{"id":103,"date":"2017-07-24T21:15:10","date_gmt":"2017-07-24T21:15:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=103"},"modified":"2020-10-26T22:27:25","modified_gmt":"2020-10-26T22:27:25","slug":"la-prova-suprema-di-fede-5-novembre-1998","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sentierietracce.it\/dongiuseppe\/?p=103","title":{"rendered":"La prova suprema di fede &#8211; 5 novembre 1998"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">5.11.98 2.1.2<\/p>\n<h3 align=\"justify\">La prova suprema di fede<\/h3>\n<p align=\"justify\">In Gn 22 leggiamo il racconto culminante della storia di Abramo, quello che la tradizione ebraica chiama Agadah = la \u201clegatura\u201d di Isacco in vista del suo sacrificio, apparentemente richiesto dal Signore sul monte Moria.<\/p>\n<p align=\"justify\">La prima cosa che una <u>lectio divina<\/u> coglie in questo testo non \u00e8 l\u2019eziologia di un luogo di culto e ancora meno la condanna dei sacrifici umani, che solo pi\u00f9 tardi i profeti, e anche la Torah, condanneranno nel costume diffuso del tempo. Come subito dir\u00e0, non si deve confondere la fede con la morale. La parola di Dio, lungi dall\u2019insinuare un giudizio morale negativo, qui sommamente esalta l\u2019obbedienza del padre, il quale \u201cin buona e perfetta fede\u201d lungamente maturata per tre giorni di cammino, \u00e8 prontissimo (Eccomi: vv.1,11) a offrire in olocausto <u>il figlio, l\u2019unico e amato<\/u> (v. 2 vv. 11.16) Il \u201ctimore di Dio\u201d v.12 \u00e8 qui il nome della fede obbediente di Abramo v.18. Dio va creduto e obbedito sopra tutto Ne 9.8. Non si tratta di moralit\u00e0, che consiste nel <u>seguire sinceramente e coerentemente con se stessi<\/u> la voce immanente della propria coscienza che ci addita certi <u>valori<\/u>. Qui \u00e8 in gioco la dimensione dialogico-teologale della coscienza dell\u2019uomo che si sente chiamato dalla voce dell\u2019altro del Dio -Amico-Abramo Abramo 1,11.13 alla fedelt\u00e0 <u>nonostante tutto e prima ancora di aver potuto elaborare tutto un discorso logico per giustificare intrinsecamente e soddisfacentemente la propria obbedienza. <\/u>Cos\u00ec, pi\u00f9 tardi, anche Simone dir\u00e0 a Ges\u00f9: \u201cMaestro abbiamo faticato\u2026(.e noi conosciamo bene il lago\u2026): ma sulla <u>tua<\/u> parola\u2026 Lc 5,5<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 questa la frontiera della <u>fede<\/u>, per cui l\u2019uomo si <u>trascende<\/u> entrando nella verit\u00e0 della relazione con io, obbedendo alla <u>sua<\/u> parola, pi\u00f9 che alla propria testa. Il Dio della fede di Abramo <u>fa storia<\/u>, ci fa fare storia facendoci uscire dal ciclo naturale e necessario delle cose, e introducendoci liberamente in una vicenda personale e contingente che riguarda lui.<\/p>\n<p align=\"justify\">Abramo, come gi\u00e0 No\u00e8, non replica nulla, non obietta nulla all\u2019ordine di Dio. Egli va prontamente \u201cdi buon mattino\u201d v.3 Cammina per tre giorni con il figlio, ancora vivo accanto a lui, ma gi\u00e0 morto nel suo cuore di padre a causa della propria libera determinazione a obbedire alla parola del Signore. Allo stesso modo Ges\u00f9 vivr\u00e0 la sua morte anticipatamente durante la sua ultima cena pasquale e durante il suo combattimento interiore nell\u2019orto Getzemani.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019ordine divino di sacrificare Isacco non costituisce semplicemente una prova durissima per la tenerezza di Abramo verso il figlio. Questo figlio che bisogna adesso offrire \u00e8 l\u2019unico \u201cfiglio di Sara\u201d rimasto, dopo che Ismaele \u00e8 stato licenziato insieme a sua madre 21,14. Soprattutto Isacco \u00e8 l\u2019unico depositario delle promesse di Dio e della verit\u00e0 della voce prima di Abramo, della sua avventura e <u>della sua sessa identit\u00e0<\/u> dopo la partenza da Carran Eb 11,17-18. Alla sorte di Isacco \u00e8 indissolubilmente legata la coscienza che Abramo avr\u00e0 dl rapporto col suo Signore, la fondatezza e l\u2019avvenir della sua fede in lui. Dice molo bene Paolo Rm 4,18 \u201cin spe contra spem\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo alcune letture ebraiche, Abramo sacrific\u00f2 di fatto Isacco, che il Signore poi risuscit\u00f2 cfr Eb 11,19\u2026lo riebbe e fu come un simbolo (en parabol\u00e8).<\/p>\n<p align=\"justify\">La Bibbia greca LXX traduce \u201cil figlio unico\u201d con\u201d amatissimo\u201d\u201d e il NT riprende pi\u00f9 volte questa espressione per designare Ges\u00f9 come il figlio unico e amato\u201d di Dio Padre (cfr. testi Battesimo + Trasfigurazione) Ci\u00f2 mostra che la comunit\u00e0 ebraica dei primi secoli di Ges\u00f9 ha riconosciuto in lui \u201cl\u2019ultimo Isacco\u201d, la \u201cdiscendenza per eccellenza e definitiva di Abramo\u201d Mt 1,1.17; Lc1,55.73\u2026.. un\u2019immagine dello stesso Dio e Padre del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo\u201d. Al punto che coloro che sono \u201cfigli di Dio in Cristo Ges\u00f9\u201d sono anche \u201cdiscendenza di Abramo\u201d Gal 3,7. 26-29<\/p>\n<h4 align=\"justify\">Lo scarto tra fede e morale di Abramo.<\/h4>\n<p align=\"justify\">Se progressiva \u00e8 l\u2019accoglienza del dono della fede da parte di Abramo, ancora pi\u00f9 lenta e progressiva \u00e8, nella storia dei patriarchi d\u2019 Israele, l\u2019acquisizione di costumi morali che dalla fede scaturiscano, penetrino e discernano la loro esperienza antropologico-culturale, e presiedano all\u2019esercizio attuale delle loro virt\u00f9. L\u2019etica dei patriarchi appare molto inadeguata alla loro vocazione divina. A parte la peccaminosit\u00e0, dalla quale non sono mai dispensati, il passo dell\u2019evoluzione della loro coscienza morale \u00e8 lento e incerto come sempre avviene nelle cose umane: l\u2019interpretazione di s\u00e9 e del mondo con cui essi formulano delle regole per l\u2019agire proprio e degli altri, \u00e8 faticosa e stenta a liberarsi della propria soggettivit\u00e0 egoistica: la diffusione liberante del rapporto \u201cIo-Tu\u201d proprio della fede in tutto l\u2019agire umano incontra debolezze, ostacoli, impermeabilit\u00e0 tra i condizionamenti storico-culturali delle situazioni storiche dei loro ambienti. La chiamata alla fede non fa diventare immediatamente <u>santi<\/u> dal punto di vista morale (cfr pure la moralit\u00e0 delle figlie di Lot in Gn 19,30-38; o di Tamar, nuora di Giuda Gn38.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec il comportamento di Abramo nei confronti della moglie Sarai in Egitto 12,10-20 e a Gerar 20,1-18: anche dopo che il Signore aveva cambiato i nomi 17,4-5.15-16, non \u00e8 certo un modello da canonizzare. La stessa cosa avverr\u00e0 nella storia di Isacco, ancora a Gerar 26,1-14. Oltre tutto questi rischi che, per salvare la propria pelle, i patriarchi fanno correre alle loro mogli -Sara e Rebecca le madri del popolo eletto sono sempre delle donne bellissime, nonostante l\u2019et\u00e0 12,11-16; 26,7- non sono solo rischi morali. Essi toccano pure la dimensione teologale mettono in pericolo la promessa divina concernete la discendenza, che deve essere discendenza <u>di Abramo<\/u>. Ecco perch\u00e9 in Signore dell\u2019alleanza non ha permesso che i <u>suoi \u201cmessia\u201d<\/u>=unto, consacrato, fossero toccati e che ai \u201csuoi profeti\u201d fosse fatto alcun male, nonostante il loro essere ancora al di sotto della loro chiamata Sal 105,12-15.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il libro della Gn, nei suoi intenti molto pi\u00f9 teologali che morali, riferisce i fatti senza spingersi a dare una valutazione dei comportamenti morali dei patriarchi, ma la presentazione che fa del faraone o di Abimelech, re di Gezar 20,2 e poi anacronisticamente re dei Filistei 26,1-8 \u00e8 ben pi\u00f9 nobile e lodevole di quella piuttosto meschina dei patriarchi di Israele.<\/p>\n<p align=\"justify\">Solo alla \u201cIV generazione\u201d, con Giuseppe \u2013 e finalmente solo in Ges\u00f9, del quale Giuseppe \u00e8 tipo profetico-, la fede crea nelle coscienze dei discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe, un insieme coerente di comportamento morale. Allora la storia dei patriarchi Ebrei, resi <u>santi<\/u> dall\u2019elezione divina, registrer\u00e0 tra di loro un comportamento morale adeguatamente <u>santo.<\/u><\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto concerne il Signore, Israele \u00e8 una nazione santa, un popolo <u>Santo <\/u>fin dall\u2019alba della sua chiamata Es 19,6; Dt 7,6.. Questo vocabolario, per cui la santit\u00e0 teologale (proveniente dall\u2019operazione di Dio) precede e prevale su ogni santit\u00e0 umana (morale proveniente dall\u2019operare umano) durer\u00e0 in tutto il NT Rom 1,7; 15,25-26.31. L\u2019avventura di Dio con l\u2019uomo incomincia da Dio, e da Dio solo. La via della fede incomincia con la fede, non con la morale, e nemmeno con la religione, come si vedr\u00e0 in Giacobbe.<\/p>\n<h4 align=\"justify\">La relazione con l\u2019altro e quella con la terra nella storia di Abramo.<\/h4>\n<p align=\"justify\">Si \u00e8 visto che sia nell\u2019economia della creazione sia in quella del peccato le 3 dimensioni fondamentali dell\u2019uomo creato da Dio &#8211; relazione con Dio, con l\u2019altro essere umano, con la terra &#8211; sono tra loro irriducibili, ma pure strettamente congiunte e interdipendenti. Questo rimane vero, ovviamente, pure nella ricostruzione redentrice dell\u2019 uomo nella via della fede, e appare chiaramente gi\u00e0 nella storia di Abramo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ambedue le relazioni con l\u2019altro= l\u2019umanit\u00e0 intera e con la terra, sono previste fin dal principio nelle promesse fatte dal Signore ad Abramo: quella di una discendenza numerosa\u2026e quella del possesso del paese di Canaan\u2026.<\/p>\n<p align=\"justify\">Relazione orizzontale= l\u2019altro = l\u2019umanit\u00e0 e perci\u00f2 la fiducia + sicurezza derivante da una discendenza la Bibbia specifica \u201cAbramo aveva 92 anni quando fece circoncidere\u2026 17,24-25. Dunque, dopo pi\u00f9 di 13 anni dalla promessa della discendenza 15,4-6;16,16 e quando Abramo e Sara erano pi\u00f9 vecchi che mai 18,11-12 il figlio della promessa non era ancora nato.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Ci\u00f2 nonostante, Abramo \u00e8 presentato come uomo generoso, giusto e ripetutamente premuroso nei confronti del nipote Lot 13,1-12; 14,12-16.20-24; l\u2019amico di Dio che la fede rende <u>solitario<\/u>, \u00e8 reso pure subito <u>non isolato<\/u>, ma generosamente efficacemente <u>solidale con l\u2019altro<\/u> 12,5:\u2026 Con colui che \u00e8 chiamato da Dio, dal <u>Dio di tutti<\/u>, c\u2019\u00e8 sempre <u>un altro<\/u>, che non \u00e8 chiamato da Dio direttamente, ma per il quale il primo \u00e8 pure chiamato. La fede crea nel credente un vincolo con il Signore talmente <u>singolare<\/u> che lo libera per la pi\u00f9 vera comunione con gli uomini. Cos\u00ec Abramo non \u00e8 solo sollecito di Lot, suo parente, ma di tutta la citt\u00e0 di Sodoma, per la cui salvezza ingaggia una contesa memorabile con il suo Signore 18,16-38. Cos\u00ec Israele \u00e8 chiamato per le nazioni, Ges\u00f9 \u00e8 eletto per noi Gv 1,34 sec. Manoscritti, la Chiesa per il mondo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto alla relazione con la terra, ricordiamo in Eb 11,13 che non solo Abramo, ma anche Isacco e Giacobbe, con i suoi dodici figli, morirono tutti nella fede&#8230;conseguire i beni promessi, senza per\u00f2 averli ancora conseguiti \u201cma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa lezione sull\u2019ordine esistente tra le 3 dimensioni strutturali della creazione \u00e8 molto istruttiva sia per le persone, sia per le comunit\u00e0. Le tre dimensioni sono inseparabili, ma non necessariamente contemporanee e coordinate tra loro. La <u>fede in Dio<\/u> \u00e8 richiesta immediatamente e in misura integrale. La relazione di <u>comunione<\/u> e <u>carit\u00e0<\/u> richiede un tempo e una maturazione pi\u00f9 lunga ed \u00e8 condizionata e diversificata da svariate circostanze. La <u>speranza<\/u> concerne il possesso della terra e dei beni promessi &#8211; e quindi <u>lo sviluppo pieno del nostro corpo nella creazione finalmente integrata e liberata<\/u>&#8211; pu\u00f2 attendere ancora di pi\u00f9 pur senza venir mai meno Rm 8,19-25. Si potrebbe concludere che la storia di Abramo, specie per quanto riguarda la promessa della Terra che il Signore gli destina in dono, gi\u00e0 suppone e si protende verso l\u2019escatologia NT.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5.11.98 2.1.2 La prova suprema di fede In Gn 22 leggiamo il racconto culminante della storia di Abramo, quello che la tradizione ebraica chiama Agadah = la \u201clegatura\u201d di Isacco in vista del suo sacrificio, apparentemente richiesto dal Signore sul monte Moria. 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