{"id":212,"date":"2019-08-01T21:26:49","date_gmt":"2019-08-01T21:26:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=212"},"modified":"2019-08-01T21:28:00","modified_gmt":"2019-08-01T21:28:00","slug":"forse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=212","title":{"rendered":"Forse"},"content":{"rendered":"\n<p>Prof.\nVIII sec e VII = grandi classici da Amos a Ger (escluso Is) non\nsemn\u00ecbrano essere in grande sintonia con lo spirito non parlano\ngranch\u00e8 della ruach.\nQuesto \u00e8 un fatto che pone qualche domanda, qualche spiegazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Am = prof \u201cscrittore\u201d =\ndal I# profeta di cui ci siano tramandati gli oracoli, parla una sola\nvolta di ruach\nsembra solo vento 4,13. Ma \u00e8 il primo testo in cui si affermi\nl\u2019origine divina dello \u201cSpirito\u201d creato da Dio (sar\u00e0 sempre\nteologico). E\u2019 proprio sicuro che qui la ruach non indichi altro\nche il vento? Il parallelo antropologico ci orienta verso\nl\u2019interiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Colui che \u201cannuncia all\u2019uomo\nqual\u2019\u00e8 il suo pensiero\u201d o gli svela quello che ha in mente, \u00e8\nlo stesso che ha creato lo \u201cSpirito\u201d cfr Paolo \u201cColui che\nscruta i cuori\u201d sa anche quali sono i desideri dello Spirito Rm\n8,27. Avendo egli creato lo Spirito dell\u2019uomo, conosce bene quali\nsono le emozioni del suo cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi un\u2019unica attestazione\ndel termine ruach \nin Am \u00e8 tutt\u2019altro che banale e la rarit\u00e0 del termine potrebbe\nnon pregiudicarne l\u2019importanza del tema. Ma il vero enigma di Am \u00e8\nun altro e cio\u00e8 che lui, il primo a essere ritenuto un profeta\nclassico in AT sembra rifiutare la qualifica di profeta almeno nel\nsenso inteso prima di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Cfr alterco con sacerdote di Betel\n7,10 . Accusa politica di alto tradimento: \u201ccongiurare\u201d = tramare\nuccidere il Re 1RE 15,27.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne\u2019 si pu\u00f2 dire che i\n\u201cfigli dei profeti\u201d fossero estranei a congiure del genere: cfr\nruolo di eliseo nella deposizione dell\u2019ultimo degli Omridi\n2Re 9.<\/p>\n\n\n\n<p>In\nquesto sfondo prende tutto il suo rilievo il diniego di Am: \u201cNon\nsono profeta io\u201d subito a scanso di equivoci e neppure un figlio di\nprof = pagato per profetizzare = non professionista .. \u201cFigli prof\u201d\n1Re 20,35: 2Re 2 = Am = netta demarcazione dal profetismo precedente\n= comparazioni profetiche = sostanziale riserva di Am verso il prof\ndella ruach, e\nspiegare la relativa assenza del termine. Os + Mi Os 2,7 \u201cseminare\nvento &#8230;\u201d o \u201cpascersi di vento\u201d Os 12,2 = fenomeno atmosferico\n= precariet\u00e0. Os 27 parla di s\u00e9 o di qn altro? 9,8 oscuro \u2192 pi\u00f9\nplausibile che parli di un profetismo diverso dal suo = netta\ndemarcazione del prof della ruach.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi documentazione pi\u00f9 ricca,\nnon sempre facile da leggere perch\u00e9 nel suo discorso si fa sentire\nla voce di altri prof che noi troppo facilmente diciamo falsi.\n2,11 = questa prof \u00e8 inautentica perch\u00e9 procura ebbrezza 1Re\n22,22-23 \u201cspirito di menzogna\u201d. Ruach = elemento inafferrabile\nspirito di menzogna 2,6-7 \u2026 Si \u00e8 forse accorciata la ruach\ndel Signore?<\/p>\n\n\n\n<p>Che\nsignifica ruach\naccorciato? &#8211; soffio corto = impazienza<\/p>\n\n\n\n<p>Dio non avrebbe perso la\npazienza \u2013 sinonimo di mano\n= braccio corto = impotenza (?)=<\/p>\n\n\n\n<p>I falsi profeti non dicono\nsciocchezze ma cose giuste nel momento sbagliato. Ma che dice Mi ai\nsuoi interlocutori che confidano incondizionatamente nello spirito?\nLe mie parole risponde, si fanno male, ma non fanno male a tutti.\nFanno male solo a chi si comporta iniquamente. Per coloro che\ncamminano nella rettitudine sono salutari.<\/p>\n\n\n\n<p>Sicch\u00e8 \u00e8 vero che lo spirito\ndel signore non \u00e8 mai torppo corto: \u00e8 sempre in grado di\nintervenire, soccorrere \u2026 ma la fiducia nello Spirito non pu\u00f2\ndiventare un alibi che esima dall\u2019osservanza della parola di Dio,\ndal praticare la giustizia,\ncamminare con rettitudine. Introduce nel discorso prof una variante\ntutta umana che corrisponde all\u2019avverbio ulay\n= forse . Non si\npu\u00f2 troppo facilmente dire: certo saremo salvati, come affermano\ni prof di pace.  Si\ndeve dire: forse lo saremo.\nNon tutto dipende da Dio:\nqualche cosa dipende anche da noi.<\/p>\n\n\n\n<p>I tre\nprofeti ricordati sopra: Am, Os, Mi presentano tutti chi pi\u00f9 chi\nmeno elementi crititci di distinzione dall\u2019esperienza dei profeti\nche li hanno preceduti. All\u2019origine di questa distinzione, tanto\npsicologica quanto spirituale, si pone anche un fattore sociologico\nche occorre cercare di afferrare. Tra IX e VIII secolo si produce\ngrande affermazione storica e politica. Il profeta \u00e8 sempre\nmessaggero di Dio un mal\u2019akh = angelo. Quella con la quale si\npresenta: \u201cCos\u00ec dice il Signore\u201d \u00e8 formula del messaggero, di\nchi riferisce una parola altrui (anche?)\ndeve averla fatta propria, e pu\u00f2 parlare in prima persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora il messaggero \u00e8 figura\nintermedia tra il sovrano e il suo vassallo. Nel periodo preclassico\nil profeta \u00e8 l\u2019intermediario tra Dio-Re e l\u2019attuale regnante di\nGiuda\/Israele. Schema<\/p>\n\n\n\n<p>Sovrano\tMessaggero\tVassallo\n(compagni Re)<\/p>\n\n\n\n<p>In caso di insubordinazione o\nribellione solo il re vassallo viene punito o eliminato per questo il\nprofeta si rivolge a lui solo in perfetta armonia prassi politica del\ntempo. Siccome Samuele-Elia-Eliseo si indirizzano ai re, arrivano\nperfino a deporli, ma non si rivolgono direttamente al popolo, non un\nmessaggio per la nazione, ragione per cui si ricordano le loro  gesta\nma non si conservano le loro parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019VIII secolo innovazione\nassira di non deporre solo i vassalli ma di deportare l\u2019intera\npopolazione lo schema profetico cambia<\/p>\n\n\n\n<p>Sovrano\tMessaggero\tPopolo.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, cambia il\ndestinatario dell\u2019annunzio prof. Un buon esempio del mutamento\nintercorso \u00e8 il discorso del generale assiro che preferisce parlare\nebraico piuttosto che aramaico per farsi sentire non solo dai\ndignitari di Gerusalemme  ma da tutto il popolo assediato 2Re 18,17\nss. Perci\u00f2 anche i profeti VIII sec si rivolgono al popolo nonp i\u00f9\nsolo ai re e i loro oracoli vengono conservati in seno al popolo. Si\ncrea una tradizione popolare e questa \u00e8 ancghe la spiegazione pi\u00f9\nsoddisfacente della diffusione delle loro parole e della loro messa\nper iscritto, ci\u00f2 che non si \u00e8 dato per i profeti precedenti che\npure non erano meno grandi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa novit\u00e0 ha un evidente\nriflesso psicologico poich\u00e9 rivolgendosi al popolo i profeti\ndell\u2019epoca egizia e poi babilonese sono indubbiamente molto vicini\nalla gente tanto pi\u00f9\nquanto la minaccia invasione + deportazione si fa incombente.  Non \u00e8\nvero che essi annunziano la fine di Israele e poi basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Essi vedono il pericolo e\nfanno di tutto per ritardarlo o, se ancora \u00e8 possibile,\nscongiurarlo. Coinvolti\nvicende popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec torniamo  a quella\nparticella grammaticale che A. Neher ritiene la pi\u00f9 importante del\nlinguaggio profetico \u201culay\u201d=forse. Am\n5,15 \u201cForse\u201d non \u00e8\nancora tutto perduto. \u201cForse\u201d conversione e salvezza sono ancora\npossibili. Il profeta deve fare tutto perch\u00e9 dui questo \u201cforse\u201d\ne per tenere sempre aperto questo spiraglio, per offrire al popolo\nancora una chance. Per quanto la parola prof possa apparire esigente,\nsevera, rimane sempre, nonostante tutto, aperta a una possibilit\u00e0\nancora inesplorata, a un futuro ancora possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avverbio ulay\nricorre + (?) nella Bibbia ebraica e molto frequente nei profeti cfr\nLXX \u2013 equivale al greco tache (?) quasi assente e ricorredue volte\nin Sap e e nel NT solo in Paolo = ogni volta che i traduttori hanno\nincontrato ulay l\u2019hanno risolto con una consecutiva Am 5,15\n\u201caffinch\u00e8\u201d il Signore abbia piet\u00e0 = riduce effetto incognita\nveicolato dal termine ebraico.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a passo di Am cfr Is\n37,4: Ger 21,2;26,3: Giona\n1,6 e riflettere sulle esigue possibilit\u00e0 lasciate all\u2019uomo dal\n\u201cforse\u201d profetico. Si tratta sempre di una \u201cextrema ratio\u201d,\ndi una possibilit\u00e0 ultima e indimostrabile. Quando la nave sulla\nquale Giona si trova sta per sfasciarsi il capo gli si accosta e\ndice: Che hai \u2026 invoca \u2026 forse Dio \u2026 1,6. Il forse \u00e8 sempre\nquestione di vita o di morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo anche al presupposto\ndi tutto il violento discorso di Ger contro il tempio:  \u201cForse\nascolteranno\u201d 26,3. Qui all\u2019incertezza conversione d\u2019Israele\ncorrisponde l\u2019altissima improbabilit\u00e0 del pentimento di Dio: l\u2019una\ne l\u2019altra extrema ratio.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto altrimenti: nulla \u00e8\ngarantito. Neppure chi\nnutrisse una fiducia pi\u00f9 che ragionevole nella propria rettitudine\npu\u00f2 essere sicuro di avere la salvezza in tasca, d\u2019essere indenne\ndall\u2019ira di Dio Sof 2,3.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cforse\u201d dei profeti sottintende ignoranza fondamentale equivalente a \u201cchiss\u00e0\u201d? Un profeta non \u00e8 indovino: anch\u2019egli non sa. Pro-phetes non \u00e8 chi pre-dice, ma chi pro-dice = chi parla in nome di un altro. Quello che \u00e8 caratteristico prof ebraica non pre-cognizione futuro, ma profonda ri-cognizione del presente sotto lo sguardo di Dio Mt, 24,36..<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non \u00e8 che non si\nsappia niente. Si sa, precisamente, quello che ci \u00e8 richiesto oggi.\nSenza pretendere di poter\ncalcolare gli esiti futuri delle nostre azioni, si tratta di compiere\nquello che ci \u00e8 richiesto nel nostro presente. \u201cForse\u201d vuol\ndunque dire anche questo: rinunciare a una certezza che non pu\u00f2 non\nesigere verifiche future, e quindi \u00e8 destinata a rimanere altamente\nimprobabile. Attenersi al presente: essere capaci di rischiare avendo\nil coraggio delle proprie azioni, quale che ne sia il risultato,\nvisibile solo l\u2019indomani \u2013 A Neher<\/p>\n\n\n\n<p>16.11.2000<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prof. VIII sec e VII = grandi classici da Amos a Ger (escluso Is) non semn\u00ecbrano essere in grande sintonia con lo spirito non parlano granch\u00e8 della ruach. Questo \u00e8 un fatto che pone qualche domanda, qualche spiegazione. 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