sua storia che si potrebbe dire gnostico ante\nlitteram fa pensare ad un\u2019altra figura biblica molto pi\u00f9\ntardiva , quella del mago samariano Simone, la cosiddetta grande\npotenza di Dio At 8,9-25. \n<\/p>\n\n\n\n<p>                \nDalla tendenza a \u201ccarpire\u201d e ad \u201caccaparrare per s\u00e9\u201d\n(Lapach) Giacobbe deve convertirsi e \u201cconoscere che la piet\u00e0 \u00e8\npi\u00f9 potente di tutto\u201d Sap 10,12<\/p>\n\n\n\n<p>Gn 32,25-52<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine panim (faccia volto) \u00e8 ripetuto pi\u00f9 volte in questi testi 32,4.17.18.21.22.31 \u2013 33,10.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande paura\ndi Giacobbe, rientrando nella terra promessa, \u00e8 come affrontare la\nfaccia di Esa\u00f9 in modo da salvare la propria trovando grazia ai suoi\nocchi 32,6; 33,8.10.15 ; cfr l\u2019alzarsi degli occhi dei due fratelli\nal loro incontro 33,1.5 . Angosciato dal timore di questo incontro,\nGiacobbe confida nei suoi consueti,tipici stratagemmi: distribuisce\nla gente e i beni che porta con s\u00e9 i due accampamenti 32,8-9 in\nfretta prende \u201cdi ci\u00f2 che gli capita fra mano\u201d, cose di cui fare\nuna cascata di doni da spedire in scaglioni successivi al fratello\nEsa\u00f9 prima di incontrarlo personalmente 32,21b-22.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nsoppiantatore continua a nascondere la sua persona dietro alle sue\ncose. Cos\u00ec a Betel si era affrettato  a propiziarsi il Signore\nfacendo un voto a proposito di decime da offrire al Signore 28,20-22.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche\nla preghiera che Giacobbe rivolge al Signore, Dio del suo padre\nAbramo+ Isacco, prima di attraversare il guado precipitoso dello\nIabbok , insieme alle sue due mogli, alle due schiave e ai suoi 11\nfigli, sa un po\u2019 di animo interessato e di autocelebrazione.\nIl Signore \u2013 sembra ricordarglielo \u2013\u201cdeve stare dalla sua\nparte\u201d!32,10-13.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nsfibrante lotta notturna sulla Iabbok rovescia la situazione e il\nnome del \u201ctallonatore2, il quale viene convertito in \u201cIsraele2\ndal Dio di Betel 33,20; 35,9-10<\/p>\n\n\n\n<p>Dio\nha la precedenza su tutto e su tutti. Ci si preoccupava di come\nincontrare \u201cla faccia del fratello\u201d. E\u2019 davanti a Lui che prima\ndi tutto dobbiamo \u201csalvare la nostra faccia\u201d. Il secondo\ncomandamento \u00e8 simile al primo  Mt 22,34-40\u2026nel senso che,\nsenza il primo, il secondo perde ontologicamente ogni riferimento, la\nsua ragion d\u2019essere, la sua consistenza. Ogni problema di relazione\ncon l\u2019altro \u00e8 preceduto dalla verit\u00e0 del nostro rapporto\ncon l\u2019Altro 4,3-16. L\u2019orizzontale \u00e8 preceduto dal\nverticale. La persona=il volto, deve venir fuori, scoprirsi ed\nesporsi prima delle sue cose: l\u2019essere deve passare prima\ndell\u2019avere.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante\nil viaggio, del resto, dopo il patto con Labano sulle montagne di\nGalaad, Giacobbe aveva incontrato gli angeli di Dio  e prima\ndi disporre la sua gente nei suoi 2 accampamenti aveva incrociato\nl\u2019accampamento di Dio che egli aveva chiamato Machanaim (un duale:2\naccampamenti di Dio 32,2-3). \n<\/p>\n\n\n\n<p>Tutta\nla Bibbia in certo modo si riassume in questo altissimo e mistico\ntesto. Al guado dello Iabbok  &#8211; Yaaqov sulla frontiera per il paese\n\u201csicuro e fidato\u201d del proprio parentado e la \u201cterra di Dio\u201d \u2013\n\u201cterra di passaggio\u201d (magur) e propriet\u00e0 sepolcrale 23,4.20,\ndove si rimane sempre forestieri  -27,43  28,5- l\u2019uomo\nfurbo, intrigante, costruttore e gestore di se stesso, viene sorpreso\ndi notte dal Dio vivente: lo deve affrontare finalmente da solo e\narrendersi a lui che lo attende per benedirlo. \u201cDa adulto\nlott\u00f2 con l\u2019angelo e vinse e pianse e domand\u00f2 grazia\u201d Os\n12,4b-5ab. La lotta con l\u2019angelo \u00e8 in realt\u00e0 la lotta con\nDio 32,29.31. Una lotta che \u00e8 insieme un \u201canonimo\u201d corpo a corpo\nmortale \u2013 \u201cCome ti chiami?\u201d \u201cDimmi il tuo nome\u201d \u2013 e un\namplesso amoroso dove i gemiti feroci dei colpi sordi inferti e\nricevuti suonano come preghiere \u2013 \u201cLasciami andare!\u201d \u201cNon ti\nlascer\u00f2 se non mi avrai benedetto!\u201d \u2013 una lotta da cui si esce\nsegnati per sempre nel corpo e nell\u2019anima , con un\u2019identit\u00e0\nnuova, un nuovo \u201cnome\u201d. \u201cIsraele\u201d una parola in cui \u201cregna\nla forza vincente di Dio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p> \n         La conversione alla fede \u00e8 cosa per adulti, i quali\nsappiano nello stesso tempo lottare da soli nella notte oscura fino\nallo spuntare dell\u2019aurora, e piangere e vincere e domandare grazia,\narrestarsi e far cadere ogni arroganza dinnanzi all\u2019insondabile\nmistero del nome e, al contrario, lasciarsi umilmente cambiare\ni connotati da lui. Questo cambiamento di nome non \u00e8 solo un\nriconoscimento di sudditanza 2Re 24,17 ma pure la scoperta di una\nnuova, propria identit\u00e0 misteriosa \u2013 quella vera \u2013 che l\u2019Altro\nci rivela Gn\u2026Mt\u2026Lc\u2026Gv\u2026. Davanti a Dio, l\u2019uomo \u2013\nl\u2019intrigante ricercatore, curioso e abile, che indaga, ipotizza,\nprova; il \u201cmago\u201d che carpisce i segreti della natura, sperimenta,\nnomina e domina il mondo \u2013 deve arrendersi e farsi \u201cnominare\u201d e\ndominare amorosamente.<\/p>\n\n\n\n<p> \n          In diversi testi biblici si possono riconoscere allusioni e\nriferimenti a questa pagina genesiaca. Si veda tra molti altri il\nrapporto drammatico di Mos\u00e8 con YHWH Es3,1-20\u2026.: il salmo gridato\nda Ges\u00f9 sulla croce, nel buio dell\u2019eclissi Sal 22; Mt 27,45-46\u2026:\nla disputa di YHWH con Gerusalemme Is 40,27-31; 49,14-15, la vicenda\ndel \u201cservo di YHWH\u201d Is 50,44\u2026; la contesa di Geremia con il\nSignore Ger 15,10-21; 20,7-18; quella estenuante di Giobbe; quella di\nSimon Pietro Gv 13,36-38; o di Tommaso con Ges\u00f9 20,24\u2026l\u2019angosciosa\nricerca dell\u2019amato da parte della sposa Ct 3,1-4; 5,2-8; e del\nMaestro da parte di Maria di Magdala Gv 20,1-2. 11-18; l\u2019agonia di\nGes\u00f9 nell\u2019orto Lc 22,39-46 con la rilettura di Ebr 2,17-18; 5,2-5<\/p>\n\n\n\n<p>\n             La vicenda di Giacobbe-Israele ha degli elementi in\ncomune con quella di Agar, in fuga da Sarai, sola e incinta,\nnel deserto del Neghev, presso una sorgente sulla strada di Sur\n16,1-16. Anche qui l\u2019angelo del Signore \u00e8 lo stesso Signore\nv.13  manca verbo? alla fiera e impertinente schiava Agar egiziana vv\n4-6a di \u201cconvertirsi ritornando dalla sua padrona e mettendosi\numilmente sotto la sua mano\u201d v 9. Agar esclama qui: \u201dTu sei il\nDio che mi vede (El roi= \u201cDio della mia visione\u201d) .Il Signore che\naveva ascoltato la sua afflizione e che le prometteva un figlio che\nella avrebbe chiamato \u201cIsmaele\u201d=Dio ascolta v.11: le si rivela\npure come colui sul quale ella si interroga: \u201dQui ho visto dopo che\nmi ha vista? V.13b. Tanto che il pozzo presso il quale l\u2019angelo del\nSignore l\u2019aveva trovata si chiam\u00f2 Pozzo di Lachai -Roi=pozzo del\nvivente che mi vede. Agar \u00e8 colei a cui Dio apre gli occhi\nper vedere non solo acqua nel deserto, ma Dio sulla terra Gn\n21,19. Anche Natanaele verr\u00e0 finalmente a vedere colui che lo\naveva gi\u00e0 visto, quando era sotto il fico, prima che Filippo lo\nchiamasse Gv 1,45-51, dove i verbi vedere ricorrono\ncontinuamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\n              Giungere a vedere colui che sempre ci vede, \n\u201crenderci presenti a colui che, fin dal principio, ci \u00e8 dovunque\npresente (Sal139) \u00e8 la formulazione altissima di tutto l\u2019itinerario\ndel pellegrinaggio spirituale di assunzione dell\u2019uomo fino a\nDio. Il salmo 84 designer\u00e0 come termine del cammino del fedele\npellegrino il \u201ccomparire davanti a Dio\u201d in Sion v.8. L\u2019itinerario\nbiblico dell\u2019uomo \u00e8 un essere assunto dall\u2019esperienza di Dio\nquale \u201cDio dell\u2019ascolto\u201d = fede a quella del \u201cDio della\nvisione\u201d Gv 14,8-9; 1 Cor 13,9-12.<\/p>\n\n\n\n<p>\nE\u2019 bello che gi\u00e0 nella Genesi un simile orizzonte si apra davanti\nagli occhi di Agar, la schiava egiziana di Abramo. Si annuncia in lei\nmisticamente la Chiesa della nazione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia patriarcale e Risposta di Dio all\u2019economia del peccato Gen 11,10-50,26 Alla trilogia del peccato umano , visto in tutta la sua estensione e universalit\u00e0 + simbologia dei tre peccati tipo : contro Dio (3) ; contro l\u2019altro 4,1-24; contro la terra 11,1-9 \u2013 ciascuno dei quali inizia dalla violazione della giustizia di una delle tre relazioni di creazione, per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-326","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-anni-90"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=326"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":328,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/326\/revisions\/328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}